Recensione Thief: rubare per una buona causa

Recensione Thief: rubare per una buona causa

Ecco il nostro parere sull'atteso gioco di Eidos Montreal, che abbiamo provato sia su PC che su PS4. L'ottima grafica e la sontuosa ricostruzione dello scenario medievale sono solamente alcuni degli aspetti più apprezzabili del nuovo Thief.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Conosci i tuoi limiti

"Meno libertà per il giocatore rispetto al gioco originale". Dopo le prime ore di gioco a Thief ho pensato di inserire questo fra i "contro" della recensione, ma le cose non stanno così. Thief è come un imbuto: se nella prima parte è molto guidato, nella seconda lascia sempre più libertà al giocatore, che è chiamato a rinvenire anche piccoli oggetti in grossi ambienti di gioco, fino a diventare free roaming, con una componente di missioni facoltative realmente molto importante. Insomma, ripristina la complessità e il livello di sfida dell'originale Thief.

Ma allo stesso tempo lo migliora. Innanzitutto, è molto realistico, perché l'ambientazione medievale è stata ricostruita con grande attenzione per i particolari. Ciò è stato possibile anche grazie a una tecnologia grafica che è in grado di gestire tantissimi oggetti in ciascuno degli ambienti di gioco, oggetti peraltro con cui il giocatore è in grado di interagire. Tutto questo rende alcune parti di Thief realmente molto suggestive, con il giocatore che può godere dello scenario medievale fino in profondità.

Certo, come vedremo nel corso della recensione, Thief ha anche dei difetti. Le location di gioco non sono mai molto ampie, e questo comporta delle limitazioni anche sul piano del gameplay. L'intelligenza artificiale non sembra essere migliorata di molto rispetto a Deus Ex Human Revolution, gioco dal quale Thief mutua la gran parte della tecnologia. Infine, c'è un limite in termini di longevità della missione principale, ben più corta rispetto a quella di Human Revolution.

Thief è una modernizzazione del classico action/stealth uscito nel 1998. È più dark e più cinematografico, e inoltre offre un tipo di azione più rapida e spettacolare. Ma non perde alcuni degli elementi fondanti di quel grande capolavoro del passato, principalmente in fatto di sfida e di precisione richiesta al giocatore per non farsi scoprire dalle guardie. Thief è rimasto nella storia per lo straordinario tipo di interazione con gli scenari, e questo reboot punta a portare quel livello di interazione a un nuovo livello. Sgattaiolare fra le guardie non vuol dire, dunque, solamente stare all'ombra, ma anche capire come sfruttare a proprio vantaggio i tantissimi oggetti che si trovano negli scenari.

Abbiamo un Garrett più maturo e con uno spessore psicologico maggiore rispetto alla versione originale. È una sorta di ladro gentiluomo: non riesce a mettere freno alla sua cleptomania, ma non uccide nessuno a meno di non essere espressamente costretto a farlo. I temi della non violenza, del "rubare ai ricchi per donare ai poveri", e dell'agire al buio, come un cavaliere oscuro, sono cruciali, sia in termini di narrazione che di gameplay. Anzi la narrazione si fonde perfettamente, da questo punto di vista, a quelle che sono le meccaniche di gioco.

Oltre Garrett, protagonista del nuovo Thief è anche la Città, governata dal Barone Northcrest. Quest'ultimo dispone di un'Arma personale, un esercito che pattuglia costantemente le vie della Città. Ma il suo potere non è incontrastato, visto che delle losche figure operano alle sue spalle, gestendo ormai dei poteri alternativi a quello istituzionale. Il Generale Cacciatore e la guida spirituale Orion, nella fattispecie, hanno grandi ambizioni, riuscendo in vari modi a catturare la benevolenza dei cittadini e a usarla per raggiungere i propri fini personali. La storia di Thief ha una base politica interessante, che si esplicita proprio in questi giochi di potere.

Il Ladro Supremo, potremmo dire, è la mano nera di questi poteri alternativi, che beneficiano delle sue azioni per scardinare il potere costituito. Così Garrett diventa l'ago della bilancia, incidendo trasversalmente sulle vicende e diventando un'ossessione, non sempre in senso positivo, per la gente che vive nella Città. La storia del nuovo Thief, che presenta alcuni punti di contatto con quella di Human Revolution, non è banale e non è per niente scontata.

Nel prologo Garrett si ricongiunge con Erin, la quale, a differenza del protagonista, è istintiva, visto che non si fa pregare per uccidere. Erin è sulle tracce della Pietra Primeva, un oggetto magico che potrebbe risolvere il problema del morbo, la malattia che si sta diffondendo a macchia d'olio per la Città e che mette in agitazione la gente. Proprio l'impulsività di Erin la fa cadere in un brutto pasticcio, fino a interferire con un rituale magico, organizzato dal Barone, che farà sì che una scaglia della Pietra Primeva si introduca dentro Erin.

Dopo l'incidente Garrett crede che Erin sia morta, ma le cose non stanno così. La missione principale prevede il ritrovamento di Erin, con Garrett che sarà ago della bilancia tra gli equilibri di potere di cui prima parlavamo. Il tutto ambientato in una Città che miscela elementi medievali ad elementi dell'epoca vittoriana, non lesinando escursioni in epoche anche successive, visto che è già presente l'energia elettrica. Esplorare le tante piccole viuzze della Città è un'esperienza coinvolgente, proprio perché la sensazione di essere nel Medioevo, con i suoi strani personaggi e i luoghi dimessi, è incredibilmente viva.

 
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