Knack, quando la difesa è il miglior attacco

Knack, quando la difesa è il miglior attacco

La nostra recensione di uno dei giochi di lancio di PlayStation 4. Knack è diretto da Mark Cerny, architetto di sistema di PS4, ed è quindi pensato per mettere sin da subito alla prova le capacità computazionali della console next-gen.

di Alessandro Oteri pubblicato il nel canale Videogames
PlaystationSony
 

Mondo, Storia e Personaggi

Knack, protagonista della storia, è l’invenzione di uno scienziato molto arguto. Egli ha trovato il modo di assemblare per mezzo di un’energia mistica alcuni reperti archeologici dando vita a un essere metafisico: Knack.

Questo essere nella forma base è molto piccolo e con pochissimi punti ferita. Un rapido tutorial a inizio gioco ci spiegherà però che la sua dimensione potrà aumentare assorbendo altri reperti in giro per le mappe.

La missione dell’intero gioco consisterà nello sconfiggere due diversi nemici. Il primo sarà il capo del Goblin che vuol conquistare la terra ed estinguere l’umanità per vendetta. Infatti vuole aver rivalsa delle malefatte subite in passato per mano degli umani.

Il secondo invece è un “nemico a sorpresa”, ma neanche troppo. Il suo nome è Victor. Un mecenate che possiede una fabbrica produttrice di una vasta varietà di robot umanoidi. Egli inizialmente sarà presentato come alleato ma in futuro si rivelerà come spietato nemico senza scrupoli.

Poco altro da raccontare, gli sceneggiatori hanno mischiato generi e tipologie di ambientazioni e hanno “voluto” inserire anche una storia d’amore tra lo scienziato ed una sua vecchia fiamma che adesso lavora per il nemico. Nel corso della storia, però, lei si ricrederà e tornerà a essere innamorata del Dottore.

Fanno parte della storia anche un amico del professore e suo nipote che accompagneranno Knack per tutto il corso dell’avventura. Come facilmente immaginabile, il mondo circostante è ad ambientazione fantasy. In buona parte dei quadri ci troviamo in un’atmosfera “stile Maya” o in campagne abitate da esserini velenosi e goblin. Niente che non sia stato già visto in molti tra i MMORPG più famosi.

Inoltre, la verità di avversari è sufficiente ma le tipologie di animazioni sono molto limitate e la sensazione è che siano stati usati soltanto modelli grafici diversi applicati agli stessi asset.

La visuale è in terza persona e il percorso da seguire completamente designato. Fanno eccezione luoghi nascosti dove potremo trovare alcuni collezionabili speciali che, assemblati tra loro, ci daranno l’occasione di costruire degli “aggeggi” utili al gioco.

Si nota come non sia possibile nemmeno ruotare la vista, infatti lo stick destro è stato adibito soltanto per attivare la schivata di Knack, il che fa capire come la più grande pecca di questo gioco sia il Gameplay ridondante e ripetitivo.

Una volta imparate la manciata di tipologie d’attacco degli avversari, per sconfiggerli sarà sufficiente aspettare che attacchino. A quel punto basterà usare lo stick di sinistra per schivare e colpire il nemico indifeso.

Per quanto riguarda invece gli avversari muniti di attacchi a lunga gittata a volte è davvero impossibile non morire poiché sono capaci di farci fuori con un solo colpo, soprattutto quando siamo nella forma iniziale.

In generale quindi il gioco presenta una totale assenza di Intelligenza Artificiale e il bilanciamento degli scontri sembra privo di logica. Anche le tipologie di nemici non sono sempre coerenti e le Boss Fight sono noiose e monotone. Sono disponibili anche alcune mosse speciali che sono attivabili soltanto se siamo muniti di sufficiente mana. Questa energia viene raccolta in giro per le mappe e si trova all’interno di cristalli di colore giallo.

 
^