Xenonauts, il vero erede di Ufo Enemy Unknown

Xenonauts, il vero erede di Ufo Enemy Unknown

È da pochi giorni disponibile su Steam questo interessantissimo gioco di strategia a turni, che si conferma come un vero e proprio tributo al mitico Ufo Enemy Unknown della Microprose. Nota: per semplicità di discussione, all'interno di questa recensione ci riferiremo a “Ufo” per intendere il gioco “Ufo: Enemy Unknown” della Microprose (noto anche come “X-Com: Ufo Defense”; ci riferiremo invece a “X-Com” per intendere il suo erede spirituale sviluppato recentemente dalla Firaxis)

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
Steam
 

L'occhio vorrebbe la sua parte: il motore

L'elemento meno convincente in assoluto di tutto Xenonauts è sicuramente il motore su cui gira. Si tratta in realtà di un problema di cui gli stessi sviluppatori sono consci da tempo: la storia racconta che agli albori del progetto, uno dei primi sviluppatori insistette per usare questo motore specifico, per poi lasciare pochi mesi dopo, quando ormai le risorse erano state impiegate e non si poteva tornare indietro.

Da un lato non si può negare che in assoluto l'engine sia proprio bruttino. Dall'altro il lavoro svolto dai developer è di eccellente livello: la parte strategica sul geoscape è perfettamente reminiscente dell'Ufo originale e permette di accedere a tutto ciò che serve nel giro di pochi secondi, grazie a un'ottima interfaccia.

La parte di combattimento a terra soffre magari di un aspetto grafico non dei più accattivanti (ma posso assicurarvi che se siete poco convinti dai soldatini che sembrano reclute di Scuola di Polizia, le cose migliorano parecchio con l'accesso alle armature più avanzate), ma il gameplay è quasi del tutto senza macchia.

L'unica cosa che mi ha creato qualche fastidio è la linea di tiro che in alcuni sembra un po' ballerina e crea situazioni tragicomiche di compagni di squadra macellati da una raffica di heavy plama nonostante sembrassero posizionati ampiamente al sicuro; ma ad essere onesti erano problemi che si verificavano anche nell'Ufo originale e che sono generalmente da mettere in conto in questo genere di tattici 2d (in più, non sono particolarmente frequenti).

A uscire un po' malconci da questo nuovo Ufo sono gli alieni, sicuramente meno memorabili dei Sectoid, Snakemen, Floaters e così via di vent'anni fa. I loro successori (Caesan, Sebillian, Harridan e tanti altri) hanno generalmente un aspetto meno convincente, specialmente negli striminziti modelli che si vedono durante il combattimento (l'artwork che si può ammirare durante autopsie o interrogatori invece è molto gradevole, esclusi i Caesan che a quanto pare girano in pantaloni e canotta). Al tempo stesso però farei un piccolo applauso alle animazioni che pur non essendo sicuramente nulla di stupefacente sono estremamente fluide e non creano alcun effetto di straniamento nel giocatore.

Insomma sul lato tecnico il giudizio non è eccellente ma è in linea con le possibilità di un team nuovo, piccolo e decentralizzato come quello di Goldhawk. Il punto chiave è: le limitazioni tecniche di Xenonauts rendono il gioco meno gradevole, o creano qualche impasse che rovina l'esperienza di gioco? E la risposta è: sicuramente no. A patto ovviamente che il giocatore sia conscio di avere tra le mani un titolo indie, con tutte le limitazioni del caso.

 
^