Alien Isolation: riuscirete a resistere?

Alien Isolation: riuscirete a resistere?

The Creative Assembly è uscita dal terreno che le è più congeniale, ovvero il pianeta dei giochi strategici, per offrirci un nuovo avvincente viaggio nelle atmosfere claustrofobiche e terrificanti che hanno contrassegnato il primo capitolo della saga di Alien. Vestendo i panni di Amanda Ripley, figlia della più nota Ellen, Alien: Isolation ci conduce sulla Sevastopol, una stazione sulla quale si aggira indisturbato uno Xenomorfo. Stealth e meccaniche survival si amalgamano in un titolo che, pur non esente da difetti, garantisce una completa immedesimazione all’interno di uno degli universi sci-fi più noti.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Creative
 

Crafting e meccaniche stealth

Alien: Isolation propone delle meccaniche di gioco che prevedono un approccio spiccatamente stealth, con chiare influenze survival horror. Il modo in cui ci si interfaccia all’ambiente circostante influenza in maniera diretta anche gli eventi che si verificano sullo schermo. In molti frangenti gli spostamenti furtivi sono l’unica soluzione auspicabile, per evitare che l’alieno faccia la sua repentina comparsa e inizi la caccia. In altre fasi c’è invece un maggiore spazio di manovra, anche se una delle caratteristiche evidenti di questo prodotto sono i ritmi bassi e compassati, la scelta di una tattica adeguata al superamento degli ostacoli e al conseguimento degli obiettivi, cercando possibilmente di passare inosservati.

Con lo specifico scopo di coinvolgere il più possibile il giocatore all’interno della Sevastopol, The Creative Assembly ha deciso di ridurre ai minimi termini l’HUD presente sullo schermo. E’ infatti visibile unicamente la barra della salute, che include l’indicazione dell’arma o dell’oggetto equipaggiato e la quantità di batteria rimasta nella torcia. Tutti gli elementi facenti parte dell’interfaccia sono stati pensati per cercare di incrementare il più possibile la partecipazione del giocatore, compreso l’ambito stilistico. L’interfaccia, seppur minimale, si integra appieno con lo spirito e il contesto del gioco, intriso di elementi che riconducono alla fantascienza degli anni ’70 e ’80.

In sostituzione al consueto radar, che siamo soliti incontrare nei titoli stealth, è presente il celebre Rilevatore di Movimento, che viene utilizzato da Ellen Ripley nel corso del film. Grazie a questo strumento si può tenere traccia di tutti gli esseri viventi che si stanno muovendo nelle vicinanze di Amanda, oltre a ricevere indicazioni sulla direzione da cui provengono. Ovviamente, mancando dei precisi riferimenti rispetto alla mappa, si dovrà andare principalmente a intuito per comprendere l’esatto posizionamento del nemico, e tenere costantemente monitorata l’apparecchiatura per non farsi cogliere di sorpresa. Queste dinamiche sono perfettamente funzionali a veicolare l’atmosfera claustrofobica e i continui cambi di ritmo determinati dalle presenze ostili. Abbiamo poi il Sintonizzatore, altro strumento fondamentale per l’intera durata della campagna, che consente di sbloccare porte e terminali attraverso un mini-gioco di decrittazione, che peraltro non mette il giocatore al sicuro da possibili incursioni nemiche; dovrà quindi essere impiegato con attenzione e tempismo, soprattutto in quei livelli dove l’alieno si aggira a distanza molto ridotta.

Gli sviluppatori hanno implementato un sistema di rilevazione della testa, tramite l’utilizzo del sensore di movimento Kinect sulle piattaforme Xbox, oppure attraverso la PlayStation Camera nella versione PS4. Con questa tecnica è possibile sfruttare in modo diretto i propri movimenti, per sbirciare da dietro gli angoli o scrutare gli spazi più aperti, mentre si è alle spalle degli oggetti disseminati per le mappe. Al contempo, è possibile attivare anche la rilevazione del rumore, grazie alla quale il microfono integrato nelle periferiche rileverà la quantità di suoni presenti nella stanza in cui si sta giocando. In questo modo, facendo più chiasso del dovuto, i nemici potranno individuarvi. Le medesime funzionalità sono comunque attivabili anche in assenza delle periferiche di motion sensing. In effetti l’efficacia di questi metodi è piuttosto limitata, per quanto si tratti di tentativi suggestivi, volti ad accrescere il coinvolgimento del giocatore.

The Creative Assembly ha creato un titolo dall’approccio volutamente old school per quanto attiene lo stile di gioco e i limitati aiuti offerti al giocatore. Il sistema di salvataggio non prevede l’impiego di checkpoint automatici, ma sono al contrario presenti delle postazioni fisse, grazie alle quali si possono salvare i progressi ottenuti. Sono inoltre disponibili kit medici con i quali curarsi, dal momento che la barra della salute non si ripristinerà dopo aver subito dei danni.

Quando si prosegue nell’esplorazione della Sevastopol, i punti di riferimento sono abbastanza limitati, gli obiettivi non vengono visualizzati a schermo e per prefigurare la corretta direzione da intraprendere è necessario accedere al menù. Per lo più è essenziale muoversi a naso, oppure cercare di recuperare gli schemi della nave, per poter così sbloccare il posizionamento dei corridoi e la dislocazione delle aree di interesse. Bisogna dire comunque che le mappe dei vari livelli, seppure articolate e talvolta tortuose, non sono particolarmente estese, ed è pertanto piuttosto semplice riuscire ad orientarsi, anche senza riferimenti.

Per quanto riguarda le meccaniche di crafting The Creative Assembly ha svolto un buon lavoro, inserendo un meccanismo di creazione di armi ed oggetti da impiegare nel corso del gioco e bilanciando a dovere le risorse disponibili. Tramite l’apertura del menù radiale si può avere accesso al proprio inventario, optando per l’assemblaggio o per la selezione degli oggetti da impiegare. Essendo un titolo marcatamente stealth le armi sono limitate e il loro utilizzo attirerà l’attenzione dell’alieno. Nel proprio equipaggiamento sono presenti il revolver, la molotov, granate acustiche ed EMP, o ancora il Tonfa elettrico, particolarmente efficace per stordire gli androidi. Proseguendo nella campagna si otterrà l’accesso anche al fucile a pompa e al celebre lanciafiamme, presente anche nel film. Non mancano nemmeno i progetti per la costruzione di nuove armi e oggetti, che saranno recuperabili in varie aree della nave.

 
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