Sniper Elite 3: quella pallottola che cambiò il corso della storia

Sniper Elite 3: quella pallottola che cambiò il corso della storia

Previsto per il 27 giugno, il nuovo Sniper Elite riporta i giocatori nel contesto tattico e rigoroso tipico della serie, che conferma le sue velleità di simulazione di cecchinaggio. Il nuovo capitolo presenta un nuovo sistema di gestione del riposizionamento dopo l'allerta dei nemici e mappe di gioco non più lineari ma molto più ampie. Nel corso dell'articolo trovate le nostre impressioni dopo aver provato i primi due livelli della campagna single player e la modalità multiplayer co-op Osservazione, insieme all'intervista a Chris Peyton, Head of Art di Rebellion.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Gli Afrika Korps

Probabilmente la prima cosa che di Sniper Elite 3 si fa notare sono gli assolati scenari africani. I trailer, ma anche la stessa copertina del gioco, esaltano questo grande cambiamento nell'ambientazione, alla base del quale, ovviamente, c'è un grosso studio da parte della software house che ha creato Sniper Elite, Rebellion. Se normalmente i giochi, così come i film, sulla seconda guerra mondiale presentano una monotona palette cromatica che verte sui colori più scuri, con scale di grigi sempre in primo piano, questa volta abbiamo un approccio alla seconda guerra mondiale differente, con un mondo di gioco vibrante, luminoso e molto colorato.

Ma proprio il mondo di gioco è uno degli elementi che più sono cambiati rispetto al precedente Sniper Elite V2. Se quest'ultimo era molto lineare, con i giocatori chiamati a portare uno dopo l'altro i vari obiettivi disposti lungo un corridoio, qui abbiamo spazi aperti di grandi dimensioni. Non solo il giocatore può decidere l'ordine con cui affrontare gli obiettivi presenti sulla mappa, ma l'intelligenza artificiale è adesso in grado di gestirsi più liberamente, visto che non ha limiti dovuti agli spazi circoscritti.

La presentazione negli studi di Halifax è stata tenuta da Chris Peyton, Head of Art di Rebellion, che ci ha appunto spiegato perché si è cercato di modificare così tanto lo scenario. Peyton è colui che pensa alla creazione e alla realizzazione di personaggi e scenari, che in un gioco come questo, per quanto la storia principale sia fittizia, devono aderire alla verità storica, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione delle divise, delle armi e dei mezzi.

Sniper Elite 3 differirà rispetto alla consueta letteratura sulla seconda guerra mondiale non solo per i colori, ma anche per il periodo del conflitto trattato: non ci troviamo più nella fase finale della disastrosa guerra planetaria, piuttosto nel 1942, quando le forze dell'Asse cercarono di stanare gli Alleati anche in territorio africano dopo aver avuto la meglio sul vecchio continente.

Il tutto affidato a una software house di grande tradizione ed esperienza, diventata famosa nel 1999 per l'indimenticabile Aliens vs Predator. Rebellion fu fondata dai fratelli Jason e Chris Kingsley nel 1991, quando realizzò un primordiale Alien vs Predator per Atari Jaguar, del quale il ben più noto titolo per PC può essere considerato il seguito. Nel 2006, invece, Rebellion si sarebbe fusa con ciò che rimaneva di Core Design, la mitica software house che ha creato Tomb Raider.

I più giovani probabilmente la conoscono per il recente Aliens vs Predator del 2010, titolo interessante ma sicuramente molto meno ispirato rispetto al gioco originale. Oltre che per Sniper Elite, un gioco che vanta una tecnologia, grafica e fisica, di prim'ordine. Al vertice di questa tecnologia troviamo la famosissima kill-cam, un sistema che riproduce, sia fisicamente che visivamente, tutti gli impatti che i proiettili hanno con le interiora del corpo umano e con i vari elementi scheletrali.

Ma Sniper Elite non è solo questo ovviamente, perché vanta un motore grafico avanzato che supporta le ultime tecnologie come la tassellatura e gli effetti in post-processing a pieno schermo. Ma vediamo tutto con calma a partire dalla prossima pagina.

 
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