Recensione Thief: rubare per una buona causa

Recensione Thief: rubare per una buona causa

Ecco il nostro parere sull'atteso gioco di Eidos Montreal, che abbiamo provato sia su PC che su PS4. L'ottima grafica e la sontuosa ricostruzione dello scenario medievale sono solamente alcuni degli aspetti più apprezzabili del nuovo Thief.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Per essere solo devi avere qualcosa da perdere

Molto spesso coniugare buone meccaniche di interazione e scenari di gioco ben costruiti si traduce in ottimi giochi. Sono gli elementi meglio riusciti di Thief, visto che il giocatore è sempre in grado di interagire con molti oggetti e che può muoversi liberamente all'interno degli scenari di gioco. I quali, a loro volta, sono molto realistici e suggestivi, anche grazie all'artisticità messa in campo da Eidos Montreal e alla storia che hanno preparato, quasi sempre apprezzabile, oltre che non scontata.

I fan dell'originale Thief si aspettano soprattutto che il gioco sia gratificante e che offra un livello di sfida sostenuto, senza le semplificazioni a cui andiamo incontro fin troppo frequentemente con i giochi di oggi. Mi sento di poter rassicurare tutti da questo punto di vista, perché il livello di difficoltà di Thief è configurabile liberamente, e senza notifiche tutto diventa incredibilmente complicato, costringendo il giocatore a esplorare gli ambienti con grande precisione.

Ci sono alcuni scenari molto complessi, come la parte sotterranea che porta il giocatore ad indagare lungo budelli costruiti all'interno della roccia, o la clinica psichiatrica, in cui bisogna esaminare decine di celle per ritrovare ciò che serve. Alcune magioni sono composte da tanti locali, ora sorvegliati da guardie o da altri personaggi inoffensivi (ma che possono attirare le attenzioni delle guardie), ora liberi e facilmente percorribili.

Detto questo, si possono sempre attivare Concentrazione e le altre notifiche, ottenendo un'esperienza di gioco molto più fluida. In queste condizioni, anche il giocatore meno esperto è in grado di procedere nelle varie missioni, il tutto senza frustrazione. Chi vuole arrivare subito al termine della storia principale, quindi, può farlo, visto che con questi aiuti non è richiesta una padronanza particolarmente spiccata delle meccaniche di movimento e delle tattiche sostenibili. Certo, in ogni caso in Thief è facile morire, direi quasi come nel gioco originale, oppure imbattersi in macchinari che richiedono ragionamento per essere attivati o sbloccati.

C'è poi tutta la parte delle missioni facoltative, assegnate da Basso e disponibili a decine. Il giocatore deve perlustrare la Città per intrufolarsi nei vari edifici che custodiscono la refurtiva. La Città non è facilmente interpretabile, visto che è strutturata su piani posti ad altezze differenti e che per spostarsi bisogna utilizzare gli strumenti che il ladro ha a disposizione. Non ci sono aiuti in queste condizioni: solo esaminando bene ogni pietra delle mura della Città si possono scoprire tutti i segreti.

I due difetti di Thief a livello tecnico riguardano le dimensioni delle location di gioco e l'intelligenza artificiale, difetti che non sono stati risolti da Deus Ex Human Revolution, l'altro gioco di Eidos Montreal costruito su questa tecnologia. Purtroppo il primo problema influisce anche sulle meccaniche di gioco: alcuni edifici sarebbero potuti essere ancora più complessi, con un numero maggiore di locali da esplorare; mentre le fughe potevano essere più articolate. Sono, invece, piuttosto brevi e costruite su percorsi pre-determinati. Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, in alcuni casi le guardie non sono così scaltre come sarebbe stato auspicabile e, come abbiamo visto nel corso dell'articolo, il giocatore può sfruttare questi loro limiti per organizzare le sue tattiche.

Ma il difetto principale di Thief riguarda la brevità della storia principale. Se il giocatore abilita Concentrazione e le notifiche può essere in grado di completare la main quest, che è suddivisa in 8 capitoli, in circa 10 ore. Si tratta di una longevità per la storia principale più o meno ridotta rispetto a quella di Human Revolution. Giocando Thief, inoltre, si ha la sensazione che gli autori avrebbero potuto spingersi oltre nel raccontare le vicende di Garrett, Erin, del Barone e del Generale Cacciatore. Si poteva prestare più attenzione ai tumulti all'interno della Città, inserire qualche dettaglio in più sulla politica o sulla psicologia della stessa Erin.

Invece, dal punto di vista narrativo, si nota una certa frettolosità e semplificazione. Questo probabilmente dipende dal fatto che costruire delle sequenze cinematografiche realmente artistiche ha costi di produzione elevati, mentre limiti tecnologici potrebbero aver parimenti influito. La Città non è così grande, e si nota una certa difficoltà da parte degli autori a ricostruire scenari con tanti personaggi vivi, che avrebbero potuto "recitare" in proteste di massa o in tafferugli con le forze dell'ordine. Anche le sequenze cinematografiche palesano dei limiti, con i volti dei personaggi protagonisti sin troppo stilizzati e poco espressivi. Non abbiamo riscontrato un'anima artistica ben definita nella componente cinematografica, che è fin troppo frammentaria, con uno stile visivo diverso per le varie parti del gioco. Non per questo, però, la storia di Thief è banale, anzi è da seguire fino all'ultimo secondo. Inoltre, la sceneggiatura è accattivante, anche perché costellata di frasi a effetto che alimentano il carisma di Garrett.

