Escape Dead Island: la serie verso Dead Rising e The Last of Us

Escape Dead Island: la serie verso Dead Rising e The Last of Us

Escape Dead Island è spin-off survival mystery in terza persona single player della nota serie multiplayer, che svela l'origine dell'epidemia zombie e racconta la storia che si svolge tra Dead Island e Dead Island 2. Ecco il nostro primo parere dopo aver provato una missione di gioco.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

La fuga è solo l'inizio...

La missione che abbiamo provato negli uffici di Milano di Koch Media è la numero 12 di Escape Dead Island. Abbiamo, però, dato una sbirciata al resto dei contenuti del gioco, e abbiamo notato come complessivamente le missioni fossero 16. Il gioco girava su un Notebook con scheda video GeForce GTX 880M alla risoluzione 720p, e quindi riusciva a mantenere agevolmente un frame rate assolutamente solido.

Anche perché gli scenari di Escape Dead Island non sono estremamente complessi e dettagliati sul piano poligonale, anzi danno la sensazione di essere abbastanza spogli in molti punti. In Koch Media ci hanno spiegato che si tratta proprio di una versione aurorale di Escape Dead Island, per cui possiamo attenderci miglioramenti da questo punto di vista.

Era più esaltante invece la rivisitazione grafica che è stata fatta da Fatshark, perché ciascun aspetto dell'originale Dead Island è stato convertito nella grafica cel-shading. E questo ha comportato una rivisitazione per le armi, anche se rimangono ben pronunciate come al solito, per gli zombi e, appunto, per lo scenario tropicale tipico di Dead Island. In questa demo abbiamo notato anche un'importante varietà per lo scenario di gioco, visto che la missione assegnataci prevedeva di esplorare prima una zona merci, poi una spiaggia tipica dell'universo di Dead Island e, infine, di recarsi a un eliporto.

Insomma, un ottimo lavoro sul piano della ricostruzione visiva di Dead Island in questa innovativa chiave. Ma anche scenari di gioco inediti per Dead Island, visto che durante il suo peregrinare sull'isola, Cliff doveva attraversare anche delle oscure caverne, oltretutto piene di cunicoli. Il suo obiettivo nella missione era ricongiungersi con un amico, ma durante l'azione si intervallavano deja-vu del passato riguardanti una giovane donna, per il destino della quale Cliff evidentemente si sente in colpa.

La prima parte della demo, come detto, si svolgeva in un locale chiuso, una zona merci. Bisognava fin da subito affrontare degli zombi servendosi di un'ascia particolarmente ingombrante costruita tramite oggetti di fortuna, visto che il manico era un piede di porco con cui, all'occorrenza, era possibile scardinare delle porte chiuse. Non abbiamo avuto esperienza diretta del crafting, ma proprio quest'arma ci fa pensare che questa componente sia cruciale in Escape Dead Island, come lo è per tutti gli altri giochi della serie.

Il combattimento con lo zombi è stato abbastanza adrenalinico, anche perché il lungo arnese di combattimento andava a sbattere con le pareti di pietra dell'installazione, un po' come avviene in Dark Souls. D'altronde, chiaramente Escape Dead Island è un gioco molto più abbordabile, per cui il paragone con la serie di capolavori di From Software va limitato esclusivamente a questo aspetto.

Cliff può entrare anche in modalità sneaking, la quale è piuttosto importante e ricorrente all'interno degli equilibri di gioco, come detto anche prima. Se non si fa rumore e si evita di entrare nel cono visivo degli zombi, infatti, è possibile coglierli impreparati alle spalle, il che consente di risparmiare moltissime risorse, sia in termini di danneggiamento delle armi che di consumo dei proiettili. Sulla testa degli zombi, infatti, compare un punto esclamativo, che si riempie di rosso non appena avranno sentore della nostra presenza.

In Escape Dead Island ci saranno anche le armi da fuoco ma, proprio come accade anche nel gioco principale, pare che sia conveniente procedere negli scontri corpo a corpo con le armi bianche. Non solo perché si risparmiano risorse, ma perché queste ultime appaiono incredibilmente efficaci. Scaraventare raffiche di colpi contro i tantissimi zombi che presto attaccheranno il giocatore diventa deleterio, perché serve molta precisione e perché si rischia di allertare gli altri zombi che, inizialmente ignari della presenza di Cliff, pattugliando le zone adiacenti.

A proposito di armi da fuoco, nella demo si potevano usare anche un uzi, oltre a un potentissimo shotgun. Nei livelli di gioco, inoltre, in alcuni luoghi prefissati era possibile agganciare una fune e usarla per arrampicarsi verso una piattaforma sopraelevata. Nei pochi minuti di gioco della demo questa azione si è ripetuta due o tre volte, il che non ha giovato alla nostra impressione generale sul prodotto perché le animazioni risultavano fortemente approssimative per quanto concerne questa azione di Cliff. Ma, come detto, sul piano tecnico Escape Dead Island necessita ancora di forti rifiniture.

I combattimenti corpo a corpo sono i più divertenti, come da tradizione per Dead Island. Cliff può anche spingere via gli zombi per liberarsi anche per un solo istante della loro morsa e può pararne i colpi. Dopo aver attraversato le caverne e affrontato la spiaggia, procedendo dritto accovacciato per non farsi vedere dagli zombi, ecco che Cliff si ritrovava nella location dell'eliporto. Qui abbiamo una sequenza di intermezzo in cui uno zombi va via con un elicottero e con una chiavetta contenente dei dati che Cliff, per ragioni di trama che sconosciamo ancora, vuole disperatamente recuperare. Proprio dopo la fuga in elicottero, Cliff viene attorniato da una moltitudine di zombi in quello che si è rivelato il momento più divertente di tutta la demo.

In questi frangenti bisogna farsi largo con la resistentissima ascia, sprigionando tutta la propria forza virtuale sugli zombi, i quali, colpiti bruscamente, lasciano fuoriuscire letteralmente litri e litri di sangue. Insomma, ecco perché lo abbiamo paragonato a Dead Rising.

 
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