Assassin's Creed IV: il mare come habitat naturale dell'assassino

Assassin's Creed IV: il mare come habitat naturale dell'assassino

Dopo l'analisi tecnica della versione PC pubblicata la scorsa settimana, eccovi la recensione del gameplay e dei contenuti artistici del nuovo Assassin's Creed. E non manchiamo di fornirvi una prospettiva sulle reali vicende storiche alle quali Ubisoft Montreal si ispira.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Fascino indimenticabile

Per chiunque, come il sottoscritto, le storie di pirati e di mare hanno un fascino vero, Black Flag è acquisto obbligato. La sua offerta, infatti, senza nemmeno badare alle vicende di Assassini e Templari, è vincente. Il tempo passato in mare – tra battaglie navali e caccia alla balena – sarà veramente ben speso. Alle volte, quando si salperà, sembrerà quasi di avvertire il sole cocente o la brezza salmastra. Lasciatevi andare, immaginate, stupitevi. Black Flag, in questo senso, sarà una vera esperienza.

Tenete presente che il mio libro preferito è Moby Dick. La scoperta dell’esistenza, in AC IV, del feroce capodoglio bianco è stata sinceramente da brividi. Ora il mio scopo, da novello Ahab, sarà quello di cacciarla per tutti i Caraibi, finché il demone non sarà sconfitto. Non importa quanto ci metterò: navigare per i Caraibi di Ubisoft non è mai tempo buttato!

AC ci ha sempre abituato a un doppio canale di narrazione. Oltre a quello nell’Animus, infatti, avevamo quello ambientato nella contemporaneità. Fino ad oggi avevamo seguito la storia di Desmond Miles, discendente di Assassini e impegnato a lottare contro la Abstergo, multinazionale concretizzazione dei Templari nel nostro tempo. Progressivamente, ma mooooolto lentamente, si era fatta luce sui gangli principali della storia del Mondo: in questo modo avevamo fatto la conoscenza con le antiche divinità che da sempre ‘giocano’ con i destini dell’uomo e cercano di spartirsi il controllo su di esso.

In AC III il destino di Desmond pareva essersi compiuto e, in effetti, in AC IV avremo un radicale cambio di prospettiva. Basta super complotti politico-mistico-religiosi e largo all’impersonare un dipendente della Abstergo, tramutatasi per l’occasione in un’azienda di intrattenimento. Tramite l’Animus avremo il compito di vivere e registrare le avventure dei nostri antenati, che nei progetti commerciali di Abstergo, dovranno diventare i nuovi giochi virtuali della serie di AC. Sarà, insomma, come girovagare per Ubisoft (anche perché, nell’Abstergo di Black Flag, tutti parlano francese). Giocheremo quindi brevi livelli in soggettiva che, sulle prime, ci lasceranno piuttosto indifferenti se non basiti. Via via, però, le cose si faranno molto più interessanti e aumenterà anche la rilevanza delle informazioni a cui avremo accesso. Insomma: Desmond e il lato complottistico di AC, in qualche modo, torneranno anche in Black Flag…

La componente multiplayer online di AC ritorna, sotto forma di sfida a squadre, strutturata secondo che regole di un letale nascondino. Ancora una volta, il tutto é semplice e sufficientemente adrenalinico ma, nonostante le limature operate da Ubisoft, non risulterà mai talmente profondo e appagante da risultare davvero avvincente. A conti fatti, il vero cuore della condivisione online in AC IV, risiede nello scambio di informazioni tra amici su quanto scoperto in mare (per esempio la posizione corrente - e temporanea - della perfida Balena Bianca).

 
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