Recensione Wolfenstein The New Order: si torna agli albori degli fps

Recensione Wolfenstein The New Order: si torna agli albori degli fps

Con The New Order, la software house svedese MachineGames ha il non facile compito di riportare alla modernità Wolfenstein, e quindi da una parte mantenere il fascino dei videogiochi di una volta e dall'altra contestualizzarlo all'interno di una struttura che sia anche moderna e immersiva. Ha deciso di farlo esclusivamente in chiave single player, escludendo una modalità, quella multiplayer, che ha comunque fatto la storia del franchise.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Un arsenale militare da sparatutto anni '90

Il nuovo Wolfenstein è un gioco immediato e adrenalinico, come quelli di una volta. Senza troppi fronzoli, proprio perché Blazko ha a disposizione delle armi molto potenti con le quali può letteralmente fare a pezzi scenari di gioco e nazisti. Capiamo che il gioco è nettamente sopra le righe soprattutto quando il protagonista sradica una mitraglietta fissa e la porta allegramente in giro, scaricando centinaia di proiettili tutti in una volta sul corpo dei malcapitati soldati nazisti. Ma non manca neanche il dual wield, visto che il capitano dei marine può imbracciare due armi dello stesso tipo e sforacchiare tutto quello che gli si para dinnanzi.

Grande potenza di fuoco ma allo stesso tempo la possibilità di agire in maniera accorta, direi quasi da gioco stealth. Questo perché le meccaniche di firing sono ricostruite con cura certosina, e questo rende tutte le armi molto credibili, oltre che divertenti da padroneggiare. Vogliamo sparare all'impazzata? Potremo farlo. Vogliamo imbracciare due armi e sparare ovunque? Potremo farlo. Ma ovviamente questo comporta un consumo eccessivo di proiettili. Nei mondi di gioco di The New Order ci sono moltissimi proiettili, ma ne servono praticamente infiniti per annientare il nutrito numero di soldati nazisti che ci sbarrerà il cammino.

Impugnare due armi o sparare furiosamente, infatti, porterà Blazko a perdere il controllo sulle sue armi, con il risultato che non sarà così preciso come lo è quando impugna una sola arma o spara brevi raffiche di colpi. Questa differenza è subito percepibile in The New Oder e, anzi, sta proprio alla base delle meccaniche di gioco, offrendo al giocatore la possibilità di fare delle scelte su come affrontare gli assalti.

Ogni combattimento si può portare a termine, infatti, anche in chiave stealth. Basta rimanere silenziosi e piombare alle spalle dei nemici, per accoltellarli con il fedele coltello. Inoltre, il giocatore può procedere spedito verso il comandante del plotone, che di solito è meno armato e corazzato rispetto al resto del gruppo. Se si fa fuori il comandante, il plotone risulterà meno efficace e nessuno sarà in grado di far scattare l'allarme e mettere il resto dei compagni in stato d'allerta.

Le armi, inoltre, si evolvono in maniera considerevole durante la storia, perché acquisiscono una connotazione futuristica. Da tradizionali armi meccaniche, infatti, diventano armi al laser, fondamentali per abattere i nemici corazzati che si trovano nelle fila naziste, come i Panzerhund o i Supersoldaten. Le armi al laser non si ricaricano con le tradizionali munizioni, piuttosto tramite ricarica della batteria. Questo tipo di ricarica si può fare avvicinando l'arma ad appositi dispositivi collocati sui muri.

C'è poi il Tagliatore Laser, che permette di creare passaggi all'interno di pareti o di reti metalliche, ma questo tipo di arnese diventerà anch'esso un'arma con il proseguire del gioco. Come tutte le altre armi potrà essere potenziato, e avremo così la variante LaserKraftWerk. Quest'ultimo non solo servirà ancora per ricavarsi passaggi nelle pareti, ma funzionerà anche da potentissimo cannone laser. Il fucile di precisione, invece, si evolverà in un fucile laser, mentre potremo dotare la pistola di silenziatore per avere la meglio nelle azioni stealth e sparare senza farsi notare, oppure il fucile d'assalto di un pratico lanciagranate.

 
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