Retrogaming: Warzone 2100 e l'arte della guerra open source

Retrogaming: Warzone 2100 e l'arte della guerra open source

Proseguendo con la sua rubrica dedicata ai giochi del passato che meritano di essere rigiocati ancora oggi, Therinai si occupa di Warzone 2100 e della differenza tra strategia e tattica.

di Gabriele Di Gennaro pubblicato il nel canale Videogames
 

Sun Tzu

Chissà cosa risponderebbe Sun Tzu se, per assurdo, oggi gli si facesse questa domanda: E' in partenza per un'isola deserta, può scegliere un solo RTS, quale? Io non sono Sun Tzu, ma in compenso ho la risposta al mio quesito: Warzone 2100.

Ora, trovo lecito che qualcuno, a leggere ciò, possa giungere subito alla conclusione che sono uno sparapirlate e che non ha senso continuare a perdere tempo con quello che scrivo. "Con tutti gli RTS che ci sono!" "Ma questo ci ha mai giocato a Starcaft?" "Oh ma casca dalla Luna? Command and Conquer dove lo mettiamo?" "E Dune?" "Oooooh! Ma come stai messo?! Ma vai a giocare a Warcraft!" "Non lo ha mai sentito Europa Universalis?" Eccetera. In realtà la scelta di Warzone 2100 è ben ponderata.

C'erano molti dei migliori titoli in assoluto quando Warzone venne commercializzato nel 1999, sviluppato da Pumpkin Studios e distribuito da Eidos per Windows e Playstation. Oggi questo gioco è totalmente open source (dal 2004) e libero di essere giocato su sistemi Windows, Linux e MacOS. Localizzato in Italiano ad eccezione dei video (che introducono le missioni) e delle descrizioni vocali.

La prima cosa che mi chiedo, quando mi trovo a riflettere su un titolo del genere è: perché RTS? Acronimo di Real Time Strategy, considerando che in molti dei titoli bollati come RTS la strategia si vede a fatica. A voler essere semanticamente corretti giochi come Warzone 2100, Dune, Starcraft, C&C sono dei Real Time Tactics, ovvero giochi il cui gameplay è fondato sulla tattica in tempo reale.

Questo perché in queste produzioni gli elementi strategici sono talmente semplificati (soprattutto dal punto di vista temporale) da essere “abbassati” allo stesso piano della tattica. Per fare un esempio, consideriamo la produzione di unità: nella realtà è un fattore strategico perché ci vuole tempo per raccogliere le risorse necessarie alla produzione e tanto altro tempo per la produzione stessa. Se esiste il pericolo di essere attaccati da dei bombardieri occorre preventivamente costruire caccia e difese aeree di terra, anche se non si ha alcuna certezza sul quando queste torneranno utili. Negli RTS, invece, un'unità viene prodotta in pochi secondi, in tempo reale praticamente, quindi, semplicemente, la produco nel momento in cui ce n'è bisogno. Altro fattore di semplificazione cruciale è la non continuità delle missioni, quindi a ogni missione ci si ritrova a costruire da zero unità e strutture. Per non parlare dell'assenza delle componenti diplomatiche e politiche.

La vera strategia in tempo reale non è così scontata: la si vede, per esempio, in Europa Universalis, Patrician, Mount&Blade, serie X (ricollegandomi all'esempio appena fatto, in questi giochi serve tanto tempo, e non solo, per produrre unità e strutture). Insomma occorre sfociare nel più generale gestionale.

Belle parole, ma cosa c'entrano con un videogioco? Perché Warzone 2100? Innanzitutto perché un gioco dove i carri armati possono volare semplicemente va giocato, così come un film dove gli squali volano va visto. Gli altri dettagli, decisamente più interessanti, li vediamo nel prossimo capitolo, dedicato al gameplay, mentre nelle conclusioni spiegherò perché ho scelto di dare visibilità a questo titolo piuttosto che a uno dei tanti altri eccellenti RTS di vecchia data.

 
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