Dragon Age Inquisition: un rpg di qualità. E che grafica!

Dragon Age Inquisition: un rpg di qualità. E che grafica!

Abbiamo passato le ultime settimane a giocare intensamente l'ultimo rpg di qualità di BioWare. All'inizio parte come un gioco onesto, con tutte le componenti al loro posto, ma andando avanti nella storia si dispiega tutto il suo pressoché infinito potenziale. Ci sono tantissime cose da fare, proprio come in Gta 5, e si gioca anche per 100 ore!

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Ricucire il cielo

In Dragon Age Inquisition abbiamo tre classi di partenza, ovvero Guerriero, Mago, Ladro e quattro razze di appartenenza. La scelta della Classe ovviamente stabilisce a quale albero di abilità sarà possibile accedere, con potenziamenti ed equipaggiature che diventano disponibili anche sulla base della razza. Da quest'ultimo punto di vista possiamo scegliere fra Umani, Elfi, Nani e Qunari. Tutte queste scelte hanno un impatto sugli attributi di base dei personaggi, ovvero forza, destrzza, magia, astuzia, volontà e costituzione.

Se il numero di classi può sembrare troppo basso, in realtà non preclude nulla in termini di personalizzazione e di varietà delle strategie di combattimento. Se, infatti, gli alberi di abilità possono sembrare poveri all'inizio, procedendo del gioco avremo anche da questo punto di vista la sensazione che il tutto è sempre costantemente in espansione. Ecco che al livello 10 avremo nuovi alberi delle abilità per ciascuno dei personaggi e per ciascuna classe, il che ci consentirà di rimodulare tutta la strategia di progressione dei personaggi.

Ad esempio, la concentrazione, che si sblocca proprio al livello 10, è una risorsa ottenuta ogni volta che qualcuno nel gruppo infligge dei danni. Il che ci porterà a rivedere la nostra impostazione tattica rispetto all'approccio iniziale. Ma ciascuno degli eroi assoldati al livello 10 sarà dotato di alberi di abilità personali, i quali sono inoltre riempiti da magie in sintonia con lo stile, la personalità e i punti di forza di quel personaggio. Insomma, avremo delle magie uniche per ciascuno di loro, che sarà possibile utilizzare sul campo di battaglia solo assoldando e selezionando quel determinato personaggio.

Bisogna, inoltre, considerare che l'esito dei combattimenti dipende dalla forza che i quattro membri del party riescono a mettere in campo rispetto alla resistenza del nemico. Ovviamente, più pozioni curative avranno e più a lungo questo potenziale potrà concretizzarsi.

Se ho descritto bene le cose, vi sarà chiaro che in Dragon Age Inquisition continuerete a incontrare nuovi personaggi, e avrete la possibilità di decidere se ignorarli o se provare a convincerli a entrare nel party di eroi interpretabili. Non tutti accetteranno, ma chi lo farà andrà a ingrandire la popolazione nel vostro insediamento. Per ogni nuovo personaggio impiegato sul campo di battaglia, quindi, dovremo ricostruire l'albero di abilità, decidendo che tipo di supporto avere. E dovremo rifare anche l'equipaggiamento.

Sembra uno scoglio fin troppo grande, ovvero quello di controllare quattro personaggi per volta, oltretutto in un numero così alto di dettagli. Ma BioWare ha lavorato molto bene anche a livello di suggerimenti in-game e di assistenza al giocatore. Dragon Age Inquisition, soprattutto su console, è un prodotto abbordabile e facilmente scalabile nelle prime fasi anche per chi non è appassionato da lungo tempo di giochi di ruolo. Certo, la versione PC è invece più indicata per chi è molto esperto in rpg. Ma in entrambi i casi l'interfaccia utente è ottima e una serie di segnalazioni fa subito capire al giocatore quali sono gli oggetti che ha raccolto per ultimi e che quindi hanno più probabilità di far parte dei nuovi equipaggiamenti.

