Recensione Risen 3: i Piranha tornano a mordere?

Recensione Risen 3: i Piranha tornano a mordere?

Questa settimana esce l'atteso Risen 3 Titan Lords, che ripropone la classica struttura da gioco di ruolo tipica dei titoli Piranha Bytes. Dopo aver provato intensamente il nuovo Titan Lords vi proponiamo il nostro parere, insieme alla descrizione delle meccaniche di gioco principali.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Il sistema di combattimento

Nettamente più croce che delizia nella tradizione Piranha Bytes. E, diciamo subito, che in Risen 3 non ci sono grandi cambiamenti rispetto a quanto visto nel gioco precedente, e anzi potremo dire che la software house di Essen ha deciso di ignorare le tante segnalazioni che sono arrivate su questo aspetto del gioco. Purtroppo, soprattutto quando si usa la spada (che alla fine è sempre l'arma che si usa più frequentemente in Risen), si scade in un continuo Smashing Buttons, alla Assassin's Creed potremmo dire.

Piranha ha cercato di ovviare in minima parte al problema mettendo più attenzione sulle combo, introducendo nuove animazioni e dando la possibilità di schivare i colpi in scivolata sin dalle prime battute dell'avventura. Ma i combattimenti restano incredibilmente legnosi, anche perché la maggior parte delle animazioni non è stata rivista, e molto noiosi quando si ha a che fare con la spada e ci sono pochi compagni d'armi ad assistere.

I giocatori possono alternare attacchi rapidi ad attacchi pesanti, e schivare i colpi dei nemici ricorrendo alla scivolata. Attenzione, però, perché altrettanto potranno fare anche gli avversari, rendendo i combattimenti frustranti nel momento in cui non si riesce ad arginare gli attacchi altrui o quando il nemico riesce a schivare uno dopo l'altro tutti i nostri colpi. L'attacco pesante è l'unico in grado di sottrarre molti punti vitali al nemico, ma appunto diventa prevedibile perché occorre caricarlo per qualche istante. Quindi, sulla base del livello di reattività del nemico, della sua capacità di schivare i colpi e delle sue difese, il giocatore deve prendere delle decisioni su quale tipo di attacco usare.

La presenza dell'attacco pesante costituisce una prima novità rispetto al monotono sistema di combattimento di Risen 2, anche perché in certi casi consente di spezzare la guardia dei nemici. Ma non è sufficiente, perché i combattimenti in mischia rimangono comunque approssimativi e ampiamente ripetitivi. Notate che, come in Risen 2, in Risen 3 non ci sono gli scudi, e si para semplicemente con l'arma principale, quando equipaggiata ovviamente.

Ma la vera consistente novità al sistema di combattimento rispetto a Risen 2 è il ritorno della magia. Nel capitolo precedente era stata soppiantata da un sistema modulare di acquisizione delle abilità di combattimento, mentre qui abbiamo meccaniche da rpg più puro, con la magia di nuovo al centro del bilanciamento. Gli effettivi visivi legati agli attacchi magici, oltretutto, sono uno dei miglioramenti tecnici più evidenti rispetto al capitolo precedente, che invece non è stato pericolosamente migliorato per tutti gli altri aspetti, con texture insoddisfacenti, dettaglio poligonale insufficiente negli spazi ristretti e animazioni a dir poco approssimative.

Le magie si dividono in tre tipologie principali: pergamene, spell ad area e magie a bersaglio al posto dell'arma principale o secondaria. Come in tutti i Risen, infatti, il giocatore deve scegliere di quale fazione far parte e dopo questa scelta non può più accedere alle magie fisse delle altre fazioni. Le fazioni a disposizione, inoltre, tornano a essere tre, dopo che in Risen 2 erano solamente due. Si tratta di Maghi/Guardiani, Cacciatori di demoni e nativi. Insomma, dopo essere entrato a far parte di una fazione il giocatore ha accesso a tutte le magie fisse di quella fazione, e non può usare quelle delle altre fazioni se non sotto forma di pergamene o pietre runiche. Insomma, queste ultime magie possono essere usate una tantum, perché la pietra runica o la pergamena si consuma definitivamente dopo il primo e unico uso.

