Alien Isolation: riuscirete a resistere?

Alien Isolation: riuscirete a resistere?

The Creative Assembly è uscita dal terreno che le è più congeniale, ovvero il pianeta dei giochi strategici, per offrirci un nuovo avvincente viaggio nelle atmosfere claustrofobiche e terrificanti che hanno contrassegnato il primo capitolo della saga di Alien. Vestendo i panni di Amanda Ripley, figlia della più nota Ellen, Alien: Isolation ci conduce sulla Sevastopol, una stazione sulla quale si aggira indisturbato uno Xenomorfo. Stealth e meccaniche survival si amalgamano in un titolo che, pur non esente da difetti, garantisce una completa immedesimazione all’interno di uno degli universi sci-fi più noti.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Creative
 

Benvenuti a Sevastopol, vi auguriamo un terrificante soggiorno!

“Rapporto finale del veicolo spaziale Nostromo, da parte del terzo ufficiale. Gli altri componenti dell'equipaggio Kane, Lambert, Parker, Brett, Ash e il comandante Dallas sono morti. Carico e nave sono distrutti. Dovrei giungere alla frontiera tra sei settimane. Se sono fortunata la sorveglianza mi porterà in salvo. Parla Ripley, unica superstite del Nostromo. Passo e chiudo.”

Le ultime parole scandite da Ellen Ripley, dopo l’abbandono della Nostromo, aprono il gioco e provocheranno un comprensibile senso di nostalgia ai conoscitori della saga. Come ben sappiamo, Ripley trascorrerà 57 lunghi anni in iper sonno nello spazio profondo, prima che la sonda sulla quale sta viaggiando venga finalmente recuperata.

Ci troviamo nel 2037. Amanda Ripley lavora per la Weyland-Yutani e non ha notizie di sua madre da oltre quindici anni. Quando l’ufficiale Samuels le rivela il ritrovamento della scatola nera del Nostromo, Amanda decide di recarsi sulla stazione Sevastopol, con lo scopo di recuperare i dati e cercare di capire qualcosa in più sul mistero che avvolge la scomparsa di Ellen. A bordo della nave Torrens, in compagnia dello stesso Samuels e di Nina Taylor, cercherà invano di stabilire un contatto radio con la nave. La totale assenza di risposte li costringerà ad una passeggiata spaziale, appesi ad un cavo, per poter raggiungere la sala di decontaminazione che si trova dall’altro lato. Il presagio di sventura è ovviamente dietro l’angolo, nascosto nei cunicoli della struttura, anche se questo Amanda ancora non lo sa. E’ una violenta esplosione a far precipitare gli eventi e a costringerla ad un approdo d’emergenza sulla stazione, mentre i compagni di avventura risultano dispersi.

Quando si mette piede per la prima volta sulla Sevastopol, una delle principali diversità che si percepisce rispetto all’atmosfera della pellicola firmata da Ridley Scott riguarda il contesto con cui Amanda deve fare i conti. Infatti, mentre sul Nostromo i membri che compongono l’equipaggio sono coesi nei confronti della minaccia comune rappresentata dallo Xenomorfo, sulla Sevastopol vige un certo caos anche tra gli umani. Capiterà pertanto di trovarsi di fronte persone poco accondiscendenti, ma non solo. A complicare ulteriormente la situazione ci penseranno i pericolosi androidi prodotti dalla Seegson, che non esiteranno a dimostrarsi ostili in più occasioni.

La ricostruzione degli scenari interni della nave costituisce uno degli aspetti più riusciti di questa produzione. La struttura dei corridoi e le tonalità cromatiche, così come la nutrita presenza di condotti, consentono di vivere appieno quella che è l’atmosfera di Alien. La realizzazione di arredi, uffici, e postazioni computer è perfettamente in linea con lo stile degli anni ’70 e ’80 e traccia un’efficace linea di continuità rispetto agli ambienti visibili nel film del ‘79. Dal canto suo 20th Century Fox – che ha prodotto l’intera saga cinematografica – ha fornito agli sviluppatori ben tre terabyte di dati relativi ai dietro le quinte, comprensivi di immagini, video e materiale assortito, tra cui le informazioni sulle tecniche impiegate per costruire e dislocare i set.

Ma è anche la musica, in Alien: Isolation, a giocare un ruolo davvero importante. The Creative Assembly ha infatti avuto accesso alle tracce originali, che sono state appositamente reinterpretate tramite sonorità orchestrali inedite. Questo attento lavoro di campionatura ha inoltre consentito la partecipazione di alcuni dei musicisti che avevano già preso parte alla colonna sonora della pellicola cinematografica. All’interno del gioco il ritmo varia in relazione a quello che il giocatore vede comparire sullo schermo, ma la tecnica adottata non si basa sui movimenti compiuti dallo Xenomorfo quando si trova nascosto nei condotti dell’aria. Nei mesi scorsi il game designer Gary Napper aveva fatto notare come il team non intendesse implementare gli effetti sonori in modo troppo scontato, proprio per evitare che i giocatori potessero ricevere palesi feedback sul posizionamento dell’alieno. Questo lavoro ha effettivamente dato i suoi frutti e le emozioni si inseguono, nonostante il gameplay premi i movimenti ragionati e la pianificazione.

 
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