Driveclub: se c'è un ambito in cui PS4 non supera Xbox One è la guida arcade

Driveclub: se c'è un ambito in cui PS4 non supera Xbox One è la guida arcade

Le mancanze palesate da Driveclub sono figlie di uno sviluppo tortuoso e abbastanza travagliato, che non ha permesso a Evolution Studios di confermarsi sui medesimi livelli ai quali ci ha abituato negli anni, dapprima con WRC e in seguito con Motorstorm. Ne emerge un prodotto arcade con evidenti pecche, che abbracciano sia il versante tecnico che il modello di guida. Abbastanza deludente anche la struttura social, che avrebbe dovuto essere unica nel suo genere e invece non si è dimostrata all’altezza delle promesse.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Competere a squadre in multiplayer

La modalità multigiocatore si è rivelata la parte più divertente di Driveclub, principalmente per la possibilità di effettuare competizioni a squadre, in compagnia degli altri membri del proprio club. Tramite l’ingresso nella lobby è possibile inviare inviti ai propri amici, per poi selezionare uno dei numerosi eventi temporanei che vengono messi a disposizione del pubblico.

Negli incontri di squadra i giocatori vengono suddivisi tra team rosso e team blu, per un totale di 12 partecipanti. In questi casi è possibile adottare tecniche di squadra e tattiche condivise per tenere alle spalle gli avversari e aggiudicarsi la partita, mentre al termine di ogni competizione vengono cumulati i punti ottenuti da ciascun componente. La presenza di danni unicamente estetici, che non influenzano in alcun modo la guida e le prestazioni sui tracciati, incide in modo consistente sullo stile di guida adottato durante i confronti multigiocatore, favorendo un approccio aggressivo, votato al contatto.

Diversamente da Forza Horizon 2, dove il piazzamento dipende anche dalla “pulizia” della propria prestazione e dai punti stile che si ottengono, in questo caso Evolution ha optato per un approccio più tradizionale, dando rilevanza ai soli piazzamenti ottenuti dopo la bandiera a scacchi. I punti Fama che si incamerano durante le sessioni online andranno ad aggiungersi a quelli ottenuti nel corso delle partite single-player o della sfide interne al club e vi sarà pertanto una progressione univoca del proprio pilota. Nonostante questa parte del gioco sia quella che ci è piaciuta di più, riesce difficile immaginare una grande longevità sul lungo periodo. Non esistono infatti ulteriori variazioni alle dinamiche competitive che abbiamo illustrato.

Dobbiamo poi sottolineare che il supporto ricevuto da Sony nel corso della nostra sessione di test è certamente stato inferiore rispetto a quanto ci si sarebbe dovuti aspettare per un prodotto che è stato pubblicizzato soprattutto per la sua componente online. Ci era stato garantito “un vero e proprio esercito di persone provenienti da Evolution Studios e da Sony che parteciperanno alle partite pre-lancio per supportare il gioco”. In realtà non ci è stato possibile verificare a dovere la qualità del matchmaking e l’eventuale presenza di lag, proprio a causa dello scarso popolamento dei server.

In concomitanza con l’esordio del gioco nei negozi, Sony ha pubblicato la companion app ufficiale, che si chiama MyDriveClub ed è disponibile per i dispositivi Android che montano la versione più recente del firmware. Grazie a questa applicazione si può tenere traccia dei propri progressi e monitorare quale sfide sono state lanciate. E’ inoltre presente la modalità Live Streaming che offrirà l’opportunità di seguire in diretta le sessioni di gioco dei propri amici. Il download dell’applicazione da Google Play richiederà all’incirca 400 MB di spazio libero, mentre la controparte iOS verrà messa a disposizione prossimamente.

 
^