L'unica perplessità riguarda il fatto che i personaggi saranno subito disponibili al livello di esperienza raggiunto dal giocatore. I mostri presenti sul campo di battaglia non seguono l'esperienza del giocatore (il che appiattirebbe molto la profondità ruolistica), ma purtroppo i potenziali membri del party lo faranno. Avrei preferito se vivessero completamente di vita propria, e andassero avanti nella progressione indipendentemente dall'operato del giocatore. Ma questo probabilmente non si sarebbe bene incastrato con gli altri elementi di gioco di Inquisition e con la complessità del suo mondo di gioco. Fatto sta che ogni volta che decideremo di portare con noi un dato personaggio dovremo riportare il suo albero delle abilità al livello del nostro e riadattare il suo equipaggiamento sulla base di quanto abbiamo raccolto nelle ore di gioco in cui lo abbiamo ignorato.

In Inquisition non ci sono solamente personaggi utilizzabili nei combattimenti, visto che si possono sbloccare e aggiungere all'Inquisizione personaggi utilizzabili come agenti o per certe missioni speciali. Per esempio, reclutando un erborista potremmo migliorare l'abilità dell'Inquisizione a trattare le erbe, e a trarre potenziamenti da questo. C'è poi il cosiddetto "tavolo di guerra", che sta alla base di tutta la parte gestionale presente in Dragon Age Inquisition parallelamente alla componente da gioco di ruolo pura.

Nella parte gestionale possiamo decidere di mandare uno dei membri del Consiglio dell'Inquisizione in missioni di spionaggio, diplomatiche o di dispiego di risorse militari in giro per il Ferelden o l'Orlais per conseguire determinati obiettivi, che possono consentirci di accumulare influenza, oro o altre tipi di risorse. Abbiamo il comandante Cullen, che va scelto per tutte quelle missioni che richiedono l'uso della forza bruta dell'esercito; l'esperta in diplomazia Josephine, che invece tenterà di risolvere queste problematiche facendo sfoggio delle sue abilità oratorie e degli accordi politici; e la già citata Leliana, che non si farà scrupoli a uccidere nel silenzio, sprigionando la sua essenza da spia. Altro membro fondatore dell'Inquisizione è la Cercatrice, Cassandra, un abile guerriero che non si potrà usare nella parte gestionale ma che potrà combattere al nostro fianco fin dalle prime battute del gioco.

Altri alberi di abilità permanenti da scalare sono quelli che vengono definiti "Specialità Inquisizione". Sulla base dell'esperienza conseguita, degli agenti arruolati e delle mappe di gioco esplorate, otterremo nuovi punti da spendere in questi alberi. Alla voce "Spia", ad esempio, potremmo sbloccare l'abilità dello scassinare per tutti i ladri chiamati sul campo di battaglia. Mentre in "Inquisizione" troviamo la possibilità di aumentare la capacità delle tasche dei personaggi, in modo da poter portare contemporaneamente con noi un maggior numero di oggetti. In "Truppe" acquisiremo invece la capacità di usare un maggior numero di pozioni in un singolo combattimento o di migliorare l'efficacia degli accampamenti.

Nel corso del nostro peregrinare potremmo imbatterci in luoghi storici o in zone in cui è possibile edificare degli accampamenti. In entrambi i casi, una volta stabilito l'insediamento, otterremo del potere. Questo potrà essere investito nel tavolo di guerra per esplorare nuovi territori o per progredire nella storia. Sul tavolo, infatti, vedremo diversi segnaposto che corrispondono a nuove missioni o a possibilità di dispiego di uno degli agenti. Nel primo caso non si tratta di missioni che si risolvono nel giro di pochi minuti, ma di enormi mappe che contengono al loro interno tantissime sotto-missioni. Potremmo dire, senza esagerare più di tanto, che ognuna di quelle mappe corrisponde a un intero gioco a parte. Insomma, l'elenco delle missioni disponibili in Dragon Age Inquisition, anche se molte di loro si riducono a "grinding puro", è sterminato.

 
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