Fifa 14 per PS4: la nuova generazione è arrivata

Fifa 14 per PS4: la nuova generazione è arrivata

Abbiamo già recensito la versione 14 del famoso simulatore calcistico di EA Fifa nelle scorse settimane. All’alba però della nuova generazione delle console bisognava una nuova analisi alla versione di questo gioco portato su “next-gen”. Abbiamo testato Fifa 14 su Play Station 4 e dopo averci giocato per qualche tempo siamo pronti a raccontavi come è andata.

di Alessandro Oteri pubblicato il nel canale Videogames
 

Un piacere per gli occhi

Se avete la fortuna di giocare su un televisore a 1080p di certo avrete salutato la schermata di benvenuto di FIFA 14 per PS4 con un’espressione di piacevole stupore. La landing page con Messi a mezzo busto infatti “vale già il biglietto”. Il tessuto della maglia è a risoluzione così alta che si riescono a notare le fibre della casacca. Così come le cuciture del logo dello sponsor tecnico.

Stessa resa grafica anche per le interfacce, finalmente rinnovate in questo nuovo capitolo con una conversione ad un design che segue la moderna corrente “minimal” che caratterizza negli ultimi mesi tutti gli apparati tecnologici. I menu sono costituiti da quadrettoni e rettangoli anch’essi in risoluzione molto alta. Diciamo che ricorda molto la grafica stile “Windows 8”. Grazie a questa dovizia di particolari il viaggio verso la nostra prima partita è un piacevole percorso tra le impostazioni di base che ogni giocatore di questo simulatore si trova a fare prima di iniziare la nuova versione.

Dopo aver dato istruzioni al nostro fedele DualShock 4 possiamo lanciarci nel primo incontro. Lasciamo scorrere tutte le animazioni che ci portano all’inizio della partita. Notiamo subito che il livello di resa della riproduzione dell’impianto sportivo è davvero cresciuto e che sono state aggiunte nuove animazioni e dettagli al mondo circostante.

Lo stadio è il Santiago Bernabeu di Madrid che ci viene presentato sia dall’esterno (immerso nella città, con tanto di macchinine in 2D che ci girano attorno) che dall’interno con tanto di coreografia del pubblico. Altro elemento che salta subito all’occhio, inoltre, è che il pubblico è di qualità nettamente superiore rispetto alle versioni precedenti.

Il fatto che ai tifosi siano state applicate una gran varietà di animazioni pressoché autonome e che i poligoni utilizzati siano molto dettagliati salta subito all’occhio. I pubblici spalmati di qualche anno fa sembrano ormai soltanto un lontano ricordo. E anche il resto dell’interno dello stadio è animato coerentemente. Persino le telecamere che “riprendono la partita in diretta” sono animate (unica pecca è che alcune si trovano al di qua dei tabelloni pubblicitari). I primi piani dei giocatori nel pre-partita sono ricchi di dettagli, mentre il secondo piano presenta una sfocatura riprodotta a regola d’arte. Iniziamo a giocare e ci viene subito in mente quanto sia superiore FIFA dal punto di vista della piacevolezza di gioco in confronto ai titoli dello stesso genere. Il fatto che l’ambiente circostante sia così ben curato rende lo svolgersi della partita più piacevole. La sensazione è di stare davvero prendendo parte all’evento. Per la prima volta ci sentiamo davvero in una simulazione a 360 gradi.

345 gradi, in realtà, nel complessivo alto livello di qualità di questo gioco, perché l’unica nota che stona è ancora una volta la telecronaca. L’audio del gioco è di ottima fattura. Cori, applausi e fischi sono sempre coerenti a quanto avviene sul terreno di gioco. Anche la psicologia del pubblico è ormai riprodotta in maniera molto fedele. La telecronaca, invece, sebbene le voci siano ben registrate, lascia sempre un po’ a desiderare. In particolare i commenti sono spesso e volentieri ripetuti e purtroppo non proprio azzeccati. Capita quindi che vengano dette frasi fatte, che si potrebbero già di suo evitare, in momenti che non hanno niente a che fare con la “saggezza” dello “Zio”.

A segnare ci abbiamo messo un po’ (in seguito capiremo perché) ma quando finalmente siamo riusciti a metterla dentro i nostri occhi sono rimasti ancora più soddisfatti. Nel slow play del replay infatti abbiamo potuto apprezzare come i protagonisti dell’azione abbiano animazioni molto credibili. Ogni parte del corpo si muove in maniera distinta e non notiamo strani swap o posizioni innaturali degli arti.

Come detto nella recensione precedente, il pallone è al centro del lavoro fatto da EA e fisicamente è davvero fedele alla realtà, e anche la sua grafica è stupefacente. Abbiamo scovato, però, una piccolissima pecca nel replay: se guardiamo il tabellone del punteggio quando il pallone non è ancora entrato il nostro goal viene già conteggiato, evidentemente la variabile di sistema che contiene il risultato è unica per tutto il sistema e il replay viene creato runtime. Notiamo infine che anche il terreno di gioco è dettagliatissimo e addirittura notiamo che pezzi di erba e argilla vengono sollevati durante i contrasti.

 
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