I 10 migliori videogiochi del 2013

I 10 migliori videogiochi del 2013

Anche quest'anno Hardware Upgrade e Gamemag offrono la classica dei migliori giochi dell'anno precedente, scelti dai lettori. Si parte dalla decima posizione e si risale fino al gioco vincitore.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

2a posizione

BioShock Infinite

Produttore: 2k Games
Sviluppatore: Irrational Games
Piattaforme: PC, PlayStation 3, Xbox 360
Rilascio: marzo

Si tratta del gioco a cui ho dato il mio personale voto nel sondaggio. Ritengo BioShock Infinite quella innovazione, a livello culturale, visivo e di gameplay, che serviva a una serie di per sé innovativa come BioShock. Insomma, Ken Levine è letteralmente riuscito a portare a un nuovo livello la sua creatività, creando qualcosa di effettivamente sconvolgente sia visivamente che come meccaniche di gioco.

Il tutto senza rinunciare agli elementi preponderanti dell'artisticità di Levine, primo fra tutti la presenza di personaggi disturbati e disturbanti, che occupano peraltro un preciso ruolo anche in termini di storia, oltre che di gameplay. Il giocatore impersona Booker DeWitt, un ex agente Pinkerton senza scrupoli: qualsiasi cosa gli si chiede lui la porta a compimento: ed è coadiuvato da un personaggio gestito dall'intelligenza artificiale, Elizabeth.

Ci sono diversi tipi di interazione tra Booker ed Elizabeth, e solamente combinando i poteri dei due è possibile mettere fuori gioco gli avversari, che sono in numero decisamente maggiore rispetto al tradizionale BioShock. Rimane, inoltre, immutata l'impostazione di base che alterna armi e poteri: DeWitt con la mano destra scaglia i poteri e con la sinistra imbraccia le armi.

BioShock Infinite ripercorre tutti i momenti più critici della storia americana, non mancando di sottolineare le storture e le atrocità, ora nei confronti della gente di colore, ora nei confronti della guerra e per quanto riguarda le violenze sui nativi, ora nei confronti delle discriminazioni sociali. Ognuno di questi aspetti viene convertito per divertare compatibile con lo stile visivo altisonante scelto da Irrational per il suo capolavoro, esaltato e avente un preciso significato all'interno della storia di Booker e di Elizabeth.

Levine rende la storia unica incastrando diversi filoni narrativi, pensati sempre per spiazzare, e contemporaneamente coinvolgere, il giocatore. Si tratta di una storia al servizio del gameplay per certi versi, ma che non manca di essere profonda, toccante e densa di significato, proprio come quella di un film indipendente. Senza rinunciare alla spettacolarità, alle esplosioni e all'adrenalina, tutti elementi tanto cari al pubblico videoludico, che vuole "perdersi" dentro un mondo il più possibile diverso da quello reale.

Ma da un punto di vista più squisitamente del gameplay, c'è un altro aspetto in Ken Levine che va puntualizzato, relativamente al ruolo del giocatore. Nel primo BioShock il giocatore era ridotto a mera marionetta del cattivo, mentre qui è costretto a svolgere delle azioni dalle quali non può esimersi. Non c'è scelta, insomma: se devi essere cattivo devi fare il cattivo, è l'autore che lo decide. Torniamo al discorso del destino e dell'impossibilità di compiere delle scelte, che già altri fanno per noi.

 
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