Ryse Son of Rome: ascesa e declino di un grande Impero

Ryse Son of Rome: ascesa e declino di un grande Impero

Trattato severamente dalla critica, l'hack 'n' slash in salsa romana, seppur non esente da difetti, è un gioco solido, adrenalinico e molto divertente. E soprattutto riesce a mostrare sin da subito i muscoli di Xbox One grazie alla tecnologia CryEngine.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
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Repetita non iuvant

Ryse – come un po’ tutti gli hack’n’slash – ha il principale punto debole in una certa ripetitività di fondo. In effetti, si tratterà sempre di procedere, a colpi di spada e scudo, attraverso le fila nemiche. In realtà, però, quella ricerca di perfezione di cui si diceva e la gratificazione di un sontuoso sistema di controllo, renderanno l’avanzata sempre gratificante. Certo, si sarebbe potuto insistere maggiormente sull’efficacia o la varietà delle sezioni ‘alternative’, ma Ryse non si comporta molto peggio di altri maggiormente celebrati ‘colleghi’ di genere. Anzi: spesso li surclassa per la ‘pulizia’ dei propri combattimenti.

Discorso diverso per quanto riguarda i nemici. E’ qui che Crytek ha compiuto un vero passaggio a vuoto. In effetti, tanto nel comportamento, quanto soprattutto nell’aspetto, ci troveremo ad affrontare tipologie di avversari davvero troppo simili tra loro.

Nemici, ma soprattutto compagni, non brillano mai particolarmente per IA. I combattimenti sono sufficientemente impegnativi, ma troppo di rado i nemici cercano di sfruttare per davvero la superiorità numerica. Per quanto riguarda, invece, gli altri legionari che, in certi frangenti ci accompagneranno, davvero non ci siamo: comportamenti passivi, necessità che, per tutto il lavoro sporco, si muova sempre Marius, poco pathos.

Rivedibili anche gli scontri coi boss. Ma non disastrosi. Non sono mai davvero impegnativi, ma sono realistici e, di nuovo, ci consentono un ottimo controllo su quanto avviene a schermo. Era lecito, però, pretendere qualche sfida maggiormente impegnativa.

In tutta questa semplicità, diventa un po’ stucchevole il sistema di crescita del personaggio: Marius è già molto potente, per cui, tolto qualche upgrade basilare, nessuna sua evoluzione sarà poi così determinate.

Non è un caso che, praticamente sempre, come ricompensa alle esecuzioni, si opterà per rimpinguare energia vitale o furia: queste ricompense ‘immediate’, infatti, saranno assolutamente sufficienti a garantirci un incedere più che agevole tra le file dei Britanni.

 
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