Spike Vgx 2013: gli ex Oscar dei videogiochi?

Spike Vgx 2013: gli ex Oscar dei videogiochi?

Questa edizione 2013 ha deluso soprattutto per il modo in cui l’evento è stato organizzato. Un format in esatta controtendenza rispetto allo scorso anno, low budget e meno internazionale, per nulla arricchito dal corposo contorno che deve contraddistinguere questo genere di manifestazioni. Grand Theft Auto V si è aggiudicato il GOTY, mentre Naughty Dog è lo studio dell’anno. I titoli mostrati sono stati parecchi, ma per lo più si è trattato di progetti già annunciati. Tra le novità assolute spiccano due nuove produzioni di Telltale e l’interessante titolo indipendente No Man’s Sky.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Grand Theft Auto
 

L’edizione 2013: tanti annunci ma un format scadente

La scorsa edizione degli Spike Videogame Awards aveva impostato nuovi standard, avvicinando questo evento ad altre blasonate kermesse nell’ambito della musica e del cinema. Ne avevamo parlato durante il nostro coverage, e ne eravamo rimasti più che soddisfatti. L’auspicio era di poter assistere ad ulteriori evoluzioni per l’edizione 2013, anche alla luce delle altisonanti produzioni che si profilavano all’orizzonte.

Spike Vgx 2013

Nei giorni scorsi era stato comunicato un cambio di denominazione per l’evento, dopo anni all’insegna della tradizione. Non più VGA ma VGX. Un segno di cambiamento, in teoria un omaggio alla nuova generazione di console che ha appena fatto il suo esordio nei negozi, ma in realtà un’autentica rivoluzione nel format, che non ci ha affatto convinto. Sono infatti bastati pochi minuti per rendersi conto di un fatto: questi VGX 2013 sono stati all’insegna del risparmio. Lo studio, la presentazione, le premiazioni. Niente era solo lontanamente parificabile a quanto ci era rimasto negli occhi dodici mesi fa. Si è trattato di un evento molto più ovattato, carente di verve e di ritmo, già a partire dalla presentazione dei contenuti.

Il buon Geoff Keighley, volto particolarmente noto di Spike e GametrailersTV, ha cercato di salvare il salvabile, dovendo gestire tre ore di trasmissione in compagnia di una spalla quantomeno inadeguata a svolgere il suo ruolo. Di sicuro prendere il posto di un mattatore di alto livello come Samuel L. Jackson non sarebbe stato facile per nessuno, ma Joel McHale si è dimostrato di gran lunga il peggior presentatore degli ultimi anni, a dir poco inadatto a ricoprire questo ruolo, tra battute stantie che possono fare breccia solamente nel pubblico americano e una presenza scenica quasi irritante. Non è un caso che lo stesso Keighley abbia mostrato una malcelata insofferenza e un evidente disagio in più occasioni, rendendosi probabilmente conto che lo show stava deludendo le aspettative del pubblico a casa.

E poi niente palco e platea, niente applausi durante l’annuncio dei titoli o dei vincitori dei vari premi, video dedica degli sviluppatori per la consegna della statuetta, senza alcuna partecipazione diretta in studio. Paradossalmente sembrava di assistere ad un backstage, in attesa che lo show vero e proprio avesse inizio. Per non parlare poi dei video “Viral”, durante i quali sono state riproposte le tristissime gag che piacciono così tanto al pubblico americano ma che erano state per lo più eliminate nella scorsa edizione, rendendo la manifestazione molto più internazionale.

Al termine della kermesse si è tenuto un breve spettacolo musicale, allestito su un palco esterno agli studi televisivi, dove vari gruppi si sono avvicendati per interpretare alcune delle tracce che compongono la colonna sonora di Grand Theft Auto 5. Davvero poca roba, ve l’assicuriamo.

E’ triste da constatare, ma si è trattato di un evento low budget, poco curato sotto tutti i punti di vista. Forse più a misura di giocatore, senza pause pubblicitarie e incentrato soprattutto sui titoli da mostrare, ma per nulla arricchito dal corposo contorno che dovrebbe invece contraddistinguere questo genere di manifestazioni, soprattutto in considerazione del fatto che questa industria a livello planetario sta ormai generando interesse e introiti superiori a quelli del cinema.

 
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