Godus per chi ha amato Populous, Dungeon Keeper e Black & White

Godus per chi ha amato Populous, Dungeon Keeper e Black & White

Nelle ultime settimane ho giocato intensamente all'ultimo titolo di Peter Molyneux e, dopo circa 30 ore di gioco, eccovi il mio parere su un titolo che rischia di diventare una nuova pietra miliare per il genere dei God Game, portando a un nuovo livello quanto già fatto con Populous e Black & White.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Resistere all'evoluzione

"Terraformare" il mondo di gioco è un'operazione che sottende una forte resistenza al completamento. Ci vuole molto tempo per modificare il terreno come da piani, perché il giocatore ha un impatto limitato sui vari "veli" e perché il mondo, come detto, è decisamente grande. All'inizio puoi influire su piccolissime parti della mappa, mentre poi quando scopri con cosa hai veramente a che fare, ovvero quando la grandezza del mondo di gioco si spiega davanti ai tuoi occhi, hai un profondo senso di smarrimento.

Per questo dico che Godus pone una grossa resistenza a essere completato, come accadeva con i giochi di una volta. Non è così difficile imparare le funzioni di base, ma sicuramente serve molta dedizione se si vuole ottenere ciò che si è pianificato. Non è ancora possibile provare le ere successive all'Età del Bronzo, come abbiamo visto nella pagina precedente, ma Godus dà l'idea di essere un titolo molto longevo, arrivando a richiedere anche di centinaia di ore per essere scoperto in tutte le sue parti.

All'inizio, dunque, pensi che le cose siano in qualche modo sbilanciate. Serve troppo tempo per "terraformare", serve troppo tempo per raccogliere la Fede e l'evoluzione procede lentamente. Ma andando avanti ti rendi conto che invece il bilanciamento è perfetto. Se inizialmente pensi di avere troppa Fede e che non potrai mai spenderla tutta, dopo ti accorgi che i nuovi strumenti per scolpire il mondo richiederanno una quantità di Fede talmente alta che anzi la raccolta attenta di questa risorsa diventerà cruciale.

Se all'inizio sarà possibile rimuovere singoli veli, sbloccando la relativa carta si avrà più influenza sul mondo con meno sforzo, ovvero sarà possibile rimuovere serie di veli. Contate che ci sono montagne molto alte, formate anche da decine di veli, e che potrebbe essere necessario abbatterle per consentire all'evoluzione di andare avanti.

Uno degli edifici che si sbloccano nella prima parte di gioco è il cosiddetto Monte degli Dei, che è la porta di accesso a tutta la parte multiplayer. Componente ancora assente in questa build di Godus, ma simulata con sfide single player e con chat organizzate dall'intelligenza artificiale che danno un'idea di cosa dobbiamo attenderci dal multiplayer definitivo di Godus. In fase di annuncio, Molyneux ha parlato di diffusa lotta multiplayer per il potere.

Anche in questa componente c'è una progressione, con la necessità di sbloccare le varie Ere se si vogliono affrontare sfide via via più difficili e con migliori ricompense. Potrà essere richiesto di avere un numero di cittadini più ampio di quello dell'avversario, di raccogliere più gemme o di sconfiggere il nemico in una guerra. In tutti i casi il giocatore si trova a riutilizzare gli strumenti visti per la campagna single player per accelerare il più possibile l'evoluzione in mappe vuote e allestite per l'occorrenza, oltre che separate rispetto a quella principale.

A proposito di ricompense, otterremo nuove carte ma anche la possibilità di avere l'avatar del nemico sconfitto all'interno di uno dei propri insediamenti. Quest'ultimo avrà dei connotati fisici semplicemente diversi rispetto a quelli degli altri cittadini. Ma, attenzione, e proprio qui sta la genialità di Molyneux che in qualche modo ricorda alcuni aspetti dei giochi precedenti, perché la nuova stirpe può riprodursi.

Faccio un esempio. Mi è capitato di accogliere un cittadino dai capelli rossi, ottenuto proprio vincendo una sfida multiplayer: bene, dopo qualche ora di gioco ecco che i cittadini dai capelli rossi cominciano a crescere in numero, fino addirittura a soppiantare i precedenti. Sono più concentrati sul lavoro e riescono a fare più velocemente e meglio quello che viene loro richiesto. In questo momento, ho più cittadini dai capelli rossi che cittadini tradizionali.

 
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