Sulla (bassa) qualità dei videogiochi della stagione natalizia

Sulla (bassa) qualità dei videogiochi della stagione natalizia

I titoli più importanti della stagione natalizia sono ormai tutti disponibili. In fatto di qualità, purtroppo, dobbiamo sottolineare un fenomeno già emerso negli anni passati.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Imponente riciclo di asset: è questo l'elemento in comune che, purtroppo, caratterizza i giochi della stagione natalizia. E questo per un avido videogiocatore come il sottoscritto è un grosso problema. Ho sentito la necessità, infatti, di recuperare dei titoli che mi ero perso, oppure di dedicarmi ad altre forme di intrattenimento, tralasciando completamente, o quasi, i videogiochi rilasciati dai produttori di prima fascia in questa stagione natalizia.

Purtroppo, c'è una forte ottimizzazione sui guadagni piuttosto che sulla qualità. Non che sia diverso negli altri periodi dell'anno, e lungi da me giudicare la cosa in senso negativo, perché l'imprenditorialità ha portato il benessere all'interno dell'industria, e ha consentito di avere delle forme di interazione e di narrazione via via sempre più evolute. Ma, nella stagione natalizia, si verifica un eccesso in tal senso, in termini di riutilizzo di materiale già pronto, nel tentativo di ottimizzare i tempi di sviluppo e di ridurre il più possibile i costi.

La scarsa offerta videoludica, perlomeno in termini di qualità e innovazione, mi ha quindi spinto a optare per titoli "meno commerciali" e, finalmente, ho trovato ciò che cercavo in Godus, il gestionale di Peter Molyneux sul quale abbiamo recentemente pubblicato un approfondimento e un videoarticolo.

Tornando al riciclo di asset, però, bisogna dire come la principale conseguenza a cui porta riguardi il fatto che il giocatore ha la forte sensazione di affrontare per una seconda volta parti di gioco che in realtà ha già vissuto. Giochi come Call of Duty Ghosts, Asssassin's Creed IV Black Flag e lo stesso Battlefield 4 ripropongono sequenze di gioco del tutto identiche a parti già presenti nei rispettivi predecessori. Per un giocatore sempre alla ricerca dell'innovazione come me, sia dal punto di vista dei contenuti che della storia, tutto ciò è molto deludente.

Inoltre, il fatto che queste serie si aggiornino a cadenza annuale non era per niente previsto dai produttori nel momento in cui le hanno fondate. Insomma, se si incassa allora le si continua a fare, ma se smettessero di incassare potrebbero benissimo interrompersi. Pertanto, abbiamo trame sempre più incongruenti, mentre in certi casi si scade nell' "effetto fiction", con storie incredibilmente stiracchiate, senza senso rispetto a quelle dei precedenti episodi e costantemente inconcludenti.

Il caso di Assassin's Creed è emblematico da questo punto di vista. La parte moderna, quella che nei precedenti episodi vedeva come protagonista Desmond Miles, è completamente sganciata dalle vicende raccontate in passato. Ubisoft ha deciso che Desmond non era più "efficace" come protagonista, e ha deciso di troncare il legame tra componente moderna e personaggio ben delineato, avvicinando quindi la prima da questo punto di vista a quella ambientata nelle epoche passate. Ma se il filone narrativo di Desmond è inutile perché continuare a mettere una parte moderna? Semplice, perché si ha paura di cambiare rispetto al passato ma ciò, appunto, produce un'incongruenza sul piano della narrazione.

Incongruenza che si ha anche per la parte storica con Edward Kenway. Il millenario conflitto tra Assassini e Templari, ovvero il tema alla base che dovrebbe giustificare l'esistenza della serie, è addirittura secondario in questo episodio, e il protagonista Edward ci si imbatte quasi per sbaglio. A questo punto chiamatelo Black Flag e lasciate stare Assassin's Creed. Ah...no, i fan rimarrebbero spaesati, giusto.

