Murdered, un gioco dove un fantasma indaga sulla propria morte

Murdered, un gioco dove un fantasma indaga sulla propria morte

Abbiamo provato le versioni PC e PS4 della nuova avventura investigativa prodotta da Square Enix. Un gioco senza azione, molto originale e coinvolgente, anche se forse non così rifinito sul piano tecnico. Gli amanti di Walking Dead, di Heavy Rain e di Gone Home farebbero bene a leggere questo articolo.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Square Enix
 

Gone Home

Finalmente c'è la possibilità di entrare nella casa e di esaminare nel dettaglio i quattro piani che la compongono, ancora una volta alla ricerca di indizi. La casa si suddivide, come il resto del gioco peraltro, in due parti: quella reale e quella fantasma. E ci sono personaggi, con le proprie storie e i propri misteri, in entrambe le due dimensioni. Il giocatore, quindi, può procedere spedito nella sua indagine, o ascoltare tutto quello che hanno da dire i personaggi e aprire così delle indagini parallele, facoltative.

Ogni piano ha le sue abitazioni e le sue stanze, che raccontano molto dei personaggi che vi abitano. Ad esempio, in uno di questi appartamenti c'è una postazione gaming particolarmente elaborata, bottiglie di birra sparse a terra e il poster con un'avvenente ragazza appeso al muro. Il giocatore, senza poter interagire direttamente con nessuno di questi oggetti reali, può intuire che si tratta dell'abitazione di un ragazzo giovane single.

Ma la densità degli oggetti presenti nelle stanze è notevole in tutti i casi, e quindi consente al giocatore di esplorare con grande partecipazione e di fare supposizioni su tutto ciò che avviene o che è avvenuto nel palazzo. Ci sono anche alcuni personaggi con cui interagire: ad esempio, facendo spegnere la TV. La sensazione, però, è che tutto sia abbastanza statico, anche per il fatto di non poter interagire direttamente con questi personaggi e di non poterci parlare. Insomma, tutto è fermo intorno al giocatore, dandogli la sensazione che si tratti solo di pretesti per innescare delle superficiali interazioni.

Le meccaniche di esplorazione riportano alla mente il grande successo indie per PC Gone Home. Si esaminano i vari locali come in Gone Home, infatti, e ogni abitazione ha le proprie storie. Gli scenari sono pieni di oggetti che il giocatore può esaminare per farsi un'idea su cosa è successo, e che permettono di ricostruire la storia dei vari personaggi presenti nella struttura.

Prima o poi, però, il giocatore si imbatte nei demoni di cui aveva già appreso in precedenza. Si tratta di oscure figure che sono diventate potenti per aver mangiato altre anime e che non si possono affrontare direttamente. Bisogna, infatti, scappare e nascondersi. All'interno delle location di gioco adibite al combattimento ci sono degli squarci, all'interno dei quali il detective può nascondersi, facendo perdere le tracce al demone. Poi, dovrà coglierlo di sorpresa alle spalle per risucchiarlo e farlo scomparire definitivamente. Può anche seguire i movimenti dei demoni che si trovano al di là delle pareti abilitando l'apposito visore con il bumper destro del gamepad.

Gli indizi presenti nel palazzo spingono il giocatore a cercare di interpretare cosa stessero facendo i testimoni durante il crimine. Gli scenari sono letteralmente ricolmi di oggetti, per cui non è immediato individuare quelli che invece forniscono dei dettagli concreti su ciò che è successo. Interagendo con gli astanti, inoltre, si avvia una sorta di mini-gioco che, come prima nel caso della donna che parlava con il poliziotto, spingono il giocatore a indovinare i pensieri e a indirizzare le indagini verso una certa direzione.

Ronan raggiunge finalmente la stanza dove è avvenuto il suo stesso omicidio e trova il ricordo di una ragazza, Joy, con il quale può interagire. Deve scoprire perché il killer fosse nell'edificio. Se si sceglie la risposta giusta ecco che si viene ricompensati dalla sequenza di narrazione che spiega l'arcano. Ronan stava cercando di salvare Joy, mentre l'uomo incappucciato voleva invece afferrarla e presumibilmente ucciderla. Durante la colluttazione ha la meglio l'uomo incappucciato che scaraventa giù in strada il detective, ferendolo mortalmente. La ragazza, però, riesce a fuggire.

Non è tutto, perché Ronan deve adesso rintracciare la ragazza che è scappata via. Nella stanza attigua ci sono ancora dei poliziotti a lavoro: stanno esaminando delle fotografie. Ma Ronan non riesce a vedere quelle fotografie perché appartengono al mondo reale. Può, però, prendere il possesso del poliziotto e vedere attraverso il suo sguardo. La ragazza nella foto è insieme a un prete, spingendo Ronan a proseguire le sue indagini nella cattedrale del paese.

 
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