The Banner Saga: un elegante viaggio in un mondo disegnato a mano

The Banner Saga: un elegante viaggio in un mondo disegnato a mano

Dopo The Old Republic, un trio di sviluppatori Bioware decide per un salto nel vuoto, affacciandosi su Kickstarter per raccontare una storia di ambientazione Vichinga - senza corna sugli elmetti - con un approccio maturo ed un combattimento tattico a turni a far da collante. Sarà valsa la pena di intraprendere questo viaggio?

di Simone Petracchiola pubblicato il nel canale Videogames
 

Promessa di un Viaggio

Scrivere una recensione può essere complicato per parecchie ragioni. Magari capita un buon gioco di un genere che non ci è particolarmente gradito e bisogna essere in grado di lasciare da parte i nostri gusti personali per poter rendere il giusto merito alla qualità del prodotto. Oppure il contrario - un gioco lontano dall'eccellenza, ma cui per qualche motivo siamo affezionati o attratti.

Poi c'è il caso più difficile: quello in cui avresti voglia di scrivere semplicemente "andate e giocatelo, tutti" facendo finta che di difetti e problemi non ce ne sia traccia alcuna e partecipare sia quasi obbligato. Quando succede bisogna stare attenti a non farsi trascinare dall'entusiasmo, anche se di motivi ce ne sarebbero in quantità. Per il sottoscritto, il titolo in questione rientra in quest'ultima categoria.

Andiamo con ordine: The Banner Saga è uno di quei giochi arrivati sui nostri schermi grazie ad una campagna tramite Kickstarter, aperta nel mese di Marzo 2012 - poco dopo il clamoroso successo di Tim Schafer sulla piattaforma che ha aperto le porte del gaming al crowdfunding, con tutto quel che ne consegue. Proposto da un trio proveniente dalla BioWare, si è presentato subito con uno stile artistico delizioso ed una corposa dose di ambizioni, come il volersi staccare da alcuni cliché narrativi tipici del videogioco per raccontare una storia più matura in grado di non essere scontata nelle sue evoluzioni, oppure - e questa è una promessa che viene fatta e disattesa troppo spesso - il dare reale risalto alle scelte che faremo durante il viaggio. Il tutto tenuto insieme da un sistema di combattimento tattico a turni vario ed interessante.

Le premesse erano a dir poco intriganti, ed hanno spronato il finanziamento a concludersi con ampio successo, arrivando ad un totale di 723,886 dollari grazie al contributo di 20,042 utenti. Non si può certo parlare di un budget fantascientifico - anzi, è una cifra bassa per lo sviluppo di un gioco che si pone determinati obiettivi, ma questa è l'altra faccia del crowdfunding: si investe a fondo perduto su quello che è poco più di un progetto, sperando che dall'altra parte ci sia qualcuno sufficientemente competente e dedicato da tirar fuori qualcosa in grado di rispondere alle aspettative create. Una questione problematica se si considera che il successo della campagna è legato a doppio filo proprio all'attenzione che riesce a crearsi intorno.

Quasi due anni fa, ho partecipato al Kickstarter di The Banner Saga: sono davvero contento di averlo fatto. Non è certamente esente da difetti, il budget limitato fa capolino di tanto in tanto tra sistemi non sviluppati alla perfezione e qualche mancanza, tra il ritardo nello sviluppo del titolo (inizialmente previsto per il novembre 2012) ed il rilascio della componente multigiocatore Free-To-Play, ma nel complesso coglie a mio avviso il risultato più importante: si prende dei rischi notevoli, regalando un'esperienza diversa e particolare, grazie ad un buon gameplay integrato in maniera eccellente con una narrativa ricca, dettagliata e ben costruita, chiusa in maniera soddisfacente nonostante sia solo il primo di tre capitoli.

 
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