Per non parlare del fatto che non vengono risolti problemi storici come il sistema di combattimento incredibilmente ripetitivo e basato sulle stesse animazioni di anni fa, o l'intelligenza artificiale, approssimativa come sempre. So che ci sono ancora molti fan di Assassin's Creed, che potrebbero essere disturbati per queste mie parole, e mi scuso con loro. Non vado alla ricerca degli elementi positivi, che pur ci sono, in questo editoriale, ma sottolineo le parti che andrebbero riviste e che invece di anno in anno rimangono immutate.

Stesso discorso vale per Ghosts. Infinity Ward non è più la software house che ha fondato la serie, perché ha visto un imponente esodo di veterani: insomma, è rimasto il nome ma non la creatività che dovrebbe contraddistinguerla. Se questa mancanza non era stata tale per i precedenti capitoli, proprio perché basati su asset che erano stati ideati e sviluppati dalla Infinity Ward vera, adesso, quando c'è stato bisogno di ricominciare da capo lo sviluppo di certe parti, la nuova Infinity Ward non si è dimostrata all'altezza, e forse non ha neanche l'esperienza sufficiente per creare un "titolo da stagione natalizia". Con il risultato che Ghosts non sembra andare bene nelle vendite come i precedenti capitoli. Ed è un peccato ancora maggiore se si pensa che poteva essere sfruttato molto meglio l'avvento della nuova generazione.

Oltre a questo, anche nel nuovo Cod abbiamo parti di gioco che si ripetono, e che tornano, senza modifiche sostanziali, dai giochi precedenti. Il finale, nella fattispecie, è uguale a quello di Modern Warfare 2. Rifare le sequenze di narrazione costa molto, perché ormai devono essere basate su complesse sessioni di motion capture per raggiungere il livello di qualità che i fan si aspettano. Quindi quei dati rimangono immutati, mentre vengono rifatte la parte grafica e le texture, insieme al doppiaggio. E questo non vale solo per Ghosts ma per tutti i giochi della stagione natalizia, che quindi finisce per offrire ai giocatori titoli solo apparentemente completamente nuovi.

E il problema non riguarda solamente i titoli che escono, ma anche quelli che non escono. Dato che questi giochi continuano a essere apprezzati dai giocatori, che a differenza del sottoscritto non sono preoccupati dal riciclo e magari li comprano solo per il multiplayer, i titoli più innovativi e coraggiosi rimangono esclusi dalla stagione natalizia. È questo il caso, a mio modo di vedere le cose, di Watch Dogs, che Ubisoft ha probabilmente deciso di spostare per dar spazio ad Assassin's Creed, ovvero un titolo dal successo più sicuro.

Fortunatamente il mondo dei videogiochi nel corso del tempo si è adeguato, e abbiamo ormai molti titoli indipendenti finanziati con risorse esterne all'industria o tramite Kickstarter. Per cui di giochi innovativi e appassionanti ce ne sono comunque in abbondanza, nonostante le difficoltà dell'industria vera e propria, e cito i vari Assetto Corsa, Broken Sword The Serpent's Curse, Starbound e lo stesso Godus, solo per citare i primi che mi vengono in mente.

D'altra parte, questa stagione natalizia è stata particolare anche e soprattutto per il debutto della nuova generazione. Ma questa, se si esclude Forza Motorsport 5, purtroppo non ha aumentato la qualità generale, anzi l'ha diminuita ulteriormente. In questo caso per motivi che esulano quelli che abbiamo trattato in questo editoriale. Gli sviluppatori, infatti, hanno ricevuto le specifiche hardware definitive delle due console solo due mesi prima dal lancio, e questo non ha consentito loro di fare un lavoro approfondito e completo. Purtroppo, e lo sappiamo, i nuovi sistemi saranno sfruttati pienamente solo nel corso del 2014, quando avremo giochi importanti come Metal Gear Solid 5, Halo 5 e il nuovo Uncharted, e quasi sempre saranno costruiti con materiali del tutto nuovi, preparati per l'occorrenza.

