Sniper Elite 3: torna il simulatore di cecchinaggio

Sniper Elite 3: torna il simulatore di cecchinaggio

Rebellion sposta il suo cecchino Karl Fairburne dal contesto europeo e prettamente urbano del precedente capitolo al fronte africano di questo Sniper Elite 3. Grandi spazi aperti, sabbia e calura sono i protagonisti di quello che promette di diventare la simulazione di cecchinaggio più accurata.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Karl Fairburne sfida l’Asse tra le sabbie del deserto

Lo scenario africano della Seconda Guerra Mondiale resta un teatro poco esplorato e poco celebrato nell’immaginario collettivo e nell’industria dell’intrattenimento. Nonostante questo ‘essere snobbato’, il fronte africano ha regalato momenti bellici memorabili, una serie di variabili strategiche pressoché sterminata e tanti protagonisti memorabili (Balbo, Rommel, Montgomery, gli Afrikakorps, i Desert Rats…).

Rebellion ha quindi deciso di riportare in azione il ‘suo’ cecchino più celebre, Karl Fairburne, spostandolo di peso, dal contesto europeo e prettamente urbano visto nei primi due capitoli della saga, in questo prequel (Sniper Elite e V2, infatti, si svolgevano durante gli ultimi mesi di guerra) ambientato negli spazi aperti del nord Africa.

Fairburne – tiratore scelto degli OSS – arriverà in Africa poco dopo l’ingresso in guerra degli Usa e il suo compito sarà non tanto quello di ostacolare le manovre ‘generiche’ dell’Asse, quanto il tentare di bloccare il piano segreto di un comandante tedesco che parrebbe in grado di spostare gli equilibri del conflitto pesantemente a favore del Reich e dei suoi alleati.

Personalmente, ho molto amato Sniper Elite. Per quanto prodotto un po’ ‘grezzo’ e tutt’altro che ‘user friendly’, il primo capitolo della saga di Rebellion, ci metteva in mano un gioco innovativo, dotato di buone velleità simulative e in grado di narrare una storia tutt’altro che scontata. Sniper Elite V2, invece, risultava eccessivamente ‘punitivo’, vista la sua intelligenza artificiale tutt’altro che irreprensibile (bassissima sotto il fuoco e nei corpo a corpo, ma estremamente performante quando si trattava di individuare Fairburne).

La necessità, in questo terzo capitolo, è evidentemente quella di offrire nuovamente una bella storia, graziata da una buona varietà di situazioni belliche (giustamente impegnative e bisognose di pianificazione) e supportata da un’IA credibile.

 
^