Destiny, lo shooter multiplayer da 500 milioni di dollari

Destiny, lo shooter multiplayer da 500 milioni di dollari

L'Alpha Test che si è svolto nello scorso fine settimana ci ha permesso di avere finalmente le idee chiare sul nuovo attesissimo shooter di Bungie. Tra modalità co-op e competitive, uno scenario affascinante e il classico gameplay di Halo, c'è veramente l'occasione per avere un titolo molto interessante con diverse caratteristiche inedite, perlomeno in questa forma.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Le componenti ruolistiche

Bungie ha preparato un'interfaccia molto immediata e sempre chiara, che permette al giocatore in qualsiasi momento di personalizzare il proprio alter ego. Non solo si possono indossare i vari elementi dell'armatura raccolti durante le avventure, ma si possono scegliere anche armi primaria e secondaria, e potenziamenti. A seconda della classe scelta, infatti, si potranno ottenere delle abilità, migliorabili guadagnando esperienza oppure rimpiazzabili con abilità più potenti man mano che si procede nella progressione.

Durante il mio test dell'Alpha ho scelto la classe Stregone, ovvero quello che potremmo definire come l'equivalente del mago per l'universo di Destiny. Il mio personaggio era dotato di un'abilità che aveva efficacia sugli spazi ristretti, una sorta di spinta che allontava i nemici e sottraeva loro una certa quantità di risorse vitali. A questa si associava un'abilità, invece, più efficace sulla lunga distanza, una granata magica che aveva effetto di tipo AOE su tutti i nemici presenti in un certo raggio.

Abbiamo poi la Super, che si abilita secondo un cooldown molto più lento rispetto alle altre due abilità. In questo caso bisognava premere i due dorsali insieme per scatenare un potente e visivamente spettacolare proiettile che andava a sottrarre al nemico una considerevole quantità di HP. Da utilizzare, quindi, soprattutto nei combattimenti con i boss.

Ancora una volta, come per altri elementi di gioco, anche per la conformazione visiva e gli effetti sonori a corredo, le abilità di Destiny mi hanno riportato alla mente alcuni elementi di gioco di Mass Effect.

A proposito di nemici, invece, questi fanno il loro respawn nelle varie aree di gioco in maniera molto simile a quanto accadeva in Borderlands. Si dividono in vari tipi e sono dotati di caratteristiche e abilità peculiari, caratterizzandosi anche per il livello di esperienza e la classe. Abbiamo, infatti, dei boss molto ostici da affrontare, più o meno vulnerabili alle abilità a nostra disposizione. I nemici, inoltre, sono distribuiti lungo il mondo di gioco in maniera fissa sulla base del livello di esperienza che li contraddistingue, quindi avremo aree più difficili da affrontare di altre, con zone che è invece è proprio impossibile esplorare perché i nemici che le popolano si caratterizzano per un livello di esperienza troppo alto rispetto al nostro.

Come in Borderlands, abbiamo un feedback visivo su quanto danno stiamo arrecando sui nemici, con dei numeri che vengono fuori dalle loro sagome che ci fanno capire se stiamo assestando colpi critici o più o meno efficaci. Il danno, infatti, dipende anche dalla zona del corpo colpita, visto che alcuni degli avversari potrebbero essere più deboli in una certa area piuttosto che in altre. Ciò risulta molto importante nel caso dei boss, che vanno attaccati convintamente nelle zone che ci consentono di sottrarre loro la maggior parte dei punti salute. Naturalmente, poi, colpire alla testa consente quasi sempre di uccidere gli avversari con un solo colpo o, comunque, con un numero inferiore di colpi.

Durante l'esplorazione è possibile rinvenire bottini, armi e pezzi di armatura, che il giocatore può in ogni momento confrontare con quanto ha già a disposizione nell'inventario. Non mancano oggetti non identificabili, che vanno prima sbloccati dal Criptarca del social hub, già descritto in precedenza.

 
^