The New Order, non si finisce mai di giocare a Wolfenstein

The New Order, non si finisce mai di giocare a Wolfenstein

Abbiamo giocato su PC i primi livelli di The New Order, il nuovo sparatutto con id Tech 5 che cerca di inserire i serrati ritmi di gioco di Wolfenstein all'interno di una cornice moderna che contempli anche una parte narrativa dotata di un suo preciso stile. Ecco le nostre prime impressioni.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Malato di mente

Mentre i soldati americani penetrano il castello di Deathshead, si trovano ad attraversare alcuni luoghi che evidenziano le atrocità che i nazisti stanno commettendo. The New Order, come dicevamo, non è solo un gioco "tamarro", perché in alcuni momenti è anche emotivo, e in altri fa riflettere sulla follia che sta alla base di un conflitto totale come la seconda guerra mondiale. E tutto questo non viene esplicitato solamente con le sequenze di narrazione, ma anche tramite i momenti di gioco effettivo.

Prima del conflitto finale con il generale nazista, infatti, il gruppo di Blakzo deve attraversare un inceneritore, una stanza che fa toccare con mano le atrocità che i nazisti hanno appena compiuto su dei corpi umani usati come cavie. Inoltre, a fine combattimento, Deathshead impone a Blazko di fare una scelta (momenti di questo tipo si troveranno anche in altre fasi del gioco): ovvero determinare quale fra i due suoi compagni, Fergus e Wyatt, debba essere sacrificato "per amore di scienza" (detto alla tedesca). Se il giocatore non fa la sua scelta in tempo si va al game over, quindi bisogna forzatamente assecondare l'assurda richiesta del cattivo.

Si, avete capito bene, il tentativo americano di catturare Deatshead non va a buon fine, e Blazko e i suoi compagni superstiti vengono catturati. Si risvegliano dopo qualche anno, in un manicomio. Blazko dà segni di forte instabilità e, al risveglio, si rende conto a stento di cosa succede intorno a lui. Vede le infermiere che lo curano, e ricorda con particolare affetto soprattutto una di loro, Anya. Vede i soldati nazisti che fanno improvvisamente irruzione. Vede la violenza.

Lo scenario del manicomio, con i suoi forti segni di effrazione e le strisce di sangue sulle pareti, oltre a essere sensibilmente diverso rispetto al castello di Deathshead, è molto suggestivo e accattivante. Dopo aver combattutto convulsamente con i soldati nazisti lunghi i corridoi dell'edificio, Blazko si catapulta fuori, dove viene attaccato da un mezzo blindato e da droni. Fortunatamente ha una Granata Tesla che mette fuori uso i mezzi meccanici e qualche proiettile residuo per far fuori le guardie naziste che hanno attaccato l'ospedale, proprio per catturare i soldati americani superstiti.

Blazko libera Anya, che nel frattempo era stata presa in ostaggio dai nazisti, e questa lo conduce a casa sua. Qui c'è un toccante incontro tra Anya e i suoi genitori, che evidenzia come The New Order, in tutto questo marasma generale, sia anche un prodotto narrativo di spessore, che intende riflettere sulla crudeltà del secondo conflitto mondiale. I genitori di Anya schiaffeggiano ingenuamente un soldato nazista che era rimasto intrappolato nella macchina usata da Blazko e da Anya per fuggire, evidenziando il dolore che i nazisti hanno arrecato alla gente pacifica.

Blazko si sveglia in un mondo completamente conquistato dai nazisti, i quali sono riusciti a invadere persino gli Stati Uniti grazie all'ausilio di una bomba atomica. I genitori di Anya gli raccontano tutto questo, facendogli un'altra sconvolgente rivelazione, siamo nel 1960. Blazko, quindi, è rimasto in stato catatonico per oltre 10 anni.

Subito dopo si assiste a una scena di tortura, in cui Blazko interroga il soldato nazista rimasto nell'auto, e che ricorda la celebre scena di tortura di Grand Theft Auto V. Qui, però, i toni sono più ironici e la tortura non realistica, anche se il nostro protagonista usa una pesante motosega. A proposito di stile narrativo, dobbiamo notare come The New Order, praticamente in ogni momento, ripercorra le orme di Bastardi senza Gloria di Quentin Tarantino, soprattutto per il tipo di ironia utilizzata e per il modo di vendicarsi dei soldati americani su quelli nazisti. Ad ogni modo, Tarantino non viene citato mai direttamente.

Dal soldato, Blazko apprende che la sua prossima mossa deve essere recarsi a Berlino. Cosa certamente non facile, perché i nazisti hanno disseminato dei posti di blocco tra la Polonia, dove abita Anya, e la Germania. Per continuare bisogna penetrare quindi il posto di blocco di Oderbrücke, ovviamente pieno zeppo di soldati. Tra sequenze stealth e momenti più adrenalinici, tra enormi robot con potenti armature e fasi a bordo della vecchia auto dei genitori di Anya, che seguono Blazko nella missione, il nostro protagonista finalmente riesce a superare il posto di blocco.

Nel livello successivo si trova in treno, vestito da cameriere e pronto a servire una bizzarra coppia, Frau Engel e Bubi. Ci troviamo nel vagone ristorante di un treno lanciato a velocità sostenuta, e i due nazisti sono accuratamente scortati da una squadra di soldati e da un mech. L'atmosfera sembra tranquilla, anche perché Blazkowicz non è dotato di armi. Ascolta il dialogo tra la Engel e il suo toy boy, che evidenzia la base ironica della storia di questo nuovo Wolfenstein. La Engel, poi, sottopone il protagonista a un test con le carte e, a seconda delle sue scelte, determina un profilo psicologico per Blazkowicz. Evidentemente si tratta di scelte che non stanno simpatiche, tanto che la donna punta una pistola contro il cameriere, per essere poi calmierata dal suo accompagnatore. Questa parte di gioco era stata mostrata nel precedente hands-on di The New Order, come i più attenti fra voi ricorderanno.

 
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