Murasaki Baby: da Varese una storia fuori dal normale

Murasaki Baby: da Varese una storia fuori dal normale

Murasaki Baby è un gioco sviluppato interamente a Varese, presso la famosa Villa Ovosonico, da una software house gestita da Massimo Guarini, uno dei principali veterani italiani dello sviluppo di videogiochi avendo lavorato per Ubisoft e con Suda 51. Ecco le nostre impressioni sul gioco di Ovosonico, un'esclusiva PS Vita.

di Alessandro Oteri pubblicato il nel canale Videogames
Ubisoft
 

Linguaggio Universale per una storia fuori dal normale

I ragazzi di Ovosonico hanno evidentemente deciso che il loro gioco dovesse essere giocabile da tutti. Senza limiti di età, cultura e lingua.

Per questo Murasaki Baby si presenta come un gioco caratterizzato da un Linguaggio Universale. Le dinamiche del gioco come anche le espressioni dei protagonisti che scorrono sullo schermo della nostra PS Vita adoperano un codice comunicativo semplice ed empatico.

La bambina dal palloncino rosso, protagonista del gioco, in particolare sa comunicare con il videogiocatore con semplici espressioni facciali e qualche parola poco comprensibile ma, grazie al tono della voce, rende perfettamente l'idea di quale sia il messaggio.

Anche le ambientazioni chiariscono subito il registro comunicativo del gioco, mentre il messaggio è generalmente affidato alla rappresentazione artistica. Si parla quindi di un gioco che è prima di tutto un lavoro artistico dove si sente che la priorità è stata data all'aspetto grafico e alle sensazioni da trasmettere all'utente.

Lo storytelling quindi non è di quelli accomunabili ai classici platform. Ricorda in alcuni momenti Tearaway ma senza mai davvero avvicinarcisi. L'impressione è che i vari livelli che andremo a giocare nella breve storia siano piuttosto a compartimenti stagni e qualche volta si ha la sensazione che il gioco sia un po’ acerbo.

 
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