Ryse Son of Rome: ascesa e declino di un grande Impero

Ryse Son of Rome: ascesa e declino di un grande Impero

Trattato severamente dalla critica, l'hack 'n' slash in salsa romana, seppur non esente da difetti, è un gioco solido, adrenalinico e molto divertente. E soprattutto riesce a mostrare sin da subito i muscoli di Xbox One grazie alla tecnologia CryEngine.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Splendore visivo

Innegabilmente, il pregio maggiore di quanto offre Ryse, è insito nella grafica spettacolare e nella fluidità con cui tutto quello che è su schermo si muove.

Scenari sontuosi e realistici, effetti luce, fumo, foschia davvero spettacolari. Ombre fuggevoli e inquietanti, sangue denso e grumoso, corpi fisici e coerenti.

Su tutto spiccano i volti: i protagonisti sono estremamente espressivi e la loro mimica facciale – davvero credibilissima – è la ciliegina sulla torta, in termini di coinvolgimento. Non si comportano male, quanto a espressioni, neppure i nemici: memorabile il loro disperato stupore, quando il gladium di Mario ne lacererà le carni.

Molto bene anche il comparto audio, con temi sufficientemente azzeccati e, soprattutto, con ottimi effetti sonori.

Interessante anche la modalità multiplayer che, sebbene non in grado di spostare gli equilibri, è molto divertente e sufficientemente profonda. In pratica, si tratterà di intraprendere una carriera da gladiatore (in solitaria o con un amico), sfidando orde di barbari in diverse prove all’interno del Colosseo.

Lo stile di base è quello della celeberrima ‘Orda’ di Gears of War e, sebbene la cooperazione con gli altri giocatori non sia implementata benissimo, le diverse richieste (difendere posizioni, assaltare strutture, dare fuoco a respawn nemici…) spezzano il ritmo e gli upgrade acquistabili donano profondità. Buono anche il rapporto con il pubblico (da tenere ‘su di giri’ per ottenere ricompense più generose) e quello con il dio protettore del gladiatore (ogni divinità dona un potere diverso).

 
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