Recensione Gran Turismo 6: il trionfo della quantità sulla qualità

Recensione Gran Turismo 6: il trionfo della quantità sulla qualità

Kazunori Yamauchi ci riprova e porta la sua prestigiosa serie automobilista a un nuovo livello, affinando alcuni elementi di gioco e puntando fortemente sul bagaglio tecnologico che è stato ingrossato nel corso degli anni. Dal punto di vista commerciale, certamente, Sony intende puntare sull'ormai immensa base installata di PS3.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Sony
 

Dal punto di vista tecnico

Abbiamo già detto che non ci sono miglioramenti notevoli per la grafica e per la fisica rispetto al gioco precedente. È assurdo che non sia stato risolto il problema delle collisioni, che permette di fare l' "appoggino", anche in multiplayer, per sistemare l'auto in prossimità della staccata. In Forza 5 questo aspetto è stato completamente rivisto, e adesso la simulazione risulta nettamente più accurata rispetto al passato, visto che le auto reagiscono dinamicamente a questi urti in base alla velocità e si danneggiano realisticamente.

I danni sulle auto di Gran Turismo sono invece quasi del tutto invisibili come al solito, anche se in multiplayer, quando abilitati, hanno ripercussioni sulla guida come le avevano in Gran Turismo 5, impendendo di mantenere un alto livello di prestazioni. Il suono, invece, è ancora approssimativo, visto che c'è una sovraesposizione dei rumori provenienti dallo stridere dei pneumatici sull'asfalto, il che diventa anche abbastanza fastidioso, mentre altri elementi molto importanti, come il rumore generato dalle pinze dei freni, è stato del tutto trascurato.

Polyphony Digital mantiene i 60 frame per secondo a 720p, il che è un elemento confortante, e che sicuramente dà un grosso valore aggiunto alla produzione. Poter giocare senza cali nelle prestazioni è gradevole e migliora l'esperienza di guida. Tuttavia, qualitativamente la grafica è rimasta quella del capitolo precedente, anzi in certi casi abbiamo notato dei cali, per esempio nelle texture di alcuni cordoli. Inoltre, c'è sempre troppo aliasing sulle ampie distanze e in alcune circostanze abbiamo tearing delle immagini. Insomma, ancora una volta si ha la sensazione che niente o quasi sia stato migliorato rispetto al capitolo precedente.

Certo, è comunque gradevole vedere così tante auto muoversi sulla pista, e comportarsi realisticamente in termini di trasferimento di peso e di percorrenza. Inoltre, molte auto sono composte da un adeguato numero di poligoni, il che è un mezzo miracolo visto il vetusto hardware di PlayStation 3.

L'esperienza multiplayer, poi, è accattivante come quella di GT5, e offre diversi elementi di superiorità rispetto a quella di Forza 5. A partire dal fatto che si possono svolgere prove libere e qualifiche, utilizzabili per mettere a punto l'auto e per affinare la prestazione. Inoltre, così come per il single player, il giocatore si può impegnare in competizioni più lunghe e strategiche, dove conta molto anche il preservare le gomme, fondamentale con le auto a trazione posteriore più scattanti e potenti.

Si possono personalizzare tanti parametri per il multiplayer, come abilitare o meno la spinta per le auto lente, che serve a contenere la distanza tra le prestazioni fra le auto migliori e quelle meno competitive. Possiamo poi avere o meno le penalità, il consumo dei pneumatici e del carburante, aderenza ridotta su bagnato e a bordo pista, oppure stabilire un numero minimo di soste ai box o, ancora, se rendere obbligatorio il cambio del tipo di mescola. Si può anche decidere se avere i danni meccanici e che tipo di intensità devono avere le scie. In Gran Turismo 6 si può giocare in diversi momenti della giornata, dalla mattina fino a notte fonda. Come nel gioco precedente, infatti, ci sono gare endurance che possono durare un'intera giornata, con la tecnologia che riesce a gestire dinamicamente le varie condizioni di luminosità in funzione dell'orario.

GT6, poi, introduce per la prima volta una simulazione ambientale, basata sulla longitudine e sulla latitudine del tracciato, capace di riprodurre le condizioni meteo reali. Mentre si gareggerà nella 24 Ore di Le Mans, ad esempio, le costellazioni notturne corrisponderanno a quelle visibili durante la prova del 2013.

Il netcode è buono come lo era in GT5. Più difficoltà, invece, si hanno in termini di matchmaking e gestione dell'ambiente di rete. Molto spesso il client non riesce ad accedere alle sessioni di gioco richieste, mostrando il messaggio di tempo di richiesta scaduto. Capitano anche crash ed estromissioni improvvise dalla sessione di gioco, il che rende l'esperienza multiplayer comunque meno fluida e stabile rispetto a quella che si può avere con altri giochi di guida occidentali.

In multiplayer ci sono due tipi di competizione prefissati. Se si vuole semplicemente cominciare a gareggiare, Partita veloce consente di iniziare a correre non appena si raggiunge il numero minimo di partecipanti. Gli Eventi stagionali, invece, coprono dei periodi di tempo determinati, combinando fra loro gare reali, prove a tempo e prove derapata per assegnare dei crediti ai concorrenti più abili.

 
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