Insomma, per chiudere, faccio una richiesta alle compagnie che operano nel mondo dei videogiochi: per favore, titoli completamente nuovi anche nella stagione natalizia!

42 Commenti
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dobermann7710 Dicembre 2013, 10:30 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link all'Articolo: http://www.gamemag.it/articoli/3861...izia_index.html

I titoli più importanti della stagione natalizia sono ormai tutti disponibili. In fatto di qualità, purtroppo, dobbiamo sottolineare un fenomeno già emerso negli anni passati.

Click sul link per visualizzare l'articolo.


In generale sono d'accordo sulla mediocrità dei titoli natalizi.

Devo pero' criticare questa frase
"Non vado alla ricerca degli elementi positivi, che pur ci sono, in questo editoriale, ma sottolineo le parti che andrebbero riviste e che invece di anno in anno rimangono immutate."
che è la classica "sindrome da cambiamento a tutti i costi",
che sta producendo danni devastanti (es: interfaccia inutile di Windows 8 sui desktop).

ABBASSO IL CAMBIAMENTO A TUTTI I COSTI!
NighTGhosT10 Dicembre 2013, 10:37 #2
Per me non e' solo una crisi natalizia.....il settore e' in crisi gia' da mo' purtroppo.

Fra il casual gaming e i soldi facili......fra le tempistiche sempre piu' ristrette date ai programmatori dai publishers.....e ai trends del momento (milioni di players che fanno la fila per comprare titoli alquanto discutibili come CoD:Ghosts al limite della decenza e forse anche oltre verso l'indecenza piu' totale....manco i filmati han piu' voglia di fare quelli di IW).....il settore e' in piena crisi.......e finche' non gli andremo a colpire il portafogli (ergo, finche la gente non capira' che andando a regalare 70 euri per dei giochi molto piu' che vecchi ancor prima che escano di certo non migliorera' le cose) la situazione non cambiera' tranne che per pochi sporadici esempi (GTAV.....Killzone....Ryse....TLoU.....Beyond....e via discorrendo).
qboy10 Dicembre 2013, 10:56 #3
anche secondo me non è solo un momento natalizio, ma tranne pochissime eccezioni la qualità si è abbassata da molto tempo, e questo per colpa nostra, o meglio, di quelli che ogni anno continuano a dar soldi a un copia-incolla.
gaxel10 Dicembre 2013, 10:57 #4
Ma perché, c'è ancora qualcuno che acquista i titoli annuali, e per giunta per giocarli single player?

Escono ogni mese giochi indie eccelsi, anche graficamente appaganti a volte, magari in alpha, ma sempre più giocabili dei "titoloni" (vedi firma)... non ha proprio senso buttare soldi nel titoli tripla A, soprattutto se sono seguiti come CoD, battlefield o AC, a meno che non si giochi multiplayer con gli amici, che allora forse ha un senso.
nickmot10 Dicembre 2013, 11:11 #5
Originariamente inviato da: gaxel
Ma perché, c'è ancora qualcuno che acquista i titoli annuali, e per giunta per giocarli single player?


La maggior parte delle persone!
La famosa massa verso la quale il mercato si è rivolto.
Quante persone conosci che ogni anno acquistano puntualmente i vari FIFA/PES CoD/Battlefield, AC e simili?
Magari giocano anche online ma sono persone che acquistano pochi titoli l'anno (se non solo quello) e che per scarso tempo/voglia/conoscenza si rivolgono al titolo più blasonato/conosciuto/pubblicizzato.

Sono la maggioranza e possiamo farci ben poco.
Produrre un VG è diventato molto costoso e le SW house (o meglio i publisher) hanno trovato in questo modo un rientro sicuro con investimenti minimi.
Sono anni che questa storia va avanti, mi ricordo gli stessi discorsi ai tempi di tomb rider 2,3,4.
Solo che una volta il mercato era più piccolo, si rivolgeva in larga parte ad appassionati ed i giochi meno costosi da produrre, così c'era spazio per osare o comunque per tentare qualcosa di nuovo o comunque innovativo.

