Alien Isolation: riuscirete a resistere?

Alien Isolation: riuscirete a resistere?

The Creative Assembly è uscita dal terreno che le è più congeniale, ovvero il pianeta dei giochi strategici, per offrirci un nuovo avvincente viaggio nelle atmosfere claustrofobiche e terrificanti che hanno contrassegnato il primo capitolo della saga di Alien. Vestendo i panni di Amanda Ripley, figlia della più nota Ellen, Alien: Isolation ci conduce sulla Sevastopol, una stazione sulla quale si aggira indisturbato uno Xenomorfo. Stealth e meccaniche survival si amalgamano in un titolo che, pur non esente da difetti, garantisce una completa immedesimazione all’interno di uno degli universi sci-fi più noti.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Creative
 

Introduzione

35 lunghi anni. Tanti ne sono trascorsi dall’esordio della saga di Alien nelle sale cinematografiche, avvenuta nell’ormai lontanissimo 1979. Sotto l’abile e meticolosa regia di Ridley Scott, le vicende di Ellen Ripley e dell’angosciosa fuga dalla nave Nostromo sono presto diventate un punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere sci-fi, acquisendo quell’aura di culto che si addice alle pietre miliari. A distanza di molti anni dai suoi primi capolavori, Ridley Scott ha deciso di ritornare in scena con Prometheus, ambizioso prequel risalente allo scorso anno. Pur recuperando le atmosfere dense di mistero delle vecchie pellicole, il progetto è stato per lo più criticato dai fan, specie per quanto riguarda la partecipazione di David Lindelof – già sceneggiatore di Lost – nella stesura di una sceneggiatura fin troppo densa di domande, alle quali non viene mai data risposta.

Nel tempo il brand di Alien non si è rivelato molto in sintonia con il mondo dei videogiochi. In questi ultimi vent’anni – di fatto dal lancio di Alien 3 - solamente due titoli sono riusciti a ritagliarsi un posto nel cuore dei giocatori per le loro qualità. Stiamo ovviamente parlando dei due capitoli di Aliens vs Predator, sviluppati su PC rispettivamente da Rebellion e da Monolith Productions (gli stessi del recente Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor) e prodotti da Sierra, a cavallo del nuovo millennio.

I tentativi di rivitalizzare questa serie con il nuovo Aliens vs Predator proposto nel 2010 non sono stati particolarmente lusinghieri, ma il flop più clamoroso è stato registrato lo scorso anno con Aliens Colonial Marines. Lo sparatutto di Gearbox ha avuto uno sviluppo a dir poco tortuoso e travagliato, che ne ha minato in modo consistente l’esperienza e le pretese. Non è quindi un caso che il gioco sia stato pesantemente falcidiato dalla critica, a causa di un comparto tecnico al di sotto degli standard, ma anche per la limitata capacità di trasmettere al fruitore quelle che erano le atmosfere più concitate di Aliens Scontro Finale, altra pellicola di riferimento per la saga, diretta da James Cameron e risalente al 1986.

Serviva insomma qualcosa di nuovo, che riuscisse a recuperare i fortunati esordi della serie e a replicarne la sensazione di terrore, l’alone di mistero e le riuscitissime atmosfere claustrofobiche. Ci ha pensato The Creative Assembly, in collaborazione con SEGA, a colmare una lacuna quantomeno importante nel passato recente di questa industria. Lo studio britannico sarà certamente noto a tutti i conoscitori di titoli strategici, grazie ai numerosi capitoli della serie Total War, autentico punto di riferimento per il genere da oltre un decennio. Considerando il tipo di esperienza che si porta dietro il team fondato da Tim Ansell, la scelta di realizzare un prodotto stealth con meccaniche survival avrebbe potuto sembrare una mossa azzardata, presagio di un ennesimo flop che in realtà, per nostra fortuna, non si è verificato.

Alien: Isolation è infatti un titolo di discreta qualità, che erge la componente stealth al di sopra di tutto il resto e la miscela con meccaniche di crafting e raccolta di risorse limitate. Vediamo quindi di descrivere, nel dettaglio, cosa ha funzionato in questo progetto e quali sono invece i difetti che avrebbero dovuto essere gestiti in modo più accurato.

 
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