Detto questo, la longevità non può essere un problema per Thief. Perché affrontare le missioni facoltative vuol dire aumentare la lunghezza del gioco del doppio o, addirittura, del triplo, mentre la Modalità Sfida piacerà ai fan storici di Thief, anche perché il livello di difficoltà è configurabile anche in quel caso. Certo, le missioni della campagna principale sono strutturate meglio rispetto a quelle facoltative, e localizzate in scenari di gioco maggiormente suggestivi.

A questo punto, mi sembra che tutto sia chiaro: non vedo motivi concreti per considerare Thief un fallimento agli occhi dei giocatori di vecchia data, quelli che amano la sfida e si aspettano soprattutto gratificazione da un gioco del genere. Eidos Montreal ha, infatti, messo tutti gli strumenti per adeguare l'esperienza di gioco alle esigenze di ognuno, creando oltretutto un mondo di gioco realistico con scenari godibili e suggestivi.

E bisogna poi sottolineare come Thief sia sempre coinvolgente pur rinunciando a un sistema di combattimento, il che è più unico che raro nel mondo dei videogiochi di oggi. Insomma, il fascino dei giochi di una volta nel nuovo Thief c'è tutto.

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38 Commenti
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Max_R24 Febbraio 2014, 15:12 #2
Originariamente inviato da: PaulGuru

Evabbè, arriverà.
Abbiamo un Garrett più maturo e con uno spessore psicologico maggiore rispetto alla versione originale. È una sorta di ladro gentiluomo: non riesce a mettere freno alla sua cleptomania, ma non uccide nessuno a meno di non essere espressamente costretto a farlo.

si vabbè..
nicacin24 Febbraio 2014, 15:15 #3
"l'ambientazione medievale è stata ricostruita con grande attenzione per i particolari"

Letto dopo poche righe della recensione. Mi sono rifiutato di continuare la lettura.

PaulGuru24 Febbraio 2014, 15:25 #4
Ragazzi non ho capito ma a voi come sembra ?
Vale la pena ?
gd350turbo24 Febbraio 2014, 15:56 #5
Originariamente inviato da: PaulGuru
Ragazzi non ho capito ma a voi come sembra ?
Vale la pena ?


Dal lato del gameplay: Questione di gusti, a me non piace !
Dal lato tecnico: Usa Unreal Engine 3, quindi niente di nuovo sotto il sole, non esce con mantle come era stat annunciato, ma era facilmente immaginabile !
PaulGuru24 Febbraio 2014, 15:58 #6
Originariamente inviato da: gd350turbo
Dal lato del gameplay: Questione di gusti, a me non piace !
Dal lato tecnico: Usa Unreal Engine 3, quindi niente di nuovo sotto il sole, non esce con mantle come era stat annunciato, ma era facilmente immaginabile !

Perchè non ti piace ? Cosa avrebbe di negativo il gameplay ? Io non ho mai giocato la primo Thief.
jotaro7524 Febbraio 2014, 16:00 #7
Abbiamo un Garrett più maturo e con uno spessore psicologico maggiore rispetto alla versione originale. È una sorta di ladro gentiluomo: non riesce a mettere freno alla sua cleptomania, ma non uccide nessuno a meno di non essere espressamente costretto a farlo.


ma perchè devono sempre fare ste cose(anche in altri mezzi comunicativi come film/fumetti/cartoni ecc...)

perchè si deve sempre fare in modo che il personaggio principale diventi buono che più buono non si può, con questo pseudo-comportamento accettabile dalla società???

viva Diabolik!!!che nasce come personaggio nero...e tale rimane...non dico uccisioni inutili, ma se necessarie allo scopo allora non si fa problemi....

anzi...secondo me quello che dice l'autore denota uno spessore psicologico minore....

uffa...ste cose mi fan passare la voglia di prenderli...
Jon Irenicus24 Febbraio 2014, 16:00 #8
Originariamente inviato da: Max_R
si vabbè..
Anche sul è più Dark, se lo intendiamo prettamente da un punto di vista cromatico, avrei da ridire:
http://i.imgur.com/jUpFG.jpg
echos2024 Febbraio 2014, 16:05 #9
Originariamente inviato da: Jon Irenicus
Anche sul è più Dark, se lo intendiamo prettamente da un punto di vista cromatico, avrei da ridire:
http://i.imgur.com/jUpFG.jpg


Non si vede niente! Questo si che è dark!
Max_R24 Febbraio 2014, 16:05 #10
Vero, però leggere "più maturo" conoscendo i cambiamenti di Garrett dal primo al secondo capitolo..

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