Recensione Fifa 15: cosa rimane e cosa è stato tolto

Recensione Fifa 15: cosa rimane e cosa è stato tolto

Fifa 15 è arrivato e, a fronte di cambiamenti importanti alle dinamiche di gioco, stravolge alcuni equilibri consolidati, con ripercussioni non sempre gradite sull'esito delle partite, e in particolar modo di quelle multiplayer. Andiamo all'analisi di ogni aspetto.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Difesa in difficoltà

Come detto, il calcio moderno sta vivendo una spasmodica esasperazione di atletismo e velocità finalizzati al gioco offensivo. Per far fronte alla grande efficacia degli attaccanti, allenatori e difensori ricorrono sempre più al gioco di squadra e all’organizzazione tattica: lasciare 1 v 1 un difensore contro un attaccante, oggi, equivale quasi sempre a subire un gol. Ecco perché la pianificazione della fase difensiva è diventata importante come non mai.

Fifa 15 ha enormi difficoltà in questo senso. Dal punto di vista tattico, ci sono limitazioni di cui parleremo in seguito, ma anche dal punto di vista difensivo qualcosa è andato storto.

In sostanza, tutto quello che concerne la IA di Fifa 15 è clamorosamente ‘in ritardo’, ‘passivo’. I vostri compagni senza palla, ve ne accorgerete immediatamente, denoteranno una clamorosa mancanza di iniziativa che, soprattutto nella gestione della fase difensiva, pregiudicherà il buon esito del vostro operato.

Le difese (e le componenti difensive della mediana) lasciano enormi voragini. Il portatore di palla riesce sempre a spezzare la squadra avversaria perché, come detto, è velocissimo e molto reattivo, ma soprattutto perché a contrastarlo sarà solo il difensore manovrato dall’utente (con l’aggiunta eventuale di un timido raddoppio).

Il resto del reparto manterrà (disordinatamente) la propria posizione. Questo si traduce in un sacco di spazio a disposizione dell’attaccante che, così, potrà sempre puntare dritto verso la porta, senza bisogno di dialogare con i compagni.

Certo, è sempre possibile utilizzare il temporeggiamento o il contenimento, per far sì che il nostro difensore si allinei alla traiettoria di corsa dell’attaccante. Ma questi strumenti, vista la timidezza dell’IA, sono stati nettamente depotenziati: ora il tackle automatico è molto più raro. Rarissimo, addirittura, poterselo aspettare da un compagno che porta il raddoppio. L’attaccante, così, è molto favorito nell’1 v 1. E il difensore è troppo spesso lasciato solo.

Qualcosa cambia solo nel caso la difesa riesca a rallentare l’incipit della manovra avversaria: allora il pacchetto arretrato potrà arroccarsi al limite dell’area di rigore e, avendo cura di restare stretto, compatto e ordinato, potrà disinnescare la minaccia avversaria nello stretto.

Insomma: troppo poco. La gestione del singolo difensore è davvero troppo ardua. Gli strumenti a disposizione delle punte sono cresciuti, quelli in possesso di stopper e terzini sono stati indeboliti. Ciliegina sulla torta, l’enorme passività dei pacchetti arretrati gestiti dalla IA, che non accorciano, non si dispongono in aiuto dei compagni, non fanno diagonali, non si muovono consapevoli. Anzi non si muovono proprio. Prova ne sia l’assurda efficacia dei filtranti casuali che gli utenti scagliano dalle proprie difese verso la metà campo avversaria: le punte si muoveranno di conseguenza, mentre i difensori resteranno quasi sempre ‘impalati’, perdendo terreno e faticando poi a recuperare. Stesso discorso per le squadre aperte e immobili in occasione del calcio d’inizio ‘subito’.

 
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