Assassin's Creed IV: il mare come habitat naturale dell'assassino

Assassin's Creed IV: il mare come habitat naturale dell'assassino

Dopo l'analisi tecnica della versione PC pubblicata la scorsa settimana, eccovi la recensione del gameplay e dei contenuti artistici del nuovo Assassin's Creed. E non manchiamo di fornirvi una prospettiva sulle reali vicende storiche alle quali Ubisoft Montreal si ispira.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Il mare: la patria del Credo?

Secondo quanto detto fin qui, la situazione sembrerebbe tutt’altro che rosea, con un AC IV che scimmiotta i modelli di ambientazione visti nell’ultimo capitolo della serie, racconta una storia scadente efa poco di innovativo anche dal punto di vista della giocabilità. In realtà c’è il mare.

Diciamolo subito, forte e chiaro: per la prima volta impersoniamo un Assassino libero per davvero. Edward infatti non è quasi mai sul serio vincolato e compromesso con il Credo e, soprattutto, ha l’enorme risorsa del mare a propria disposizione.

E’ qui che AC IV rischia di diventare memorabile. Il mondo di gioco marittimo che Ubisoft ha ricreato, infatti, è un immenso e profondo spaccato dei Caraibi del ‘700 in cui sarà sinceramente delizioso perdersi. La sensazione iniziale è quella – per chi ha avuto la fortunata esperienza di provarlo – di trovarsi nel mondo marittimo e fatato di Zelda, The Wind Waker: un oceano da solcare con entusiasmo, vento in poppa e speranza nel cuore. Via via, però, ci si rende conto di quanto l’universo di Black Flag sia molto più vasto e approfondibile (ovvio: sono passati anni dall’uscita del capolavoro di Nintendo e c’è l’enorme risorsa dell’online a supportare AC).

E allora date puro libero sfogo alla vostra voglia di scoperta, cercate i tesori sepolti, cannoneggiate i temibili galeoni spagnoli o le agili golette del Re d’Inghilterra, concedetevi una cantata marinara con la vostra ciurma, raggiungete i confini del Mondo o date la caccia ai giganteschi leviatani (in mini giochi tutt’altro che facili) che popolano il mare.

Insomma: divertitevi, sperimentate, scoprite. Liberi. Secondo quello che era il vero spirito dei bucanieri. In questo senso AC è perfettamente riuscito e gli espedienti narrativi che tratteggiano un Edward così poco coinvolto nelle beghe di Assassini e Templari sono un colpo di genio.

In tutto questo, esiste una pletora di beni collezionabili/migliorabili: c’è di chi perdere ore e ore. Peccato solo per la limitatezza delle possibilità (e la relativa lentezza dello sblocco) di personalizzazione della nave (che è il cuore del gioco).

 
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