Hands-on Metal Gear Solid 5: Kojima riscrive lo stealth, di nuovo

Hands-on Metal Gear Solid 5: Kojima riscrive lo stealth, di nuovo

Abbiamo completato Metal Gear Solid 5 Ground Zeroes, il prologo dell'esperienza principale di Mgs5 che verrà rilasciata più avanti nel corso dell'anno. Ecco il parere di un super-esperto della serie.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Impegno narrativo e culturale

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti erano due anarchici italiani che emigrarono negli Stati Uniti. Lí vissero e lavorarono fino al 23 agosto 1927, quando furono giustiziati dal Governo Americano.

Sacco e Vanzetti, furono arrestati per le loro attività sovversive, ma furono condannati alla sedia elettrica perché giudicati colpevoli di una rapina con duplice omicidio che non commisero mai.

Nel 1977, il Governatore del Massachussets - a 50 anni dalla loro morte - li scagionò completamente.

Sacco e Vanzetti furono delle cavie per una politica 'aggressiva e repressiva' che il Governo Usa pensava di poter applicare contro oppositori ed agitatori. Da subito, però, Sacco e Vanzetti divennero due simboli universalmente riconosciuti di opposizione alle politiche 'oscure' dei Governi e al militarismo degli Stati. In tutto il mondo si moltiplicarono le prese di posizione contro la pena di morte comminata ai due Italiani (a loro favore, paradossalmente, si mosse persino il Duce).

Ancora oggi, a torto o a ragione, Sacco e Vanzetti sono un simbolo spesso speso contro i militarismi, contro l'autoritarismo dello Stato e contro una certa ipocrisia gli Stati Uniti.

Uno dei tributi più famosi a Sacco e Vanzetti, è 'Here's to You', cantata da Joan Baez e musicata nientemeno che da Ennio Morricone.

'Here's to You' é la chiave di volta di Ground Zeroes. Durante l’impressionante introduzione al gioco, la canzone viene emblematicamente suonata dal walkman di Chico, un membro delle forze mercenarie di Big Boss (come visto in MGS: Peace Walker), ora prigioniero in una base segreta Usa (Camp Omega, una sorta di Guantanamo), dove, al riparo dai riflettori dell'opinione pubblica, tutto é concesso (naturalmente persino enormi ingerenze delle forze occulte che, dietro le quinte, muovono i destini del mondo).

Tutto questo è l’ennesima prova della cura, del citazionismo e della cultura di Hideo Kojima e del suo staff. MGS è sempre più una serie ’impegnata’, che cerca di veicolare messaggi che vanno oltre il videogioco e la – comunqe avvincente e coinvolgente – trama narrata. Le preoccupazioni sul riarmo, l’avversione per una guerra infinita, la lotta contro le ingiustizie perpetrate da chi – con soldi e potere – muove il mondo è ormai il vero fil-rouge del principale titolo delle Kojima Productions.

E in questo Ground Zeroes, prologo all’attesissimo Phantom Pain, basta questo evocativo brano per scatenare tutta una serie di emozioni e riflessioni, supportate dai due spettacolari filmati di introduzione e conclusione della missione principale.

Infatti, discostandosi da quella che sin qui è stata la tradizione di MGS, Kojima ha notevolmente snellito la componente narrativa di GZ, lasciando molto più spazio alle sessioni di gioco. Di fatto, come accennato, tra l’intro e il finale della missione principale (se si escludono brevissime cut scene quando si raggiungono gli obiettivi della missione e la possibilità di ascoltare alcune registrazioni) c’è spazio solo per l’attività ludica affidata all’utente. Persino il famigerato CODEC viene ascoltato in-game!

In termini di quantità, insomma, la narrazione e le riflessioni, in questo GZ, lasciano decisamente spazio alla giocabilità. Ma, come spiegato, questo non significa assolutamente che Kojima abbia rinunciato a coinvolgere ed emozionare con alta qualità: ’Here’s to you’ è una potente connessione con i messaggi valoriali che MGS continua a trasmettere, mentre i PNG che Big Boss andrà a incontrare a Camp Omega (oltre al sorprendente finale della missione principale), sono un prepotente richiamo alla complessa e pluridecennale trama di MGS (oltre che uno spettacolare trampolino di lancio per Phantom Pain) e non è un caso se, prima di cominciare GZ, sia del tutto consigliabile leggere il ’riassunto delle puntate precedenti’ offerto dal menu principale dello stesso gioco. GZ, infatti, è diretta prosecuzione di Peace Walker (uscito per PSP): ci consentirà di conoscera ancora più la figura di Big Boss, è ambientato nel 1975 e precede di 9 anni Phantom Pain.

 
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