Come internet ha 'rovinato' la storia di The Wolf Among Us [SPOILER]

Come internet ha 'rovinato' la storia di The Wolf Among Us [SPOILER]

Anche se non confermato in via ufficiale, sembra che il secondo episodio sia stato rifatto da Telltale perché i fan avevano intuito, nel primo episodio, tutta la storia e scoperto il vero assassino. Ecco come stanno le cose.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
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Cambio di storia

QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU ENTRAMBI GLI EPISODI USCITI FINORA DELLA SERIE “THE WOLF AMONG US”.

E' possibile che internet abbia “rovinato” la storia di The Wolf Among Us? La saga targata Telltale Games, basata sull'immaginario del fumetto “Fables” ha avuto un inizio spettacolare nell'ottobre 2013, grazie ad un primo episodio scritto in maniera superba, corredato da un art design azzeccatissimo e con l'ormai consolidata capacità di Telltale di immergere il giocatore in una storia ricca di personaggi e scelte a forte impatto emozionale. Il secondo episodio, uscito lo scorso 5 febbraio, è senza mezzi termini un inaspettato fiasco.

The Wolf Among Us

Longevità ridotta all'osso (circa un'ora in totale, grosso modo la metà del precedente capitolo), bivi narrativi quasi inesistenti, conseguenze di quanto accaduto in precedenza del tutto ignorate e soprattutto una serie di scelte a livello di storia che definire zoppicanti sarebbe un eufemismo. Aggiungiamoci che tra il rilascio dei due episodi, anziché circa un mese come inizialmente annunciato, di mesi ce ne sono stati più di tre per non meglio precisati “imprevisti”. Se si trattasse di un qualunque altro gioco, non avrei dubbi a parlare di un titolo rilasciato troppo presto.

Ma c'è di più. Poco dopo l'uscita del primo capitolo, sui forum di Telltale qualche utente aveva proposto una teoria per rispondere alla domanda che fa da sfondo all'intera serie: chi è l'assassino, che già nel primo capitolo agisce uccidendo Faith e Biancaneve? La teoria proposta era ed è tuttora solo quello, una teoria (per evitare di influenzare i giocatori la spieghiamo a parte nella prossima pagina), ma è talmente convincente che quasi nessuno, dopo averla letta, sembra metterla in dubbio. Non è solo supportata da parecchi, solidi indizi, ma è anche elegante e molto nello stile di quella Telltale che ci ha regalato il finale della prima stagione di The Walking Dead. Insomma, a pochi giorni dalla release delle avventure di Bigby, sembrava che internet avesse fatto il colpaccio: collegare i puntini e risolvere un mistero che, però, avrebbe in teoria dovuto reggere per altri quattro episodi.

Ed ecco il problema. E' possibile che i giocatori abbiano davvero capito tutto fin dal primo episodio, e che Telltale abbia deciso di correre ai ripari mandando al macero il prodotto originale per non bruciarsi storia e colpo di scena?

Giocando a questo secondo capitolo, il dubbio si fa molto concreto, specialmente considerando che ci sono enormi differenze tra il gioco e il trailer uscito a ottobre insieme al primo episodio.

Da un lato è difficile pensare che gli sviluppatori abbiano messo da parte quello che comunque è sicuramente stato un investimento di tempo e risorse sostanzioso, investendo di nuovo per sfornare un prodotto diverso, solo perché qualcuno su un forum ha azzeccato l'azzeccabile. Dopotutto, solo una ristrettissima minoranza di giocatori di The Wolf Among Us leggerà la teoria emersa dagli utenti.

Eppure restano i fatti: il secondo episodio è uscito con oltre due mesi di ritardo rispetto al previsto (parliamo di un gioco che viene distribuito episodicamente, ma che si suppone sia già quasi interamente realizzato prima della messa in vendita). La qualità generale è visibilmente e drasticamente calata rispetto al precedente capitolo: le possibilità di scelta sono poche e quasi tutte superflue, non ci sono veri e propri bivi narrativi laddove nel primo episodio si poteva accedere a intere aree di gioco diverse in base alle proprie decisioni; gli eventi passati non vengono considerati quasi per nulla, anzi alcuni personaggi sembrano essere stati misteriosamente dimenticati.

Soprattutto, c'è una brusca sterzata nello storytelling. The Wolf Among Us aveva preso il via come una gretta e feroce storia di dolore e perdita. Noi e Bigby, il nostro antieroe, venivamo messi a contatto con due personaggi femminili gradevoli e affascinanti, per poi vederceli brutalmente portare via da un killer spietato e inarrestabile. L'inizio del primo episodio, con la morte di Faith, era uno schiaffo che significava: favole o non favole, questo è un noir in piena regola, con la bella ragazza uccisa da un sadico. Il finale dell'episodio, con la morte di Snow, era direttamente un pugno nello stomaco con un significato ancora più importante: in questa storia nessun personaggio è al sicuro, e la caccia di Bigby al killer ora è una cosa personale.

L'episodio due prende queste premesse e le frantuma senza alcuna spiegazione logica. Biancaneve -sorpresa! -si scopre essere viva nei primi cinque minuti di gioco. E basterebbe questo a seppellire per sempre la storia: addio coinvolgimento. Il cadavere non è più dell'amica per cui Bigby prova un evidente (ma inconfessato) amore, ma della signorina Sticazzi mai vista e solo vagamente sentita prima.

All'insulto si aggiunge la beffa perché il gioco vorrebbe farci credere che sì, Biancaneve è viva, ma è pur sempre in pericolo perché l'assassino ha una fissazione su di lei. Peccato che le emozioni non abbiano un interruttore per essere accese e spente a piacimento: dopo averle sbriciolate con la bufala della morte apparente, risolta poi in cinque minuti, non si può tornare a battere quella strada come se niente fosse. (Aggiungo a margine che per chi conosce l'opera originale, era molto prevedibile che Biancaneve sarebbe rispuntata in un modo o nell'altro; ma mai mi sarei aspettato di vederla reinserita sgraziatamente a spese di un climax perfettamente costruito).

La storia di Faith viene presa e messa in congelatore. Sicuramente solo pro tempore, ma il problema è che così facendo si spezza nuovamente l'impatto narrativo di tutta la trama. Eravamo partiti cercando l'assassino di quella giovane prostituta che avevamo salvato da un cliente manesco e che ci aveva graziati di uno sguardo gentile e qualche frasetta beffarda. Un personaggio semplice ma umano. Non una vittima innocente, ma due volte una vittima: delle circostanze e dell'assassino. Insomma, pur conoscendola appena, la spinta a cercare giustizia per lei era perfettamente inserita nella storia.

Ora la storia si snoda in modo sgraziato in trame evidentemente secondarie che sembrano lì solo per distrarci dal vero nocciolo, come per dire “ehi, dimenticatevi del vero killer, ci torneremo più avanti”. Forse proprio perché quella parte della trama è in via di revisione, chissà. Se davvero è andata così, però, forse sarebbe stato meglio rassegnarsi a raccontare una storia già capita dai giocatori più attenti ma mantenendo comunque alto il livello di qualità.

 
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