Alien Isolation: riuscirete a resistere?

Alien Isolation: riuscirete a resistere?

The Creative Assembly è uscita dal terreno che le è più congeniale, ovvero il pianeta dei giochi strategici, per offrirci un nuovo avvincente viaggio nelle atmosfere claustrofobiche e terrificanti che hanno contrassegnato il primo capitolo della saga di Alien. Vestendo i panni di Amanda Ripley, figlia della più nota Ellen, Alien: Isolation ci conduce sulla Sevastopol, una stazione sulla quale si aggira indisturbato uno Xenomorfo. Stealth e meccaniche survival si amalgamano in un titolo che, pur non esente da difetti, garantisce una completa immedesimazione all’interno di uno degli universi sci-fi più noti.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Creative
 

Realizzazione tecnica e Missioni Sopravvivenza

The Creative Assembly ha scelto di sviluppare Alien: Isolation per cinque differenti piattaforme, abbracciando al contempo sia la vecchia generazione che le attuali console e il PC. Per poter ricreare al meglio le atmosfere di gioco, e ricostruire l’aspetto della Sevastopol, il team ha messo a punto un nuovo motore grafico proprietario. Il Lead Art Designer, Jon McKellan, aveva spiegato nei mesi scorsi le difficoltà incontrate con la creazione di questo nuovo engine, che peraltro ha consentito di ottenere i risultati desiderati, soprattutto rispetto alle tecniche di illuminazione e allo sviluppo dei comportamenti tenuti dallo Xenomorfo.

A detta degli sviluppatori il motore supporta varie tecnologie di rendering e ha consentito ai level designer di creare rapidamente gli scenari, grazie ad un’ampia libreria di tool specificamente pensata per replicare lo stile vintage delle navi. Dal punto di vista tecnico è stato svolto un lavoro approfondito per le animazioni dello Xenomorfo, che spaziano dalla corsa alla replica della varie tecniche di attacco, come abbiamo descritto nel precedente paragrafo. Nella sua realizzazione si è cercato di separare le animazioni del corpo e quelle della testa, per fare in modo che venissero riprodotti gli effetti disturbanti già sperimentati nelle pellicole, quando l’alieno compariva dal nulla e si girava a fissare le sue vittime prima di trasformarle in carne da macello.

Come abbiamo evidenziato durante il nostro Inside the Game, il comparto grafico di Alien: Isolation convince solamente in parte. L’aspetto pulito degli scenari si scontra con una certa piattezza per quanto riguarda gli effetti, offrendo una veste abbastanza grezza e spartana, che viene bilanciata dall’aderenza degli ambienti all’universo di Alien. Decisamente problematica invece la qualità altalenante delle cutscene: i volti dei personaggi e i movimenti non sono per niente fluidi, talvolta si perde completamente la sincronizzazione delle parole rispetto al labiale e anche l’espressività ne risente.

Nonostante non sia stata implementata una modalità multigiocatore, la campagna single-player di Alien: Isolation viene affiancata da una modalità Sopravvivenza, nella quale bisogna portare a termine delle sfide. Gli sviluppatori si sono resi conto di avere approcci molto diversificati all’interno del gioco e presto si è creato un clima competitivo, che ha convinto il team ad introdurre anche questo genere di contenuti, basati per l’appunto sul completamento di obiettivi e il conseguimento di un punteggio in relazione alla propria prestazione. Queste sfide ripercorrono vari momenti salienti della campagna e sono specificamente pensate per essere giocate solo dopo aver terminato la storia. Inoltre, grazie alla presenza di punteggi e leaderboard online, è possibile confrontarsi con gli amici e il resto della community, cercando di portare a termine gli incarichi che vengono impartiti in ogni singolo evento e di farlo nel minor tempo possibile. L’idea non è particolarmente innovativa, ma comunque interessante e perfettamente in linea con lo spirito che permea questa produzione.

 
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