Sniper Elite 3: quella pallottola che cambiò il corso della storia

Sniper Elite 3: quella pallottola che cambiò il corso della storia

Previsto per il 27 giugno, il nuovo Sniper Elite riporta i giocatori nel contesto tattico e rigoroso tipico della serie, che conferma le sue velleità di simulazione di cecchinaggio. Il nuovo capitolo presenta un nuovo sistema di gestione del riposizionamento dopo l'allerta dei nemici e mappe di gioco non più lineari ma molto più ampie. Nel corso dell'articolo trovate le nostre impressioni dopo aver provato i primi due livelli della campagna single player e la modalità multiplayer co-op Osservazione, insieme all'intervista a Chris Peyton, Head of Art di Rebellion.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Uno Sniper Elite next-gen

Il nuovo capitolo della serie sarà ottimizzato per i formati next-gen. Girerà a 1080p sia su PS4 che su Xbox One e offrirà la tassellatura DirectX 11 su entrambi i formati, oltre che su PC naturalmente. Ma ci saranno anche le versioni old-gen, pur prive di tecnologie che incrementano il dettaglio poligonale. Rebellion parla di miglioramenti alla art pipeline e all'engine di rendering, così come di un nuovo sistema di illuminazione e di nuovi effetti FSFX.

Per quanto riguarda il PC, abbiamo specifiche hardware minime allineate a quelle di Sniper Elite V2, ma il nuovo gioco, secondo le promesse di Peyton, sarà comunque in grado di sfruttare la capacità di elaborazione supplementare dei PC più moderni qualora ovviamente si decida di settare il massimo dettaglio visivo.

La software house promette grandi cambiamenti anche al sistema di intelligenza artificiale, visto che il gioco riesce adesso a gestire fino a 30 personaggi contemporaneamente, contro gli 8 dei giochi precedenti. Questo è molto importante soprattutto all'interno della nuova strategia di riposizionamento. In Sniper Elite V2, quando il nemico individuava il giocatore partiva uno scontro a fuoco che inevitabilmente portava alla morte o del nemico stesso, e dei suoi alleati nelle vicinanze, o del giocatore. In Sniper Elite 3 le cose, invece, sono molto più dinamiche.

Quando si viene visti, infatti, si riceve una notifica visiva sull'HUD e, a quel punto, bisogna riposizionarsi. Ovvero allontanarsi dal cono visivo degli avversari. Se si riesce a farlo facendo perdere le tracce, allora sarà possibile riorganizzare una nuova tattica, ripartendo da condizioni favorevoli. Naturalmente, il nuovo "relocate system", così come lo chiama Rebellion, può essere proficuamente utilizzato all'interno di nuovi tipi di tattica, sfruttando il fatto che l'intelligenza artificiale è concentrata su una posizione che ormai abbiamo abbandonato.

I giocatori impersonano ancora Karl Fairburne, un agente segreto statunitense della Office of Strategic Services che si ritrova a combattere, tra il 1941 e il 1943, contro le forze dell'Asse, e quindi anche contro i soldati italiani stanziati da Benito Mussolini sul fronte africano. Si giocherà quasi sembre sul deserto, ma il team artistico di Rebellion ha voluto comunque conferire varietà al paesaggio, inserendo villaggi, colline, rovine e oasi. Si passa quindi dagli scenari angusti della Berlino del precedente episodio a distese che si perdono a vista d'occhio, il che ovviamente impatta fortemente anche sulle tattiche e sul gameplay.

Secondo Rebellion, abbiamo mappe di gioco fino a 3 volte più grandi rispetto a quelle del predecessore. Gli ampi spazi privi di complessi edifici rendono, inoltre, più facile essere scoperti, anche perché non è più possibile imboscarsi. Bisogna riposizionarsi più volte, "perché un cecchino fermo è un cecchino morto", dice Peyton.

Come al solito per la serie, infatti, Sniper Elite 3 si configura come un gioco tattico in terza persona con gameplay tarato verso un approccio stealth. Questo non impedisce al giocatore di prendere la mitragliatrice e sparare all'impazzata contro tutti: semplicemente non è l'approccio migliore e alla lunga è penalizzato dagli equilibri di gioco. Ci sono sempre pochi proiettili e bastano due o tre colpi per soccombere al nemico. Rispetto a un Call of Duty o a un Battlefield, Sniper Elite è molto più ragionato, con ritmi dell'azione ovviamente più lenti e realistici.

 
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