Perché i videogiochi si evolvono?

Perché i videogiochi si evolvono?

I giochi moderni appaiono in una forma completamente diversa rispetto ai loro predecessori di 10 o 20 anni fa, e il confronto fra i recenti Xenonauts e Xcom Enemy Unknown esalta questo divario. Dobbiamo definitivamente rinunciare al gaming come era una volta?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Insieme ai redattori di Gamemag si innescano dei confronti sui giochi che recensiamo, che naturalmente portano a ragionare su certi fenomeni e su come stanno cambiando le cose. In un contesto, quello della tecnologia, in cui non puoi mai esattamente prevedere cosa sta per succedere, diventa molto importante almeno capire qual è la direzione che si sta imboccando.

L'ultima di queste discussioni ha riguardato gli strategici a turni, dopo il rilascio del recente, e brillante, Xenonauts. Questo gioco è una riproduzione pressoché fedele del vecchio Ufo Enemy Unknown, ahimé, praticamente anche per la grafica, e si contrappone al recente e commerciale Xcom Enemy Unknown, prodotto da 2K Games. Mentre quest'ultimo gioco è un tentativo di evolvere la vecchia struttura e i vecchi equilibri e ritmi, Xenonauts è più una riproduzione fedele di tutto quello che abbiamo visto negli anni '90.

Xenonauts

Xenonauts

Il titolo commerciale si contrappone a quello indie perché segue più le tendenze moderne, che riguardano, ed è fin troppo facile dirlo, una certa semplificazione e immediatezza nell'interazione. A questo si aggiunge una maggiore romanticizzazione di tutto quello che è gaming, contesto all'interno del quale emerge anche l'importanza della componente cinematografica.

È chiaro che una certa fascia di giocatori respinge tutte queste novità. La loro richiesta è semplice: "vogliamo i giochi così come erano una volta, senza alcun cambiamento", perlomeno nell'accezione più purista. Perché i produttori di videogiochi non li fanno contenti? Chiaro, perché le loro esigenze vengono messe in secondo piano rispetto alle esigenze del grosso del pubblico: che, purtroppo, viene attirato dai prodotti più immediati e di facile comprensione, che veicolano un tipo di intrattenimento e di coinvolgimento sostenuto da ritmi più rapidi.

È un qualcosa che si ripete per ogni tipo di media, e che ha riguardato lo stesso cinema e la musica, prima dei videogiochi. Non si può uscire da questa "spirale": tutte queste forme di intrattenimento si evolvono seguendo uno schema che ha gli elementi appena citati, riguardanti velocizzazione e immediatezza, alla base. A questo punto molti si porranno una semplice domanda: stiamo andando verso un baratro senza fine?

A prescindere dal fatto che non bisogna avere paura dei cambiamenti, e che anzi è importante ragionarci con calma, non dare giudizi affrettati, e saperli prevedere nella misura in cui questo può essere possibile, le cose non stanno comunque così. Se i media prima citati sono un valido esempio di come sia possibile fare intrattenimento di grande valore e coniugarlo con le esigenze del pubblico moderno senza perdere gli elementi fondanti del media, con grossa probabilità anche i videogiochi possono salvarsi.

Certo, quelle serie che si aggiornano di anno in anno non lasciano ben sperare da questo punto di vista. Sappiamo bene, infatti, che i lugnhi filoni partono avvantaggiati e, in un mondo che vive di marketing, chi ha un nome ormai affermato gode di vita facile a ripetere i grossi successi di vendita, anche se il precedente capitolo è "vecchio" solamente di un anno. Molti produttori hanno speculato su tutto questo, al punto che in certi casi si tratta di comprare un titolo che si aggiorna solo parzialmente rispetto a quello dell'anno precedente, che ripropone buona parte degli asset e che rifila addirittura alcune sequenze di gioco o di narrazione viste appena 12 mesi fa in una forma praticamente totalmente immutata.

A mio parere, quello del riciclo degli asset è un grosso problema dell'industria dei videogiochi di oggi, che rischia di generare disamoramento e sfiducia anche nei più incalliti appassionati. Strategie del genere rendono noiosi certi giochi in cui si rifanno sempre le stesse cose, svilendo l'appeal che invece per altri versi il mondo dei videogiochi continua ad avere, ed eventi come il recente E3 lo dimostrano pienamente. È diverso il discorso sull'evoluzione: è inevitabile che ci sia all'interno di una forma di intrattenimento.

Tornando a Xenonauts e a Xcom Enemy Unknown, questi sono giochi destinati a una piccola nicchia del mondo dei videogiochi. Già Xcom vende molto poco, figuriamoci Xenonauts, il quale fatica moltissimo a scalare dal punto di vista di visibilità al grande pubblico. Gli sviluppatori, insomma, non riescono a sottoporre un videogioco di questo tipo a un numero di utenti sufficientemente congruo. E lo vediamo anche dagli accessi agli articoli pubblicati su Gamemag: non c'è più interesse verso un certo tipo di gaming old-school.

