Recensione PS4: ne resterà soltanto uno!

Recensione PS4: ne resterà soltanto uno!

Dopo i turbolenti tentativi di ottenere una PS4 subito al lancio, alimentati anche dall'impossibilità di Sony Italia a fornire un'unità di sample per la recensione, finalmente siamo riusciti a passare una settimana con la nuova console della prestigiosa famiglia PlayStation. Ecco il resoconto dei nostri test e il confronto con l'eterna rivale Xbox. All'interno anche la videorecensione.

di Dorin Gega, Davide Fasola, Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Come cambiano le prestazioni con SSD

Sony mette a disposizione degli utenti la possibilità di rimpiazzare il disco di sistema della console. Lo possono fare anche gli utenti meno smaliziati, visto che basta rimuovere la superficie a plastica lucida e svitare le cinque viti che tengono ferma l'unità di default. La rimozione della scocca esterna è immediata: basta infatti sfilarla dal corpo centrale della console, dato che non è fissata con alcuna vite.

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Una volta rimossa questa parte bisogna svitare la vite che tiene ancorato l'alloggiamento dell'unità disco e poi le quattro viti che si trovano ai lati dell'alloggiamento stesso. A questo punto basta sostituire l'unità di default con un disco dotato di collegamento Serial ATA. Questo tipo di disponibilità, pertanto, consente agli utenti di dotare la console di unità SSD, che ovviamente migliorano in maniera sensibile le prestazioni, come potete vedere nei grafici che riportiamo in questa pagina. Non solo le prestazioni risultano migliorate in termini di tempistiche di avvio del sistema ma anche nel caricamento dei giochi e nel caricamento dei singoli livelli di gioco.

PS4

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PS4, dunque, consente in qualche modo agli utenti di upgradare già in partenza la console. Per rimpiazzare l'unità e renderla funzionante occorre, però, scaricare il software di base della console da PlayStation.com e installarlo sul nuovo disco. Il software si trova a questo indirizzo: nel momento in cui scriviamo la versione più aggiornata è la 1.52. Notate che esistono due firmware: uno adatto all'aggiornamento e l'altro alla reinstallazione completa del sistema: non scaricate, quindi, quello da circa 300 MB, piuttosto la versione da oltre 800 MB. Il file PUP così ottenuto va quindi inserito nella cartella PS4/UPDATE di una periferica di memorizzazione USB con almeno 1 GB di spazio a disposizione. Naturalmente va collegato il nuovo disco alla porta SATA della console, assicurandosi che il disco sia completamente vuoto.

A questo punto bisogna entrare nella modalità protetta PS4: da console spenta, bisogna premere e tener premuto il pulsante di accensione della console per sette secondi. Appena toccato il pulsante, la console emetterà un segnale acustico seguito, dopo qualche secondo, da un nuovo segnale acustico. Appena udito il secondo segnale acustico e congiuntamente all'apparizione del logo PS a schermo, bisogna rimuovere il dito dal pulsante di accensione, collegare il controller con il cavo in dotazione e premere il tasto PS. Una volta nella modalità provvisoria, bisogna infine recarsi alla voce numero sette, l'ultima: Ripristina ps4 - Reinstalla software di sistema.

Abbiamo confrontato il disco di default con l'unità SanDisk Extreme II da 240 GB, la cui recensione completa si trova qui. Come vedete, l'SSD permette di guadagnare fino a 6 secondi in fase di boot della console, e anche 20 secondi nel caricamento, piuttosto lento in senso assoluto a dire il vero, di Killzone Shadow Fall. Generalmente, le tempistiche di caricamento si riducono di circa un terzo, ma le prestazioni sono variabili in base al tipo di uso che i vari giochi fanno del supporto ottico. Abbiamo riscontrato, comunque, prestazioni mediamente superiori rispetto al famoso benchmark di Tested, soprattutto per il boot, perché quel test venne fatto con il firmware 1.51, mentre noi abbiamo usato la versione 1.52.

Le differenze prestazionali dipendono dal fatto che l'unità a stato solido, rispetto al classico disco a funzionamento meccanico, memorizza e gestisce grandi quantità di dati senza utilizzare organi meccanici (piatti, testine, motori etc.), il tutto grazie a tecnologia simile a quella impiegata nelle memorie flash NAND.

Naturalmente, poi, spetta all'utente determinare se ha senso una spesa ingente come quella necessare per un SSD volta al miglioramento delle prestazioni della console. Ci sono vantaggi solo in termini di tempistiche di caricamento e non certo in termini di stabilità del frame rate, perlomeno stando ai test che abbiamo avuto modo di fare con questi giochi del lancio. Ad esempio, l'unità SanDisk utilizzata per questo test ha un prezzo di poco inferiore ai 200 euro, quindi circa la metà del costo complessivo della console.

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L'unità di default fornita da Sony in dotazione, invece, è un disco prodotto da Hgst, una sussidiaria di Western Digital. Si tratta di una soluzione SATA II da 500 GB che opera a 5400 giri al minuto. Non è una soluzione propriamente next-gen, quindi, e per questo offre tanto spazio per l'upgrade e l'affinamento delle prestazioni. Come potete vedere nell'immagine riportata in questa pagina, di default il disco è fortemente partizionato, in modo da ottimizzare le tempistiche di accesso ai dati. Una partizione, da circa 400 MB, è quella destinata ad accogliere le installazioni dei giochi che, su PS4, sono obbligatorie.

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I grafici riportati qui sopra, invece, evidenziano come i consumi di PS4 siano leggermente superiori rispetto a quelli di Xbox One negli scenari di Idle, caricamento di Battlefield 4 e riproduzione di film su Blu-ray.

 
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