GRID Autosport: ritorno alle origini per Codemasters

GRID Autosport: ritorno alle origini per Codemasters

Quando ha annunciato GRID Autosport, Codemasters ha promesso un'esperienza di guida più autentica rispetto a quella di GRID 2, considerato fin troppo arcade dai fan della serie che erano rimasti piacevolmente colpiti dagli equilibri di gioco del primo GRID. Scopriamo insieme se ha mantenuto le promesse.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Tuning e street

La serie successiva è poi quella del tuning, ovvero delle auto potenziate con appositi accorgimenti. È il regno delle muscle car e del drift: una variazione netta rispetto ai precedenti contenuti offerti da GRID Autosport ma non meno divertente. Le muscle car sono ben riprodotte, e anche loro dimostrano di avere un modello di guida credibile e divertente. Sono difficili da controllare e richiedono al giocatore correzioni alla guida precise. Il sottoscritto ama meno il drift, ma anche in questo caso abbiamo vetture particolarmente adatte alla filosofia di guida chiamata in causa, come la mitica Honda S2000, che richiedono una certa abilità per conseguire i risultati migliori.

Naturalmente per questa modalità di gioco Codemasters ha dovuto ripristinare tutto l'impianto dei potenziamenti alle auto e della messa a punto. Questi elementi di gioco, inoltre, sono presenti anche in alcune delle competizioni delle altre serie. Quanto alla messa a punto della vettura il giocatore può modificare il bilanciamento dei freni, il differenziale, il carico aerodinamico, i rapporti del cambio, le sospensioni anteriori e quelle posteriori. Nelle situazioni più critiche, solo modificando attentamente questi parametri si possono liberare quelle prestazioni che sono fondamentali per avere la meglio sugli avversari.

Tutto il discorso sui rapporti di forza in GRID Autosport è, infatti, regolato dal tipo di team che ci assume per svolgere le competizioni. In base ai risultati ottenuti, infatti, team sempre migliori potrebbero ingaggiarci, fornendoci delle vetture più competitive, con le quali sarà naturalmente più facile vincere le gare. Fra questi team troviamo anche alcuni marchi storici del mondo della tecnologia, come Razer e Intel.

Se si affronta la gara con un team minore sarà particolarmente ostico ottenere buone prestazioni nelle qualifiche e rimontare tutte le posizioni in gara. Anche perché Codemasters ha rifinito un buon sistema di intelligenza artificiale, con i piloti gestiti dal computer che dimostrano di avere personalità diverse l'uno dall'altro e sanno essere aggressivi al punto giusto quando serve. Non esitano a "chiudere la porta" in staccata o a compiere azzardate manovre di sorpasso quando il giocatore non è efficace in frenata o in accelerazione.

Purtroppo, come sempre capita nei giochi Codemasters, dimostrano di tenere un ritmo di gara alle volte controverso, nel senso che in alcuni punti del circuito si mostrano eccessivamente prudenti. Può quindi capitare di perdere molto terreno per la maggior parte del giro, magari perché la vettura non è dotata delle prestazioni che servono per competere degnamente, e poi di recuperare istantaneamente in una curva che invece l'IA non sa interpretare nella maniera corretta. Difetti che abbiamo notato anche nella serie sulla Formula 1, e che ritornano anche nel caso delle qualifiche: in GRID Autosport, come nel precedente franchise, si ha la sensazione che le vetture in pista durante le qualifiche girino solo per fare compagnia al giocatore, mentre i tempi che fanno segnare dipendono da un sistema esterno, pre-determinato.

Ma non bisogna aspettarsi equilibri realistici da questo punto di vista, perché Autosport resta comunque un arcade. Non staccherete mai nettamente i piloti dell'IA e quando sarete in difficoltà daranno la sensazione di aspettarvi. Si tratta di equilibri pensati per rendere le gare il più caotiche possibile e sempre adrenaliniche, cercando di evitare l'insorgere della frustrazione nel giocatore. Il focus resta sempre il sorpasso, e non certo la prestazione sul giro.

L'ultima modalità, e stavolta si strizza l'occhio ai fan dell'originale GRID, è quella dei circuiti cittadini. Si torna in scenari già visti in GRID 2, come le città di Parigi, Barcellona, Chicago e Dubai, in convulse gare dove chi si ritaglia gli spazi nella maniera più efficace, spintonando nella maniera giusta gli avversari, ha la meglio. Ma queste gare riportano alla mente proprio il primo GRID piuttosto che il secondo, perché sono degli straordinari ibridi tra fedeltà nella guida e dure collisioni.

Le vetture non vanno subito in sbandata come succedeva in GRID 2, ma richiedono più attenzione nel controllo e permettono di fare correzioni secondo tempistiche che comunque consentono di ragionare e di fare le cose per bene. Anche in queste circostanze si può tranquillamente giocare dalla visuale all'interno dell'abitacolo e con il volante: segno che comunque GRID Autosport, a differenza di GRID 2, si mantiene autentico quasi sempre.

Le gare cittadine sono quindi incredibilmente adrenaliniche e ancora una volta permettono di apprezzare i differenti modelli di guida offerti da GRID Autosport. L'ideale per chi ha amato il primo GRID.

 
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