Adesso è il mondo degli indie (come tu giustamente dici) ad essere in questa fase, i big del settore sono ostaggio dei publisher ed i VG hanno subito la stessa sorte che è accaduta al cinema ed ai film, sale cinematografiche invase dai soliti blockbuster/reboot/remake (i titoli tripla A) e l'originalità e la sperimentazione si è spostata su prodotti più piccoli (le serie TV).

Sarebbe bello se qualche SW house avesse il coraggio di far cassa con i soliti titoli per poi osare ed investire in qualche progetto più coraggioso.
Purtroppo sono certo che il progetto coraggioso avrebbe un bel successo, ma tra gli appassionati, facendo numeri del tutto risibili rispetto a quelli della massa. Questo purtroppo gli azionisti non lo accetterebbero, bollerebbero il progetto come fallimento e chiuderebbero la IP.

Tristess!
sertopica10 Dicembre 2013, 11:26 #6
peter Moulynex? Cos'è na lavatrice?
Axios200610 Dicembre 2013, 11:37 #7
"Bassa qualità dei videogiochi"? Ma perché esistono solo Ea, Ubisoft e Infinity Ward?

"Titoli più importanti"? Se parlate di marketing e mode avete ragione, se parlate di innovazione e nuovi gameplay non tanto: cosa hanno di veramente innovativo titoli alla loro quinta, sesta, ottava riedizione?

Ea, Ubisoft ed Infinity Ward per scelte sbagliate, licenziamenti, dimissioni volontarie non sono più quelle di una volta? Pazienza! Qualcun altro prenderà il loro posto. Sono normali società che come tutti possono fare errori o avviarsi sul viale del tramonto.

Nulla è eterno, specie in questo settore e nell'informatica in generale.

Cosa cavolo ci possono mettere di nuovo in un Call of Duty all'anno?

E in un Fifa? Molto meglio aggiornare l'engine ogni 3-4 anni e negli anni che non si cambia il sw, chiedere 1-2 € per aggiornare le squadre.

Oramai fare i videogiochi costa troppo? E ci credo se metà ddl budget va ad esperti di marketing che magari non hanno mai fatto un gioco in vita loro. Si vedano certe pubblicità dove sotto spunta: "immagini non prese dal gioco"

Tornando al "potere" dei marchi: ripeto nessuno è infallibile. Se poi ci sono persone che comprano a scatola chiusa solo perché leggono un marchio..... non so che dire.... fanno il paio di quelli che guardano un film solo perché c'è l'attore tizio o l'ha girato il regista caio.

Oramai nei videogiochi io non guardo la marca. Guardo il gameplay e le differenze rispetto ai titoli dello stesso genere.

Simcity 2013? Manco merita di essere citato.

Company of heroes 2? Dlc a go go che influenzano pesantemente il gameplay, e di nuovo solo il ghiaccio.

Il marketing ha inculcato l'idea che la grafica è tutto, ma secondo me non è vero. La dimostrazione sono i titoli 2d, roguelike, ecc.

Onestamente che garanzie concrete ci sono che se se un titolo x è riuscito bene il sequel sarà all'altezza o meglio? Sarebbe come dire che ogni film, libro, opera di un artista di successo sarà sempre della stessa qualità del precedente.

È come tirare una moneta: se per 50 volte esce testa, al 51esimo lancio la probabilità che esca testa è maggiore? No.

Dico solo: meno seguire le mode e più ragionare con la propria testa.

Certo i grandi publisher sono quelli che si possono permettere eventi con la stampa ed altro, ma volete mettere giochi tipo State of Decay, indie che con quasii zero marketing hanno venduto 1,5 milioni di copie?

Prison Architect è un ritorno ai gestionali/builder stile Theme Hospital, Banished ai city buildinfg seri.

Ma anche alla Ubisoft: il futuro The Division pare essere un titolo che si presenta con una discreta ventata di innovazioni.