Palle di fuoco, tuoni e fulmini e le classiche magie dei giochi di ruolo sono alla base del tipo di magia dei Maghi. Per i cacciatori di demoni abbiamo, invece, magia nera runica, basata principalmente sull'evocazione di Ombre che, per una volta, combattono al nostro fianco. Per i nativi, abbiamo invece la magia legata al vudù basata sulle maledizioni che avevamo già visto nel capitolo precedente. Il vudù, tra le altre cose, consente di schierare un avversario contro quelli che prima erano i suoi alleati oppure sottrae nel corso del tempo risorse vitali al nemico tramite maledizione.

I giocatori possono assegnare delle magie agli attacchi principali oppure usare delle spell con caratterstiche diverse da inserire nella barra di richiamo rapido. Tra queste ultime, si trova anche un'incessante pioggia di palle di fuoco (per i maghi ovviamente) che continua a sottrarre risorse vitali a tutti i nemici che si trovano nell'area. Le magie di Risen 3 sono molto potenti e semplificano di molto la vita del giocatore, che può diventare ardua solamente se affronta tante minacce contemporaneamente, per via dell'assenza in Risen 3 di boss veramente abili. Inoltre, le magie non consumano mana e l'unico limite al loro utilizzo rimane il classico cooldown. Per questi motivi, si rivelano un tipo di attacco ben più potente rispetto a quelli presenti in Risen 2.

Ne esce fuori un sistema di combattimento un po' particolare, che alterna la magia ai combattimenti in mischia e all'uso di armi dalla distanza come i moschetti, le pistole e le fortissime balestre. Ma l'anima di questo sistema di combattimento rimane la furiosa pressione del tasto sinistro del mouse per scandire i colpi delle varie spade, fioretti e armi per il combattimento ravvicinato, mentre gli attacchi dalla distanza sono sempre limitati dal cooldown, dalla carenza di proiettili a disposizione e dal fatto che i nemici tendono sempre ad attaccare in mischia, avvicinandosi molto ai personaggi del party.

Durante il mio playthrough a Risen 3 ho scelto i maghi come faccio in tutti gli rpg ma quando mi sono imbattuto nei Cacciatori di Demoni ho capito che anche loro hanno fascino. Alla fine cambia solo qualche magia, ma è il lungo percorso di addestramento verso la specialità che in Risen fa la differenza. Per poter convincere il capo delle tre fazioni (Erasmus per i Maghi, Eldric per i Cacciatori di Demoni e Hirutu per i nativi) occorre superare varie prove e vincere diversi combattimenti senza l'ausilio delle magie che andremo così a sbloccare. È quella parte la più ardua in Risen 3 come nei precedenti capitoli. Dopo l'affilizione, invece, saremo talmente potenti da poter affrontare sfide ben più complicate e aiutare le fazioni a mettere a punto le loro armi per combattere le Ombre e anche trovare un modo per portare tutte le forze presenti nei Mari del Sud ad allearsi per contrastare il male.

Queste tre non sono le uniche fazioni presenti nei Mari del Sud, visto che ce ne sono molte altre con cui si possono stringere rapporti di varia natura e che possono essere aiutate in vari modi. L'Inquisizione, come detto, ha un ruolo marginale rispetto agli altri due Risen, e non è più una fazione che se selezionata esclude le altre. Ha perso potere soprattutto in favore dei Maghi, che sono la nuova forza autoritaria e conservatrice nei Mari del Sud. Per questo l'Inquisizione è sulle tracce dei Maghi, in cerca di vendetta.

Abbiamo anche i pirati, con i loro buffi personaggi, e gli gnomi, gran lavoratori e sempre sottoposti, oltre che abili ladri. Ci sono anche i civili, con le loro storie personali e le loro richieste d'aiuto. Ma in Risen 3 ogni personaggio è in grado di raccontare una propria storia e di assegnare una o più quest al giocatore. I dialoghi sono sempre ben costruiti, con più di una battuta per ogni richiesta del giocatore, oltre che ben scritti e appassionanti.

 
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