Sunset Overdrive: l'Epicalisse di Xbox One!

Sunset Overdrive: l'Epicalisse di Xbox One!

Dopo essere approdati alla corte di Microsoft, i ragazzi di Insomniac Games propongono uno shooter in terza persona stiloso e molto frenetico, che emerge soprattutto per la verticalità degli scenari, la fluidità delle combo e l’impiego di armi non convenzionali all’interno di un contesto open world. Trama e personaggi vengono messi in secondo piano per esaltare soprattutto il divertimento e la giocabilità.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
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Introduzione

Fin dagli anni ’90 la storia di Insomniac Games si è intrecciata a doppio filo con le console di casa Sony. Venuto alla ribalta con la trilogia di Spyro sulla prima PlayStation, il team californiano si è poi affermato su PlayStation 2 con lo sviluppo di Ratchet & Clank, fortunata saga platform che si contraddistingueva soprattutto per la frenesia e le divertenti meccaniche shooter. Con l’avvento di PlayStation 3 sono state raccolte nuove sfide e lo studio per la prima volta ha deciso di cimentarsi con un FPS, dando vita all’universo di Resistance, che nelle intenzioni di Sony avrebbe dovuto rappresentare il contraltare di Halo, senza peraltro riuscire a fare completamente breccia nel pubblico.

Messa rapidamente da parte l’infelice esperienza multipiattaforma di Fuse, lo studio ha cambiato rotta e nel 2013 è stata annunciata la prima partnership con Microsoft per lo sviluppo di Sunset Overdrive. Il nuovo progetto – indicato fin dall’inizio come un’esclusiva vera e non una semplice anticipazione temporale – costituisce la prima esperienza di Insomniac nell’ambito dei titoli open world. Le meccaniche action shooter in terza persona rappresentano solamente uno dei numerosi punti di riferimento, per un titolo che si dimostra piuttosto unico nel suo genere, sebbene non manchino chiare influenze provenienti dai prodotti più disparati apparsi sul mercato in questi ultimi quindici anni.

Come ha asserito il CEO Ted Price, le principali fonti di ispirazione sono state Jet Set Radio e Tony Hawk, che hanno contribuito all’inserimento di intense meccaniche di grinding all’interno degli scenari. Durante la fase di pre-produzione l’intento degli sviluppatori era quello di realizzare uno shooter, ma allo stesso tempo di allontanarlo dalle dinamiche più tradizionali di questo genere. Agli albori del progetto queste idee non si amalgamavano a dovere con i combattimenti ma, dopo numerose sperimentazioni, è stato finalmente possibile trovare un corretto bilanciamento e rendere l’esperienza godibile. Il secondo scoglio ha riguardato poi la creazione e il posizionamento degli edifici, pensati per offrire al pubblico un’esperienza che fosse il più possibile fluida, veloce e dinamica.

Le influenze però non si fermano ai due titoli già citati nel precedente paragrafo. Durante il nostro test abbiamo infatti intravisto ovvi richiami alla saga di Ratchet & Clank, in particolare per il grinding su rotaie e l’originalità nella realizzazione delle armi, ma anche a Prince of Persia per la camminata sui muri, mentre lo stile fortemente dissacrante dei personaggi e delle vicende ci ha ricordato un po’ Borderlands e in parte la follia di Dead Rising.

La verticalità dello scenario e l’impiego di alcuni poteri ha riportato alla luce anche le esperienze già vissute in Prototype e ancor di più in inFamous, sebbene nei mesi scorsi Insomniac abbia smentito che ci siano state ispirazioni in questo senso. Tramite il noto forum NeoGAF era stato il community manager James Stevenson a sostenere che Sunset Overdrive ha tratto spunto soprattutto dalle precedenti esperienze del team e che il prodotto finale sarebbe stato molto diverso rispetto a inFamous. Effettivamente, sostenere che Insomniac si sia limitata ad attingere da altre produzioni per la creazione di Sunset Overdrive sarebbe ingiusto. Questo titolo ha infatti dimostrato, pad alla mano, non solo di sapersi reggere sulle proprie gambe ma anche di poter proporre un contesto apocalittico in una veste inedita e davvero divertente.

 
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