Thief hands-on: per hardcore gamer, e non solo (anche in video)

Thief hands-on: per hardcore gamer, e non solo (anche in video)

Abbiamo provato esaurientemente su PS4 la prima parte di Thief, il nuovo action/stealth di Eidos Montreal costruito con la stessa tecnologia che abbiamo visto in Deus Ex Human Revolution. Si tratta di una semplificazione rispetto alle meccaniche storiche della serie o il nuovo Thief è un titolo adatto anche agli hardcore gamer?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Non uccido senza un buon motivo...

Eidos Montreal ha deciso di preservare innanzitutto la spettacolarità e la profondità della trama, l'attenzione alla qualità, l'impostazione da gioco single player, il fascino e l'universo originale. Cambia, invece, lo stile, adesso più maturo e oscuro, insieme ad alcune delle meccaniche di base e allo stesso genere di appartenenza. Come abbiamo visto prima, infatti, c'è più azione rispetto ad uno stealth puro, e le situazioni di gioco sono sensibilmente più veloci rispetto al Thief classico, anche nei momenti stealth. La quantità delle armi e degli strumenti a disposizione, così come la possibilità di potenziare il Master Thief, rappresentano altri elementi di rottura rispetto alla tradizione.

Thief è ambientato su una grossa mappa di gioco con sette quartieri principali: Dayport, Il quartiere antico, la cattedrale, i moli, Auldale, Stonemarket e Quartiere Sud. Gli ultimi due sono degli "hub", ovvero in queste zone si trovano le missioni facoltative e i vendor, che permettono di comprare frecce e risorse curative, mentre le missioni principali dove la storia va avanti si trovano negli altri quartieri elencati. Se in occasione della precedente build avevamo avuto modo di sperimentare le nuove meccaniche di gioco a Stonemarket, adesso è stato possibile giocare Thief fin dall'inizio, il che consente di avere un'idea chiara sul tipo di progressione che attende i giocatori oltre che sui nuovi equilibri di gioco.

Thief è ancora una volta ambientato nella Città, che mischia arte vittoriana ad elementi steampunk. Un'epidemia si è diffusa per la città e questo ha portato al malcontento della gente e alla conseguente ribellione. La Golden Age è terminata, mentre nella città si nota una crescente presenza militare. Questi elementi rendono la Città molto diversa rispetto alla tradizione della serie. Il giocatore deve muoversi per le strade sempre con grande circospezione, mentre ha a che fare con ambienti di gioco finemente dettagliati e realistici. L'ambientazione medievale resta sempre al cuore dell'esperienza di gioco.

Un signorotto locale, conosciuto come il Barone, fatica a tenere a bada la popolazione, frustrata dall'epidemia e falcidiata da quest'ultima. Per questo ha organizzato un esercito personale, conosciuto come Arma, che pattuglia costantemente le strade e limita la libertà personale della gente, che è quindi costretta a rimanere chiusa in casa.

C'è, inoltre, un maggiore spessore psicologico per Garrett. Orfano, e abitante di una strana città con architettura in stile vittoriano ed elementi medievali e steampunk mischiati insieme, Garrett viene assoldato da giovane dai Guardiani. Come impariamo dalla tradizione della serie, è ancora un accolito quando lascia i Guardiani e decide di agire da solo. Garrett ha un'etica rispetto agli altri ladri: ruba ai ricchi per donare a sé stesso, ma non uccide nessuno, a meno che non sia strettamente necessario.

L'enfasi della trama del nuovo Thief è proprio basata su questo aspetto. La prima parte di gioco, dalla durata di circa mezz'ora, verte sul rapporto con Erin, un'altra vecchia conoscenza dei primi tre capitoli della serie. Tanto avventata e imprudente lei, quando accorto e puntigliosamente attento lui. Mentre Erin non si fa scrupoli a fare uso delle armi e a uccidere le guardie, il Master Thief ammonisce continuamente la sua compagna. Ma non farà in tempo ed Erin (non voglio "spoilerare" troppo) sarà vittima di un'iniziazione magica. Lo scopo principale di Garrett sarà quindi quello di capire di più su questa magia e di liberare dall'incantesimo la compagna d'avventure.

Nella tradizione Thief, la magia occupa un posto rilevante e, nei giochi precedenti, un tipo di avversario erano proprio i maghi. Potevano affinare le loro arti in Fuoco e Acqua ed erano in grado di lanciare proiettili magici, ovvero le sfere di fuoco e di acqua. Se la magia occupa un ruolo rilevante anche nella storia del nuovo Thief, allo stato attuale delle cose non possiamo dire se nel corso dell'avventura si incontreranno avversari simili e, quindi, se la magia avrà un ruolo anche in termini di gameplay.

Altra questione è poi quella relativa all'occhio destro di Garrett. Chi ben ricorderà il primo capitolo uscito nel 1998, avrà ancora in mente quell'episodio in cui il dio Pagano Trickster cavava l'occhio destro di Garrett nell'appartamento di Constantine. Nel corso dei vari episodi della serie questo fatto è stato sfruttato in diversi modi e sia a livello di trama che come meccaniche di gameplay. In The Metal Age l'occhio viene utilizzato attraverso i globi di esplorazione, che permettevano di avere un'idea chiara su ciò che stava succedendo intorno al personaggio protagonista. In Deadly Shadows, invece, consentiva di abilitare una sorta di visione notturna. Nel reboot di quest'anno, invece, l'occhio destro di Garrett, sul quale viene data molta enfasi anche a livello visivo dato che è ben evidente nella stessa copertina del gioco, sta alla base del funzionamento della modalità Concentrazione.

 
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