Alcuni titoli si sono esauriti? Altri arriveranno.
NighTGhosT10 Dicembre 2013, 11:49 #8
Gli Indie sono dei budget games.....proprio come Indie stessa, compagnia nata a quello scopo.

Il problema e' diverso. Se Infinity Ward ogni anno sfornasse un nuovo engine e lavorasse davvero sul codice sui filmati e sulla grafica, e non copia-incollandolo paro paro BUG COMPRESI...........se EA facesse lo stesso.......non saremmo qua a lamentarci sulla qualita' dei prodotti.

Se ci lamentiamo, e' perche' ci vendono a prezzo pieno delle brutte copie dei giochi degli anni precedenti...........e non dei giochi stessi.

Non conta nuovo IP o vecchio IP..........ma conta COME vengono programmati questi softwares.......ovvero, la QUALITA' effettiva.

Se Ghosts fosse venduto a prezzo budget nessuno direbbe nulla..........ma vien venduto a prezzo pieno da "novita'" che "novita'" non e'. 70 euro per dei pastori tedeschi che laggano per le mappe e animazioni di morte che perfino Benny Hill scoppierebbe a ridere nel vederle.

Per fare dei titoli tripla A TECNICAMENTE, serve un budget superiore rispetto a quello a cui attinge Indie per i suoi games.

Se chi ne ha la possibilita' poi se ne frega per i facili guadagni, sarebbe anche ora che ne pagasse le conseguenze.....dato che finora ci hanno solo straguadagnato.
gaxel10 Dicembre 2013, 11:51 #9
Originariamente inviato da: NighTGhosT
Gli Indie sono dei budget games.....proprio come Indie stessa, compagnia nata a quello scopo.

Il problema e' diverso. Se Infinity Ward ogni anno sfornasse un nuovo engine e lavorasse davvero sul codice sui filmati e sulla grafica, e non copia-incollandolo paro paro BUG COMPRESI...........se EA facesse lo stesso.......non saremmo qua a lamentarci sulla qualita' dei prodotti.

Se ci lamentiamo, e' perche' ci vendono a prezzo pieno delle brutte copie dei giochi degli anni precedenti...........e non dei giochi stessi.

Non conta nuovo IP o vecchio IP..........ma conta COME vengono programmati questi softwares.......ovvero, la QUALITA' effettiva.


Per fare un nuovo engine ci vuole più tempo, in Call of Duty non è quello che cerca chi lo compra... conta solo il multi, quindi nuove modalit,armi, mappe, ecc... potrebbero fare update, anche a pagamento,han visto che conviene fare nuovi giochi annuali + DLCs, in attesa delle microtransazioni.
Axios200610 Dicembre 2013, 11:52 #10
Originariamente inviato da: NighTGhosT
Gli Indie sono dei budget games.....proprio come Indie stessa, compagnia nata a quello scopo.

Il problema e' diverso. Se Infinity Ward ogni anno sfornasse un nuovo engine e lavorasse davvero sul codice sui filmati e sulla grafica, e non copia-incollandolo paro paro BUG COMPRESI...........se EA facesse lo stesso.......non saremmo qua a lamentarci sulla qualita' dei prodotti.

Se ci lamentiamo, e' perche' ci vendono a prezzo pieno delle brutte copie dei giochi degli anni precedenti...........e non dei giochi stessi.

Non conta nuovo IP o vecchio IP..........ma conta COME vengono programmati questi softwares.......ovvero, la QUALITA' effettiva.

Se Ghosts fosse venduto a prezzo budget nessuno direbbe nulla..........ma vien venduto a prezzo pieno da "novita'" che "novita'" non e'. 70 euro per dei pastori tedeschi che laggano per le mappe e animazioni di morte che perfino Benny Hill scoppierebbe a ridere nel vederle.


Ma anche così, ogni anno cosa ci sarebbe di nuovo? Magari ogni 3 anni... il tempo di pensare, provare, sperimentare......

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