I 25 migliori videogiochi del GamesCom 2014

I 25 migliori videogiochi del GamesCom 2014

È tempo di bilanci dopo una settimana intensa e cruciale per l'industria dei videogiochi come quella del GamesCom. Folle che si scagliano contro le porte di ingresso, neanche un metro quadro libero per poter camminare tranquillamente, tanta passione e dedizione verso i videogiochi: questo, e molto altro, è il GamesCom!

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Quadro
 

The Evil Within

The Evil Within
publisher: Bethesda Softworks
software house: Tango Gameworks
piattaforme: PC, PlayStation 3, PlayStation 4, XBox 360, Xbox One
data di pubblicazione: 17 ottobre 2014

Al GamesCom, Bethesda e Tango GameWorks hanno riportato lo stesso nono capitolo di The Evil Within che avevamo avuto modo di provare in precedenza. Si tratta, però, di una versione di quel livello riveduta e corretta, con diverse ottimizzazioni alla grafica e al frame rate, con una differente disposizione degli zombi e con un livello di difficoltà leggermente superiore.

Il nono capitolo, che si intitola Intenzioni molto crudeli, vede il personaggio protagonista, il detective Sebastian Castellanos, intento a esplorare una magione che ricorda la mitica abitazione del primo Resident Evil, gioco al quale The Evil Within si ispira fortemente. Anzi, è meglio dire che è realizzato dallo stesso autore di Resident Evil, Shinji Mikami, che con questo gioco vuole offrire ai giocatori un'esperienza survival horror pura, proprio come quelle di una volta.

La storia di The Evil Within ruota intorno a torbidi tentativi di aprire un portale verso un nuovo mondo, che vengono portati avanti studiando il cervello umano e il suo funzionamento, al fine di prendere il controllo dello stesso essere umano. Dopo questo secondo hands-on, inoltre, abbiamo scoperto che Sebastian ha perso la figlia, Lily, in un incendio, dove è morta insieme alla sua baby-sitter. Anche la moglie di Sebastian, inoltre, è un detective.

La demo risultava molto più godibile rispetto alla versione provata in precedenza a Londra, soprattutto per via di un interessante impatto dei proiettili sulla carne marcia degli zombi. Le collutazioni, insomma, sono molto realistiche e crudeli, oltre che difficili. Al livello di difficoltà Survival, infatti, è molto difficile abbattere gli zombi con le armi, anche se si colpisce la loro testa. Bisogna piuttosto mirare alle game, in modo da far perdere loro equilibrio e poi finirli con la balestra. Questa può essere caricata con vari tipi di dardi, come quelli esplosivi o accecanti, o con un arpione.

Durante l'esplorazione della magione, che si compone di tantissime stanze tutte molto dense di oggetti ben ricostruiti sul piano poligonale, può capitare di incontrare una misteriosa creatura insanguinata dai capelli lunghi. Se questi contatti nella precedente demo risultavano molto approssimativi, adesso l'effetto di apparizione è stato notevolmente migliorato, ed è decisamente più credibile. D'altra parte, serve semplicemente scappare via per non subire danni.

Affrontare i nemici, dicevamo, è complicato, visto che l'uccisione silenziosa non è efficace contro alcuni di essi, mentre ogni tipo di nemico emette un rumore diverso e reagisce diversamente ai rumori provocati dal giocatore. In queste fasi c'è sempre molta tensione in The Evil Within, perché basta fare un passo sbagliato per dover rimediare consumando molte risorse o, più semplicemente, per andare incontro a quella che ormai diventa una morte certa.

Possono essere fondamentali le siringhe, che ripristinano in parte le risorse vitali. D'altra parte, eccedere nell'uso di tali siringhe può far star male Sebastian e portarlo a perdere il controllo per qualche istante. Molto utili si rivelano anche le asce, visto che riescono a far fuori gli zombi con un solo colpo, anche se dopo quell'utilizzo non sono più utilizzabili.

D'altra parte, anche dopo questa seconda prova la sensazione che The Evil Within non sia un gioco propriamente pauroso rimane piuttosto forte. Si tratta più di un'immersione in uno scenario e in un'atmosfera pesante, piuttosto che di paura vera e propria. La magione d'altra parte è interessante da esplorare, cosa a cui Sebastian è costretto perché deve individuare tre cervelli, e risolvere per ognuno un enigma basato sulle registrazioni audio del dottor Jimenez, per sbloccare un enorme meccanismo che lo stesso Jimenez ha usato per fuggire da Sebastian.

The Evil Within ci è parso più profondo e coinvolgente in questa seconda prova rispetto al primo tentativo, soprattutto per un comparto tecnico decisamente migliorato che offre adesso una buona grafica e ambienti di gioco ancora più particolareggiati. Ricorda The Last of Us nella necessità di dover preservare le risorse, e ovviamente Resident Evil per le location di gioco. Per altri dettagli consultate la precedente anteprima di The Evil Within.

 
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