Recensione The Evil Within: ci sarà del sangue

Recensione The Evil Within: ci sarà del sangue

Creato dall'autore di Resident Evil, Shinji Mikami, che per sviluppare questo videogioco ha fondato una software house apposta, The Evil Within è finalmente a disposizione dei giocatori. Mikami ha promesso un survival horror puro, che in qualche modo ricordi proprio il Resident Evil originale. Ma il suo team di sviluppo è riuscito ad adattare una tecnologia per certi versi ostica, come id Tech 5, alle meccaniche di gioco di Resident Evil?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Resident Evil
 

Lanterne e balestre

Sebastian Castellanos verrà consegnato alla storia dei videogiochi anche esteticamente per una caratteristica inconfondibile della sua figura, ovvero l'andare sempre in giro con una grossa lanterna. Il detective la ritroverà nelle prime battute di gioco e non se ne separerà mai. Il giocatore sarà chiamato a usarla frequentemente, proprio perché si gioca quasi sempre al buio, ma accenderla, ovviamente, renderà più semplice per i mostri notare la posizione del giocatore e attaccarlo.

Castellanos è dotato di una pistola di ordinanza, ma nel corso della storia sarà in grado di usare anche un fucile a pompa e un fucile di precisione. Più interessante è la balestra Agonia, che può essere dotata di dardi di vario tipo, oltretutto creabili dal giocatore sulla base delle parti meccaniche che rinviene nei livelli di gioco. Abbiamo dardi esplosivi, elettrici, accecanti, congelanti, e via di questo passo. Ognuno di questi dardi causa reazioni differenti sui vari mostri da affrontare, alcuni li bloccano per qualche istante, altri li fanno esplodere in mille pezzi.

Nel corso dei livelli di gioco si trovano delle trappole con filo che vanno smontate per impossessarsi delle parti meccaniche che poi possono essere utilizzate per costruire i dardi. Si tratta di una risorsa unica, che va bene per la costruzione di qualsiasi tipo di dardo. Questi ultimi, inoltre, sono molto potenti, stridendo un po' con i limiti in termini di risorse e di capacità di movimento che contraddistinguono per altri versi il protagonista, ma il giocatore può portarne in giro una quantità limitata. E questo vale anche per i proiettili per le altre armi a disposizione.

Ma Castellanos nel corso della vicenda può essere migliorato in senso ruolistico. Per farlo occorre procurare del gel cerebrale verde, che si trova in giro per i livelli di gioco o viene lasciato cadere dai nemici più forti uccisi, e recarsi nella clinica dove l'infermiera Tatiana aspetta puntualmente Castellanos. Questa clinica è una sorta di hub che tiene insieme le varie location di gioco e nella quale il protagonista torna tra un capitolo e l'altro del suo angosciante viaggio. Oltre che la macchina che serve a potenziare le capacità, qui si può salvare firmando il modulo vicino all'infermiera o recarsi nell'ufficio per aprire una serie di armadietti che custodiscono delle preziose risorse supplementari. Per aprire gli armadietti bisogna entrare in possesso di alcune chiavi che si trovano in giro per i livelli di gioco.

Insomma, come avrete capito, l'esplorazione in The Evil Within è molto importante, ed è sempre adeguatamente ricompensata. Bisogna scandagliare qualsiasi armadietto e uccidere i mostri meno resistenti: in tutti questi casi The Evil Within premierà il giocatore con qualche tipo di risorsa che può rivelarsi fondamentale nel proseguimento della storia.

Il giocatore può armarsi anche di asce e torce, le quali, a differenza degli altri attacchi corpo a corpo, sono micidiali, uccidendo i nemici di turno con un solo colpo. Bisogna, inoltre, considerare che certe armi sono più efficaci contro certi mostri rispetto ad altri, mentre alcuni di loro sono addirittura immortali, perlomeno nelle prime battute di gioco. In The Evil Within troviamo un'ampia varietà di nemici da affrontare, che costringe il giocatore a variare il suo approccio ai combattimenti.

Per esempio le ragazze con i capelli insanguinati non possono essere affrontate all'inizio, e l'unica soluzione è quella di fuggire. Anche i sadici, energumeni dotati di una possente motosega sono molto resistenti: bisogna infliggere molti colpi e usare bene i dardi e gli altri esplosivi per metterli fuori combattimento. Abbiamo anche spiritati invisibili, che possono essere messi fuori combattimento solo con un dardo accecante, il che dà la possibilità di un'uccisione furtiva.

Abbiamo zombi molto grossi, che richiedono troppi proiettili e che quindi è meglio evitare, e grossi cani demoniaci, che vanno bloccati nel loro incedere con dardi elettrici per stordirli e finalmente attaccarli. Ma la varietà da questo punto di vista è importante e, considerando anche i frequenti boss, possiamo tranquillamente dire che gli avversari in The Evil Within sono ampiamente suggestivi e carismatici. Anche perché capita di imbattersi in mostri mai visti prima anche nelle ultime battute della storia. Abbiamo, ad esempio, i cosiddetti nemici trauma, ovvero dei bestioni che trasportano una trave sulle spalle. Bisogna consumare molti proiettili di fucile a pompa per sconfiggerli, ma in cambio consegnano al giocatore grandi quantità di gel verde, offrendogli quindi ampia possibilità di miglioramento delle caratteristiche di Castellanos. Insomma, il motore ideato originalmente per DooM 3 dimostra ancora di fare un ottimo lavoro quando si tratta di riprodurre mostri dalle fattezze raccapriccianti.

Ogni tipo di mostro si comporta diversamente e va affrontato in maniera peculiare. Inoltre, emette dei rumori propri, il che consente al giocatore più esperto di capire che tipo di mostro sta per affrontare anche se questi si trova al di là di una parete.

 
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