Perché una volta avevano più successo certi giochi dal punto di vista editoriale? Semplicemente perché c'era meno competizione, e non solo in relazione al mondo del gaming. C'erano meno stimoli provenienti dai mass media, mentre oggi l'utente viene bersagliato da tantissime informazioni e da tantissimi modi per intrattenersi, spesso anche quando non è interessato a certi contenuti. Quando dieci o venti anni fa usciva un gioco di un certo livello, anche se non espressamente rivolto al grosso del pubblico, ci si fermava ad analizzarlo per bene, e c'era modo di sottoporlo all'attenzione di molti e di gustarlo con calma. Adesso tutto questo sembra essere svanito.

Xcom Enemy Unknown

Xcom Enemy Unknown

La differenza tra Xenonauts e Xcom è quindi semplice: nel secondo caso gli sviluppatori si sono impegnati a trovare quelle strade e quegli espedienti che diventano fondamentali per portare il genere a un nuovo livello. Impegnandosi, oltre tutto, a mantenere il gioco godibile anche per i giocatori con qualche anno sulle spalle che hanno apprezzato il titolo originale. Personalmente, di fatto, ritengo Xcom Enemy Unknown di Firaxis un ottimo gioco, quasi senza alcuna riserva.

Certo si potrebbe parlare di atmosfera stravolta a causa dei contenuti cinematografici o di semplificazione della parte gestionale. Ma questi cambiamenti possono anche essere visti dal punto di vista della fluidità e dell'abbordabilità del prodotto, e quindi per spingere il focus dell'esperienza di gioco su altri elementi strategici, parimenti importanti, o forse anche più. Ma a quel punto si tratta di scelte: bisogna capire perché vengono fatte, in cosa si guadagna e in cosa si perde, e non rimanere fossilizzati solamente su quanto ci si allontana rispetto al gioco originale. Non serve a nessuno mantenere le cose come sono, c'è sempre un qualche tipo di cambiamento e di miglioramento rispetto al passato.

Questi ragionamenti si incrociano con un dibattito che ho avuto con un altro collega. I videogiochi sono solamente un passatempo, un modo per mettere in pratica le proprie abilità, o sono qualcosa di più? Raccontano delle storie che rimandano a qualcosa, che veicolano dei messaggi rilevanti sul piano sociale e artistico e che quindi vanno interpretati, o la a storia rimane un semplice pretesto per unire parti di giocato?

Naturalmente, sto dalla parte del videogioco inteso come opera d'arte, come contenuto che rimanda a qualcos'altro, e che non è solamente un passatempo. Quando formulo il giudizio su un videogioco tengo in considerazione questo aspetto con grande attenzione: mi sforzo a valutare ciò che sto giocando sulla base non solo dell'evoluzione e dei cambiamenti che è in grado di produrre rispetto al passato, ma anche dalla capacità che ha nel coinvolgermi e nello spiazzarmi nei momenti giusti della narrazione e dello stesso giocato.

Titoli come The Last of Us, BioShock Infinite, Grand Theft Auto V o l'ultimo Tomb Rader, basano la loro qualità principalmente su aspetti come questi. Non sono semplicemente la riproduzione di vecchie meccaniche di gioco, ma i loro autori si sono sforzati a innovare e a inserire elementi di gioco ed elementi narrativi che in qualche modo possano definirsi creativi. La valutazione di un videogioco riguarda, quindi, anche il modo di porsi di quel videogioco all'interno del flusso evolutivo del media.

Tutti elementi che sono cruciali nel contesto moderno, che si vede aggrappato a una internet completamente differente rispetto a quella di una volta. Principalmente perché offre un numero di contenuti e di interessi ben più alto, essendo diventata ormai infinitamente capillare praticamete su ciascun argomento. Un sito di informazione oggi deve combattere contro un livello di competitività sfrenato, mentre l'informazione non si basa più sulle stesse regole di una volta.

Gamemag è un supporto svincolato dagli interessi di mercato e quindi propone dei contenuti, oltretutto approfonditi in maniera viscerale e che quindi richiedono molto tempo per essere prodotti, a prescindere dal loro potenziale successo di "audience". Vogliamo dare spazio ai giochi indipendenti e a quelli di nicchia, mettendoli sullo stesso pieno di quelli commerciali, ovvero di quei titoli che potenzialmente "portano soldi".

D'altra parte, Twitch, gli youtuber e le recensioni molto rapide, brevi e per questo più efficaci agli occhi di un certo tipo di pubblico, ormai vanno per la maggiore. Competitor sempre più aggressivi, che usano le strategie più subdole per mettersi in contatto con i protagonisti del settore con portafogli, hanno sempre più capacità a spingerti fuori dal giro che conta. Il tutto mentre le attenzioni del grande pubblico sono ormai concentrate altrove.

