Battlefield 4 Second Assault: un secondo omaggio ai veterani

Battlefield 4 Second Assault: un secondo omaggio ai veterani

Battlefield 4 Second Assault contiene quattro celebri mappe tratte da Battlefield 3: Operation Metro, Confine sul Caspio, Golfo di Oman e Operazione Firestorm - ridisegnate con la grafica di Frostbite 3 e la giocabilità di Battlefield 4.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Introduzione

Ad essere sinceri, sono stato colpito da gelosia cronica per la scelta di pubblicare il DLC Second Assault prima su Xbox One che su PC, soprattutto alla luce del ritardo che l’espansione ha subito – parliamo di quasi 2 mesi. Reputo cosa buona e giusta concentrarsi prima sui bug, ma sono anche consapevole che la software house DICE conta al suo attivo centinaia di programmatori. Fare due Team, uno per il “bug-solving” ed un altro per la pubblicazione delle espansioni, sarebbe stato così difficile?

Ad ogni modo, parlo del passato, e del passato poco ci importerebbe, se Second Assault non fosse proprio un espansione mirata alle vecchie glorie di un tempo. Il nuovo DLC ci fornisce 4 “nuove” mappe, 5 “nuove” armi, nuovi eventi e soprattutto 2 “nuovi” veicoli (e credo di aver esagerato con le “virgolette”. Brutta malattia, ve l’assicuro) con cui confrontarci.

Le mappe in questione sono Caspian Border, Operation Metrò, Gulf of Oman e Operation Firestorm. Prima che vi lamentiate sul “Perché diamine hanno riportato sulla scena Metrò, io volevo Wake Island!”, lasciate che vi risponda in anticipo: queste mappe sono state selezionate dalla community di Battlefield e non dai programmatori (credo che la community abbia preso un bel granchio, ma tant’è).

Prima di introdurre i singoli aspetti dell’espansione, vorrei concentrarmi sulla qualità tecnica della stessa. A livello visivo, si nota subito un netto miglioramento rispetto al passato. Non solo gli effetti visivi sono utilizzati con più parsimonia (Quel blu oceano in Operation Metrò è finalmente sparito), ma tendono ad essere più convincenti, soprattutto se si gioca a dettagli alti. A dettagli bassi il gioco ci riserba qualche sorpresa, come mucchi di spazzatura malamente renderizzati, anche a pochi passi di distanza, e piccole sbavature. Ma pur volendo tenere in altissimo conto i lati negativi, non si può rimanere scontenti dell’impatto visivo.

Quello che lascia un po’ a desiderare è l’ottimizzazione, non sempre perfetta. Nel mio caso, sono passato da 100 FPS “rock solid” sulle mappe vanilla (da me bloccati a 100 FPS), a costanti e fastidiosi cali di frame su tutte e quattro le mappe dell’espansione. Questo è un dato abbastanza sconfortante, visti i miglioramenti ottenuti nei mesi scorsi sotto il profilo delle performance. Probabilmente dovremmo attendere un paio di Patch prima di poter godere della stessa stabilità ottenuta nel gioco base. Devo comunque sottolineare che questi cali di performance non sono riscontrabili in tutte le configurazioni. Si tratta di fortuna e, quasi sicuramente, di potenza di calcolo (nonché, i veterani lo sanno bene, Gulf of Oman non è mai stata parsimoniosa di risorse).

 
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