Wargame Red Dragon: da R.U.S.E. alla guerra vera

Wargame Red Dragon: da R.U.S.E. alla guerra vera

Wargame, giunto al terzo episodio, è uno strategico in tempo reale con componenti da gestionale particolarmente adatto ai veri fan del genere. Rigoroso, complesso da padroneggiare e potente, sfrutta la quarta versione del motore grafico Iriszoom, già visto in R.U.S.E., gioco dal quale Wargame mutua però più di un elemento.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

R.U.S.E.

Chi ha già giocato R.U.S.E. conosce gli elementi di base del gameplay di Wargame. Si tratta di una serie, di cui Red Dragon è il terzo episodio, che vanta una schiera di fan non indifferente, che segue l'evoluzione dello strategico nel corso degli anni e ha atteso con particolare attenzione questo nuovo episodio. Diciamo subito che non c'è uno stravolgimento totale rispetto al passato, con un rinnovato focus sulla parte dei combattimenti marittimi e un nuovo scenario politico alternativo, che come sempre rappresenta uno degli elementi di maggior fascino di questa produzione.

Come Total War, il gioco si divide in una componente politica, gestionale, e in una in cui prevalgono le strategie militari su mappe di gioco molto ampie. Ma Wargame, esattamente come R.U.S.E., dal quale si differenzia principalmente per la rinuncia alle carte inganno e per un approccio più realistico, non è dinamico come Total War anzi, proprio in considerazione della vastità delle mappe, risulta più importante proprio lo schieramento e il posizionamento delle unità che la parte di guerra vera e propria. Molto spesso sbagliare lo schieramento iniziale coincide con il fallimento della missione, proprio perché le mappe sono difficilmente percorribili a causa della loro ampiezza, il che produce delle problematiche anche sul funzionamento dei mezzi, per esempio in termini di consumo del carburante.

Wargame e R.U.S.E. sono basati sul motore Iriszoom allestito dalla software house francese Eugen Systems, che ha sede a Parigi e che è stata fondata dai fratelli Le Dressay, un architetto e un ingegnere del software. Già prima di R.U.S.E., i due avevano ottenuto successo con un'altra serie di strategici, Act of War. R.U.S.E., invece, non incontrò le attenzioni della massa dei giocatori, anche perché non immediatamente accessibile per via di una curva di apprendimento subito piuttosto ripida, al punto che Ubisoft decise di accantonarlo. Non è dello stesso avviso Focus Home Interactive, che invece cura con molta attenzione Wargame.

Eugen Systems rilascia un nuovo capitolo di Wargame per ogni anno, visto che la serie ha debuttato nel 2012 con European Escalation, per poi replicare l'anno successivo con AirLand Battle. European Escalation ha subito incontrato i favori del pubblico, al punto da ritagliarsi una nicchia di appassionati notevole, e ha cominciato a collezionare valutazioni decisamente positive da parte della critica del settore. Il suo approccio decisamente realistico porta i giocatori ad avere la sensazione di essere veramente dei generali militari, contestualizzati in uno scenario alternativo ma non per questo meno coinvolgente. Si ha la sensazione di interagire con alcuni di quei video militari reali che seguono l'azione dall'alto: penso ad esempio ai filmati trafugati da Wikileaks al Pentagono relativi al conflitto in Iraq.

È interessante anche il contesto alternativo rispetto ai reali fatti storici pensato dai due ragazzi francesi. Red Dragon è, infatti, ambientato tra gli anni 1975 e 1991 nell'Asia Centrale, e ipotizza un conflitto su larga scala tra le forze della Nato (Blufor) e quello che è conosciuto come il Patto di Varsavia (Redfor). La guerra si diffonde a macchia d'olio su tutto il pianeta e riguarda diversi scenari diversi, suddivisi tra quattro campagne di difficoltà crescente. Nel primo caso, dal punto di vista della Corea del Sud, che è ormai governata da una dittatura fortemente invisa dal governo della Corea del Nord, bisogna difendersi dai cugini, appoggiandosi anche al sostegno americano, visto che gli Usa arrivano presto sulla penisola coreana con le loro portaerei e i loro caccia, cercando di aiutare gli alleati della Corea del Sud nel tentativo di proteggere la città di Busan dall'assalto delle forze militari della Corea del Nord.

Nella seconda campagna si gioca dalla parte dei cinesi, e ci si difende da un'Unione Sovietica in salute come non mai. Mentre successivamente si prende il controllo dell'esercito britannico e, nell'ultima campagna, di quello della Corea del Nord. Una storia interessante per gli appassionati di politica che non disdegnano di leggere, ad esempio, i romanzi di Tom Clancy, che cala l'azione in un contesto che comunque, per quanto alternativo sia, ha un senso, rendendo tutte le possibili strategie militari ancora più credibili.

 
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