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16 Commenti
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bobby1004 Luglio 2014, 11:03 #1
C'è un errore nel titolo. Perchè i videogiochi non si evolvono è corretto.
gildo8804 Luglio 2014, 12:10 #2
Se nei titoli AAA, mancano profondità e qualità, permettetemi di dire che piuttosto che evolversi si sono devoluti.
L'errore che compiono i pubblisher secondo me è quello di tentare di far assomigliare sempre di più il videogioco ad un film (spesso americanate da film action), nonostante siano due media di differente fruizione. E' chiaro che con le scene spettacolari si cattura una più larga fetta di pubblico che magari prima non era interessata.
Quello che mi preme sottolineare è che non è vero che i videogiochi si sono evoluti per quel che riguarda la trama. Per quel che riguarda quest'aspetto io sono sempre stato del parere che le storie c'è chi sa scriverle e raccontarle c'è chi no e questo vale sia ieri che oggi. Ci sono tanti esempi di titoli passati con grandi storie, basti pensare a System shock 2, gli Half life, Final fantasy VII, Metal Gear, Deus Ex, Max payne ecc. senza contare che esisteva un intero genere che faceva della trama e degli enigmi il suo punto forte, quello delle avventure grafiche oggi messe in ridicolo da titoli come quelli di Cage. Cosa hanno di inferiore, a livello di trama, i titoli da me citati rispetto ai vari The last of us, Bioshock infinite, Heavy rain e Beyond ecc.? Secondo me niente (anzi sotto certi aspetti sono anche migliori), l'unica cosa che cambia è la grafica ed i mezzi tecnici che permettono la creazione di scene più spettacolari.
A livello di gameplay, siamo crollati. Fate il paragone tra Bioshock infinite e System shock 2 (o anche con il primo Bioshock) e vi renderete conto di quanto le possibilità offerte al giocatore sono state castrate di netto.
Ed ecco che oggi ci ritroviamo con titoli che sembrano dei trailer cinamatografici, come The order 1886, dove per vedere il gameplay dobbiamo chiamare a chi l'ha visto.
futu|2e04 Luglio 2014, 14:24 #3
Sarebbe il caso di chiedersi come mai stanno involvendo.
Therinai04 Luglio 2014, 16:00 #4
Stesse riflessioni che stavo affrontando in questi giorni pensando ad un certo titolo del passato.
Non posso che essere d'accordo con le tristi conclusioni, la massa vuole essere informata in modo spiccio per raggiungere facilmente contenuti spicci.
D'altra parte questi contenuti li offre chiunque.
Quando ho letto Xenonauts, il vero erede di Ufo Enemy Unknown nel giro di 48h mi sono deciso a procedere all'acquisto, ben sapendo che molto probabilmente sarei stato uno dei pochi... anche a leggere la recensione. Eppure oggettivamente sia la recensione che il videogioco hanno degli ottimi contenuti.
Come fatto notare, il nome è importante. Se il titolo fosse stato "Ecco cosa ne pensa Balotelli di Xenonauts", senza cambiare una virgola nel contenuto, avrebbe avuto parecchia più attenzione.
Che amarezza.
Vul04 Luglio 2014, 20:17 #5
Giochi?

Ormai giochiamo film interattivi dal gameplay piatto e consolaro.

Ah ma basta che c'è la storia e la grafica e hwupgrade è contenta..
djmatrix61904 Luglio 2014, 21:07 #6
Originariamente inviato da: Vul
Ah ma basta che c'è la storia e la grafica e hwupgrade è contenta..


Ahimé la maggior parte dei videogiocatori è contenta soprattutto per la grafica, non solo HWU..
bobby1005 Luglio 2014, 01:23 #7
Originariamente inviato da: Vul
Giochi?

Ormai giochiamo film interattivi dal gameplay piatto e consolaro.

Ah ma basta che c'è la storia e la grafica e hwupgrade è contenta..


Prima aggiornavo spesso il pc e con entusiasmo per godermi la graficona , poi però mi sono reso conto che con parecchi giochi mi annoiavo da morire (in particolare quelli più pompati graficamente manco a farlo a posta) così ho deciso che non aggiornerò più nulla per un bel pò. Non ne vale la pena e ormai do priorità ad altri aspetti in un gioco.
Ashgan8305 Luglio 2014, 08:10 #8
A seguito della involuzione avuta tra il 2005 e il 2012 fortunatamente ci ha pensato kickstarter a riportare sulla retta via quest'hobby, che avrebbe corso il rischio di trovarsi con ciofeche tipo heavy rain invece di capolavori come divinity: os e altri che tra un po' usciranno per la gioia di tutti.
Khronos05 Luglio 2014, 10:14 #9
Steam mi ha messo scontato l'intero serraglio di Tomb Raider.
inutile dire che intendo rigiocare ai primi 5, lasciando gli altri nell'armadio.
Jonathan Russo05 Luglio 2014, 11:21 #10
In realtà tutto questo editoriale è un velato messaggio di Rosario nei miei confronti per dirmi di finirla con questi articoli su giochi indie di nicchia che interessano solo a me, ma io non demordo e sto già preparando una preview di un titolo appena uscito in early access su Steam :P

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