Dark Souls II: Crown of the Old Iron King, dopo il Re d'Avorio tocca al Re di Ferro

Dark Souls II: Crown of the Old Iron King, dopo il Re d'Avorio tocca al Re di Ferro

Ci siamo lasciati poco più di un mese fa con la speranza di un “bingo” da parte di From Software. Infatti, se ben ricordate, tutta la critica è rimasta piacevolmente colpita dal Re d’Avorio della prima espansione. Adesso tocca al Re di Ferro, con il suo peso, ma non fisico, a darci il benvenuto nelle sue terre.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
 

Che vista per una Torre Nebbiosa...

Lo spettacolo offerto all’entrata della Brume Tower è qualcosa di eccezionale. La torre è bella, ricca e stilisticamente vicina a Castel Ferreo, a cui effettivamente si ispira, pur non ricopiandone lascivamente lo stile architettonico e gli assets (almeno non tutti).

Le catene giganti arrugginite, la coltre di cenere e neve che ricoprono l’intera area ed i meccanismi ingombranti e fermi dipingono un luogo ormai abbandonato da tempo, ed è forse questo retroterra visivo che dona al DLC del Re di Ferro un aspetto particolarmente affascinante. Non che le altre aree di gioco siano “vive” o rigogliose, tutt’altro, ma ho apprezzato moltissimo la quiete apparente della Torre della Nebbia, molto di più del pericoloso e velenoso impero di Shulva, così ostile sin dal primo sguardo.

L’interno della fortezza non è meno spettacolare e geniale dell’esterno. La verticalità degli ambienti è ancora una volta enfatizzata in quasi tutte le zone e come nel precedente DLC è possibile aprirsi numerose scorciatoie e passaggi, permettendoci così di apprezzare meglio l’esplorazione.

Nota personale e soggettiva: ho trovato un po’ fastidiosa l’impossibilità di collocare geograficamente e visivamente la torre nelle vicinanze di Castel Ferreo, ma dopo Mytha e “l’ascensore spaziale” non mi soffermo più tanto su questi piccoli dettagli. Meglio lasciarli perdere, pena il diventare esseri vuoti.

 
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