Dragon Age Inquisition: un rpg di qualità. E che grafica!

Dragon Age Inquisition: un rpg di qualità. E che grafica!

Abbiamo passato le ultime settimane a giocare intensamente l'ultimo rpg di qualità di BioWare. All'inizio parte come un gioco onesto, con tutte le componenti al loro posto, ma andando avanti nella storia si dispiega tutto il suo pressoché infinito potenziale. Ci sono tantissime cose da fare, proprio come in Gta 5, e si gioca anche per 100 ore!

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Il vostro leader, il vostro Araldo

Un profondo senso di speranza che assume una connotazione che sfiora il religioso: è il messaggio alla base che gli autori di BioWare hanno voluto dare a Dragon Age Inquisition. Il nuovo rpg con Frostbite Engine è un titolo che non va assolutamente sottovalutato, come avevo fatto io stesso, lo ammetto, prima del rilascio e prima di poterlo provare a lungo. È un gioco di ruolo pressoché sterminato, che si rinnova continuamente anche nelle battute avanzate e che offre un mondo di gioco paragonabile a quelli di Skyrim e di Grand Theft Auto V, ovvero due dei giochi in assoluto più apprezzati tra quelli usciti nell'ultimo periodo.

[HWUVIDEO="1665"]Dragon Age Inquisition Live Gameplay: Inside the Game[/HWUVIDEO]

BioWare vuole proprio stupire il giocatore, sommergendolo continuamente di nuove attività da svolgere e di nuove missioni, il che rende il tutto al limite dell'impraticabilità. Quando hai finito un incarico particolarmente gravoso ecco che davanti a te si stagliano tantissime nuove opportunità di interazione. Che ti sommergono, ti tolgono il fiato, data la straordinaria quantità. La software house canadese, che aveva già toccato dei vertici importantissimi con titoli come Neverwinter Nights o Baldur's Gate, oltre che con l'originale Dragon Age e con Mass Effect, vuole di nuovo rivoluzionare i parametri dei giochi di ruolo.

E lo fa innanzitutto con la quantità. I primi livelli di esperienza sono quasi completamente "grinding", ovvero andare in giro a risolvere missioni e a uccidere in sequenza mostri al solo fine di potenziare il più velocemente possibile il party di quattro personaggi a disposizione. Ma dopo 20 ore di gioco capisci che è solo una sorta di prologo, di tutorial se volete, perché è a quel punto che parte la vera e propria storia del gioco. Ti si apre un mondo completamente nuovo, dove puoi personalizzare praticamente ciascun contenuto alla base dell'esperienza di gioco, fortezza dell'Inquisizione inclusa. La fortezza non solo si può modificare nelle sue fattezze esteriori, ma addirittura al suo interno il giocatore può prendere delle decisioni sulle condanne da assegnare ai vari prigionieri di guerra catturati durante l'azione vera e propria o curare un giardino personale, scegliendo quali piante far crescere sulla base degli ingredienti raccolti in giro e su come sono assemblati.

E dalla quantità si passa alla qualità. Non solo come esperienza di gioco, con grandissimo spazio alla personalizzazione e un sistema di combattimento tattico, con tanto di pausa all'azione, ma con una saggezza cinematografica che ricorda alcune delle migliori produzioni filmiche dell'ultimo periodo. Dragon Age Inquisition è, quindi, anche emozionante, e commovente a tratti, con personaggi delineati in maniera eccezionale, che hanno un carisma praticamente infinito, e con un cattivo decente.

Certo, la storia di Dragon Age, come sanno i fans, non è rifinita come quella di Mass Effect. Questo dipende soprattutto dal fatto che manca un protagonista centrale su cui ancorare tutto, sentimenti ed eventi. In Dragon Age tutto è più scollegato e si ha la forte sensazione di riassistere ad eventi che sembravano completamente conclusi nei precedenti capitoli. Ma ciò non toglie che la base degli eventi, i giochi di potere e i rapporti tra gli eroi diano uno spessore comunque notevole all'esperienza narrativa di Dragon Age. Anche perché è sontuosamente raccontata, sia a livello di scelte stilistiche cinematografiche sia a livello di qualità della colonna sonora.

La struttura di Dragon Age Inquisition non ricorda quella di un film, e neanche quella di un romanzo fantasy dettagliato, e penso a Il Signore degli Anelli. BioWare, invece, fa un tentativo di riproduzione della vita quotidiana che si svolgerebbe in un contesto medievaleggiante e fantasy di questo tipo. La quantità di cose da fare e la densità del mondo di gioco ricordano, infatti, l'impostazione di Gta 5, ancor più che quella di Skyrim. A lungo andare, l'Araldo impersonato dal giocatore è chiamato ad aiutare praticamente porta a porta tutti i cittadini del Thedas minacciati da questo oscuro signore del male conosciuto come l'Antico.

Il tutto è inoltre ricostuito con il motore Frostbite originariamente allestito da DICE per Battlefield. Frostbite fa fare un notevole salto di qualità a Dragon Age, portando definitivamente la serie nella nuova generazione. Il gioco merita graficamente su console, ma dà il meglio di sé su PC, anche perché è possibile giocare con l'interfaccia utente così come in origine l'aveva congegnata BioWare per questa serie, e che sprigiona il pieno potenziale ruolistico alla base di Dragon Age. Il Frosbite di Inquisition, quindi, è studiato in modo da sfruttare quel qualcosa in più che il PC riesce a dare.

Concretamente questo si traduce in pezzi di armatura incredibilmente dettagliati, oltre che ottimamente e precisamente ricostruiti. Non ricordo un gioco di ruolo in cui fosse così evidente un nuovo pezzo di armatura appena indossato, oltre che così gratificante alla vista. E questo discorso si può fare anche per le magie, con combattimenti che ricordano vere e proprie battaglie magiche su larga scala, con diversi effetti visivi contemporaneamente presenti e un gioco di luci colorate di grande impatto visivo.

 
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