Gli Amiibo e l'ennesimo viaggio nell'universo Nintendo

Gli Amiibo e l'ennesimo viaggio nell'universo Nintendo

Nintendo ha organizzato a Milano un evento Post E3, portando in Italia le demo che erano presenti a Los Angeles. È stata l'occasione giusta per provare con calma i nuovi giochi per Wii U, sui quali vi forniamo senza indugio le nostre impressioni.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
NintendoWii U
 

Un fascino intramontabile

Un universo che ha i tratti inconfondibili dell'unicità. Quando varchi la soglia dell'evento annuale di Nintendo post-E3 percepisci subito che nell'aria c'è qualcosa di differente: è proprio un'atmosfera di immediato e di adrenalinico che non puoi ritrovare, perché infarcita della personalità delle sue icone storiche, in altri contesti videoludici. C'è chi critica Nintendo perché si ostina a riproporre sempre gli stessi personaggi e sempre le stesse situazioni di gioco, ma non si può certo negare il fascino che tutto questo riesce ancora oggi a evocare in ciascuno di noi.

A Nintendo non interessa modernizzare, e non vuole, quasi per niente, stare al passo con i tempi. Piuttosto è proccupata a difendere la tradizione, a non far morire quel tipo di gameplay che è imprescindibilmente nel sangue di una schiera di fan che si fa di anno in anno sempre più piccola, ma che rimane fedele al mondo Nintendo.

Ma la grande N non è certo Apple e il cuscinetto finanziario che si è costruita nel corso degli anni, principalmente grazie al Wii, non può durare per sempre. È arrivata a un certo punto ad essere una delle prime cinque compagnie al mondo per capitalizzazione (e non mi riferisco al solo settore tecnologico), ma certamente non ha mai presentato i risultati finanziari di Apple, che può vantare decine di miliardi di dollari di utile in certi esercizi fiscali. Insomma, Apple può sbagliare una, due, forse anche più, generazioni di prodotti, Nintendo no.

E all'evento post-E3 in cui Nintendo ha portato i giochi presentati a Los Angeles emergevano due tendenze principali. Una, la voglia matta di continuare sul percorso già segnato dalla tradizione, e quindi principalmente di riproporre, anche in nuove salse, i personaggi più amati della storia di Nintendo. E la seconda è quella di insistere ancora sul GamePad di Wii U: aspettatevi, quindi, nuovi modi di utilizzo per tutti i giochi Wii U dei prossimi mesi, i quali lo sfrutteranno in maniera intensiva, collocandolo al centro delle rispettive idee di gioco.

Nintendo è una compagnia che è stata fondata il 23 settembre 1889, e non abbiamo invertito degli 8 con dei 9. È una società che si è specializzata storicamente nei giocattoli e che negli anni '70 e '80, tra le prime, ha fiutato il connubio tra giocattolo e realtà simulata. Ha sperimentato moltissimo in questo ambito, forse come nessun altro è riuscito a fare né prima né dopo. Il coinvolgimento del giocatore per mezzo del sistema di interfacciamento, per Nintendo, è quindi importante come il coinvolgimento del giocatore nella realtà simulata.

E questa idea è giunta al massimo compimento con la precedente generazione di console, il Nintendo Wii. Come tutti sanno, questo sistema è riuscito a trascinare all'interno del videoludo fasce d'utenza prima completamente disinteressate ai videogiochi. Nintendo Wii ha vinto a mani basse la console war di precedente generazione ed è la seconda console domestica più venduta di sempre (dopo la PlayStation 2) con oltre 100 milioni di unità vendute. Insomma, se con la scorsa generazione i videogiochi sono diventati la principale industria dell'intrattenimento buona parte dei meriti vanno attribuiti a quella console.

Ma con Wii U, come tutti sanno, tutto questo non si è ripetuto, e anzi l'ultimo sistema di Nintendo ha spinto il colosso di Kyoto in una crisi apparentemente irreversibile, che sta mettendo a dura prova i conti della società, al punto che qualcuno pensa che proprio Wii U sia l'ultimo hardware di Nintendo. Perché questo drastico passaggio dalle stelle alle stalle?

Naturalmente ci sono vari motivi ma se fossi costretto a indicare quello che secondo me è il principale risponderei puntando il dito sul GamePad del Wii U. Questo accessorio è totalmente anacronistico e il suo display resistivo è assolutamente insufficiente se lo si paragona al display di qualsiasi tablet messo in commercio negli ultimi 2-3 anni, perlomeno. Nintendo, insomma, poteva investire quanto guadagnato dal successo di Wii offrendo un hardware competitivo, perlomeno per quanto riguarda il GamePad, che come stiamo vedendo tutt'oggi rimane al centro dell'offerta del Wii U, ma non lo ha fatto.

Tutto questo produce una serie di limitazioni importanti al gameplay, e la sensazione di interagire con un giocattolo retrò piuttosto che con uno strumento tecnologico all'avanguardia. Tutti elementi che chi è abituato ad avere tra le mani le soluzioni portatili più moderne non può tollerare, mantenendolo lontano rispetto al possibile acquisto della console. Ma Nintendo è testarda, come sempre, e quel GamePad rimane cruciale nella strutturazione delle meccaniche di gioco di tutti i suoi titoli più importanti.

Tornando alle tendenze di cui parlavamo prima, all'interno del discorso "carisma dei personaggi Nintendo" bisogna inserire anche i nuovi Amiibo, ovvero i giocattolini Nintendo in stile Skylanders e Disney Infinity che sfrutteranno la tecnologia Nfc di cui è dotato di default il GamePad di Wii U. Sono dei giocattoli realizzati con grande cura e precisione, allo stato dell'arte per quanto riguarda il design. Non solo attivano all'interno del videogioco il personaggio corrispondente, ma sono in grado di memorizzare al loro interno delle informazioni, consentendo così di evolvere i personaggi, di allenarli e di portarli in giro, magari a casa di un amico, e utilizzarli in un'altra console.

Ne parleremo più approfonditamente più avanti, ma gli Amiibo fanno parte di una strategia cruciale per Nintendo. Se riesce a inserirsi in modo proficuo in questo mercato, può essere in grado di monetizzare molto sfruttando la passione per il collezionismo e per gli stessi personaggi della tradizione Nintendo.

Malgrado le sue difficoltà, infatti, Nintendo riesce ancora oggi a offrire un mondo "pulito", quasi a dribblare le criticità e le violenze a cui la società moderna purtroppo ci sottopone quotidianamente. Per i genitori, in particolar modo, si tratta di opportunità, che altri produttori di videogiochi non concedono, per mantenere distanti i propri figli da certi obbrobri del quotidiano, immergendoli piuttosto in mondi fantasiosi, immaginifici e pieni di colori, e per questo capaci di distogliere le attenzioni rispetto a certi contenuti inutilmente provocatori e traumatizzanti.

Detto questo, non si può neanche dire che la fantasia visiva degli artisti Nintendo non sia rintracciabile nei nuovi giochi, come vedremo in ciascuna delle pagine di questo articolo. Né che non ci si diverta e, quello, senza alcun dubbio, rimane ancora la cosa più importante per un videogioco.

 
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