Sunset Overdrive: l'Epicalisse di Xbox One!

Sunset Overdrive: l'Epicalisse di Xbox One!

Dopo essere approdati alla corte di Microsoft, i ragazzi di Insomniac Games propongono uno shooter in terza persona stiloso e molto frenetico, che emerge soprattutto per la verticalità degli scenari, la fluidità delle combo e l’impiego di armi non convenzionali all’interno di un contesto open world. Trama e personaggi vengono messi in secondo piano per esaltare soprattutto il divertimento e la giocabilità.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
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Epicalisse a Sunset City!

Ci troviamo nel 2027, un’epoca durante la quale le grandi multinazionali hanno ormai assunto il completo controllo sulla società, anche per merito di un marketing asfissiante e selvaggio. A Sunset City è la Fizzco a dettare legge. Gigante delle bibite energetiche, questa potente industria si appresta a lanciare una nuova bibita, denominata Overcharge Delirium XT, che verrà fatta assaggiare gratuitamente agli ignari cittadini. E’ proprio nel corso di questo folle evento che ha inizio l’apocalisse e tutti i disgraziati che hanno gustato la bevanda si trasformano in folli esseri dall’aspetto ripugnante. Il giocatore assumerà il ruolo di uno dei pochi sopravvissuti alla catastrofe, un anonimo ragazzo delle pulizie che presto si troverà accerchiato e sarà costretto ad architettare un piano di fuga dalla metropoli, nel frattempo isolata dalla stessa Fizzco.

Per riuscire nell’impresa il protagonista avrà bisogno dell’aiuto di alcune delle persone che sono rimaste intrappolate all’interno della città e che non si sono ancora trasformate ma, come sempre accade in questi casi, l’operazione non sarà affatto semplice. Gli eventi che si vivono nel corso della campagna sono ambientati a diciassette giorni di distanza dall’inizio dell’apocalisse, quando ormai le orde impazzite spopolano per le strade e il nostro improbabile eroe incontra Walter, un ex militare dal fare piuttosto arcigno che ha in serbo un piano per abbandonare la città.

Le premesse narrative non devono trarre in inganno: l’apocalisse di Sunset Overdrive è molto diversa dall’ordinario, non si tratta infatti di una vicenda dalle tinte fosche, i risvolti drammatici non mancano ma vengono sempre interpretati in chiave goliardica e spiccatamente satirica. La vita stessa del protagonista sembra assumere una piega più stimolante quando la situazione precipita; le sue potenzialità emergono solamente nel momento in cui tutto sembra volgere al peggio, ma tutto ciò avviene in modo brillante e per nulla angoscioso.

Ci pensa lo spumeggiante Floyd, uno dei personaggi con cui capiterà spesso di avere a che fare nel corso della campagna, a suonare le trombe e a delineare lo spirito che pervade il gioco: “possiamo sfruttare l’apocalisse per fare ciò che vogliamo, senza regole alle quali dover sottostare, senza capi”. In breve, non una semplice apocalisse, bensì un’adrenalinica e folle “Epicalisse”, che donerà la più assoluta libertà di espressione al giocatore, in primis nell’interazione ambientale. In questo senso Sunset Overdrive si pone come una sorta di Dead Rising al quadrato. Situazioni ai limiti del demenziale, personaggi dalle qualità portate all’eccesso e sarcasmo a non finire fanno apparire, al confronto, il titolo di Capcom quasi limitato e poco sopra le righe.

Uno degli elementi che sostiene maggiormente l’atmosfera estrema di Sunset City è lo stile che può essere applicato al proprio personaggio, espresso dagli sviluppatori tramite il concetto di “Vanità”. Grazie alle meccaniche di personalizzazione viene tracciato un parallelismo tra lo stile adottato nell’abbigliamento e le tecniche che sono richieste per poter avere successo nel corso della campagna. E non solo. Ci si può sbizzarrire con gli indumenti più improbabili, associabili liberamente anche nei modi più assurdi; inoltre, caso più unico che raro, è anche data l’opportunità di modificare in qualsiasi momento i connotati del protagonista, potendone trasformare persino il sesso e le caratteristiche somatiche.

La città è costituita da tre grandi isole, collegate tra loro da alcuni ponti. Per la creazione degli agglomerati urbani Insomniac Games ha tratto spunto dai paesaggi di Los Angeles, San Francisco e del distretto Shinjuku di Tokyo. Il risultato è sufficientemente in linea con lo spirito di un titolo irriverente e che non intende prendersi troppo sul serio. La notevole verticalità dello scenario è una delle prime qualità che balza all’occhio e lo rende stimolante da giocare. Gli sviluppatori hanno dichiarato in più occasioni di aver costruito Sunset City come se fosse un parco giochi, rendendo l’ampia interazione con lo scenario una delle meccaniche fondanti ed evitando di ricorrere al consueto utilizzo delle coperture. “Sarete ricompensati se attaccherete direttamente il nemico”, asseriva il game director Drew Murray durante gli eventi preview dei mesi scorsi. E in effetti all’interno del gioco le ricompense non vengono determinate da un approccio tattico o da un ritmo compassato. Gli avversari vanno sempre attaccati in modo frontale, cercando di continuare a muoversi senza soluzione di continuità e di rimanere il meno possibile a contatto con l’asfalto.

 
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