Sherlock Holmes Crimini e Punizioni: a tutto Holmes!

Sherlock Holmes Crimini e Punizioni: a tutto Holmes!

È dal 2002 che Frogwares si dedica a Sherlock Holmes. In dodici anni, gli sviluppatori ucraino-irlandesi hanno tenuto alto il nome del detective più famoso della storia anche in ambito videoludico, uscendo sempre con prodotti di livello più che buono che, soprattuto, trasudavano passione per il grande investigatore.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Canone sherlockiano

Negli ultimi anni, abbiamo potuto giocare solide avventure grafiche a sfondo investigativo, che avevano il grandissimo merito di catturare in modo egregio lo spirito del Canone sherlockiano, arricchite poi da numerose citazioni e gustose ‘comparsate’ che, per il vero appassionato holemsiano, rappresentavano di volta in volta sorprese sempre più gradite.

Crimini e Punizioni si propone l’ambizioso obiettivo di rappresentare la svolta sul percorso di Frogwares, diventando un punto di riferimento sia per il genere delle avventure investigative, sia per quanto riguarda i videogiochi dedicati a Sherlock Holmes.

In effetti, come ci accingiamo a raccontare, l’ultima fatica dei ragazzi capitanati da Waël Amr, ha sicuramente caratteristiche di rilievo, che lo possono spingere verso vette che altre uscite holmesiane difficilmente hanno raggiunto.

Se c’è un elemento in cui Frogwares non ha mai tradito le attese dei fan, è la ricostruzione del mondo holmesiano. Sia in termini di resa della Londra vittoriana, sia - soprattutto - per il coinvolgimento e la caratterizzazione dei principali personaggi del Canone nei propri giochi. In C&P, Frogwares ha deciso di essere coerente con lo stile holmesiano, persino a partire dallo stile narrativo.

Il Canone sherlockiano, infatti, è costituito da 4 romanzi e 56 racconti brevi. Comunemente, sono proprio questi ultimi ad essere riconosciuti come i pezzi migliori del repertorio letterario dedicato al detective inglese. E’ proprio nelle storie brevi che Holmes ha modo di mettere maggiormente in luce le proprie capacità, restando costantemente al centro dell’attenzione. Nei racconti lunghi, invece, l’investigatore è spesso lontano dall’azione (per sua assenza forzata o per via di numerose pagine dedicate a flashback).

E proprio in ossequio a questo stile, si sono mossi anche i ragazzi di Frogwares: in C&P, infatti, non saremo alle prese con un ciclo narrativo di ampio respiro, quanto piuttosto con 6 singoli casi, ciascuno slegato dall’altro.

Questo elemento ha evidente permesso a Frogwares di concentrarsi sulle dinamiche di indagine, senza dover dedicare energie anche alla preoccupazione di scrivere un plot lungo e articolato.

Lo spirito holmesiano, aldilà dello stile dei racconti brevi, scorre potente in C&P: Sherlock è il ragionatore freddo e razionale che tutti conosciamo, ma l’introduzione della scelta morale (da effettuare al termine di ciascuno dei sette casi), farà luce anche sul lato meno apollineo del Nostro. Nel corso della sua carriera, più volte Holmes ha deciso di non consegnare alla legge l’autore di un crimine. Questo è capitato in situazioni in cui il carnefice era in realtà vittima delle circostanze, per cui la comparizione davanti a un tribunale, sarebbe stata un’inutile vessazione.

La possibilità di chiudere ogni indagine rivestendo - di fatto - anche il ruolo di giudice e giuria, sarebbe potuta essere un’arma potente nelle mani di Frogwares, qualora fosse stata in grado di ‘calcare la mano’ sugli impatti della decisione finale. In realtà, chiuso un caso, non ci sarà nulla di questo che si riverbererà nel prosieguo del gioco. In questo modo, la perentorietà della scelta morale risulterà decisamente sminuita. Altro punto debole del dilemma punire/non punire è insito nella scarsa univocità degli elementi in possesso del giocatore all’atto della decisione: certo, quando sarà il momento di emettere la sentenza, il caso sarà chiuso. Ma nulla ci garantirà di avere messo tutti gli indizi al posto giusto e niente ci darà l’esatto peso della condotta dei singoli sospetti. Ecco allora che la forza del giudizio di Holmes rischia sempre di non essere poi così ‘sentita’ o compresa dal giocatore.

Per quanto riguarda il cast di contorno, come spesso accade nei prodotti Frogwares, l’appasionato holmesiano non rimarrà deluso, visto l’elevato numero di ‘personaggi celebri’ che incontreremo. A questo proposito, è utile precisare come due dei sette casi siano presi direttamente dal Canone. The Fate of Black Peter e The Abbey Grange Affair risulteranno titoli familiari per i lettori del Dottor Watson, per cui le indagini giocate in queste due occasioni saranno in qualche modo già indirizzate. Va comunque detto che Frogwares ha mescolato le carte, rispetto al Canone, aggiungendo qualche personaggio e rendendo alcune delle vicende sopra citate un po’ meno lineari rispetto alla controparte reale. Scelta opinabile, ma che funziona in termini ludici.

Resta comunque inevitabile che, senza un filo rosso trasversale a tutte le indagini, qualcosa, in termini di coinvolgimento, viene meno: se è vero che le singole indagini funzionano meglio, è altrettanto corretto dire che l’intera esperienza di C&P risulta un po’ meno immersiva. Anche perché risulta, come detto, indebolito il sistema delle scelte morali.

Lo Sherlock di C&P rappresenta una versione maggiormente dinamica e moderna del Nostro: senza arrivare alle esagerazioni dell’interpretazione di Robert Downey Jr. (nei film di Guy Ritchie), saremo anche (e correttamente) lontani dallo Sherlock più frequentemente proposto da Frogwares, un Holmes fin troppo simile a quello ingessato ed esclusivamente razionale visto nella cinematografia ‘classica’.

 
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