Call of Duty Ghosts: tutto il grigiore di Infinity Ward

Call of Duty Ghosts: tutto il grigiore di Infinity Ward

Nonostante le ottime vendite, il nuovo capitolo di Call of Duty delude le aspettative. Infinity Ward non è più la software house che era una volta, visto che molti veterani l'hanno abbandonata, e Ghosts palesa infatti diversi limiti in termini di creatività e di genialità. Ma vediamo con calma tutti i punti di forza e di debolezza del nuovo Cod.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Call of Duty
 

Campo di battaglia online

Prevedibilmente, il cuore di COD: Ghosts non risiede nella campagna, ma nel multiplayer online, che può garantire all’appassionato una longevità quasi infinita.

Infinity Ward ha lavorato per miscelare elementi chiave visti nelle ultime uscite di Modern Warfare con alcune intuizioni di Treyarch, proposti nei Black Ops.

Desiderosa di accaparrarsi ancora più utenza alle prime armi, IW ha predisposto un’entrata comoda anche per le reclute: attraverso lo Squads Mode, infatti, anche i giocatori alle prime armi potranno avere un assaggio di tutte le modalità, senza essere calati nella competizione più spietata. In questo modo, supportati dai bot e affrontando altre squadre con umani presenti, si entrerà in confidenza con le modalità di gioco, le mappe e le armi di COD. In questa modalità, pare interessante la capacità ‘adattiva’ dell’IA, che seguirà il nostro stile e si comporterà coerentemente rispetto alle nostre capacità, crescendo con noi.

Esordisce poi Extinction Mode, un’altra modalità a squadre, che ricalca quelle passate, in cui eravamo impegnati contro ondate di Nazisti o zombie nazisti. Solo che, ora, si dovrà tenere testa ad assalti alieni. Ogni uccisione ci fa incassare dei soldi da spendere per armi, strumenti tecnologici, equipaggiamento od oggetti che potremo posizionare accanto a noi per supportarci nella lotta. Come al solito – ed è forse un caso drammaticamente unico nel panorama multiplayer di Cod – la cooperazione e il gioco di squadra fanno veramente la differenza. Anche perché, da un lato la cittadina da ‘ripulire’ è un livello di gioco ampio e liberamente percorribile, dall’altro ogni giocatore dovrà assumere un ruolo specifico, con una serie di capacità uniche, da sfruttare al meglio e coordinandosi con i compagni.

Interessante anche tutto il discorso di Clan Wars che permetterà, ai fan sfegatati di COD, di creare squadre trasversali a PS3 e XBOX: seppure non potendo giocare – ovvio – nelle medesime partite, i membri di uno stesso clan, combattendo sulle rispettive piattaforme, potranno contribuire alla crescita del medesimo clan. Non male anche l’app per iOS e Android, attraverso cui gestire la propria ‘vita da clan’ nella community.

Per quanto riguarda le nuove modalità di gioco, ci sentiamo di segnalare Blitz (una sorta di ‘corsa’ verso la base avversaria da violare, per poi essere teletrasportati di nuovo nella nostra e ripartire) e Hunted (in cui si parte tutti armati di pistola e, via via, tramite la caduta di rifornimenti dal cielo, si aumenta il proprio arsenale). Si tratta, in massima parte di aggiunte divertenti che, comunque, non fanno per davvero la differenza, rispetto alle modalità classiche.

Di base, infatti, il multiplayer online di Ghosts non si discosta per nulla da quello classico di COD. Tanta azione, tanta frenesia, tante kill e un comportamento poco tattico e poco realistico. Perfetto per una mezz’oretta di ‘frag’ senza pensieri, improponibile per sessioni di vera co-op o per uno stile maggiormente profondo. Questo è COD. Da anni. E, presumibilmente, questo è quanto la community di fan dello shooter di Activision vuole ancora. Discorso mappe: per quanto IW abbia fatto un buon lavoro - creando scenari piuttosto complessi e soprattutto multi-livello – sono solo le (relativamente poche) mappe dotate di grandezza maggiore a convincere sul serio. Quando si gioca, insomma, nei livelli a dimensione ‘standard’, la frenesia di COD – che si concretizza in un tripudio di angoli ciechi, cecchini che sparano a ripetizione e soldati che saltano e si accucciano senza soluzione di continuità – torna a mietere vittime.

Si diceva di come IW abbia mixato elementi di Modern Warfare con altri di Black Ops: in particolare, ciò risulta evidente nella sezione di crescita e customizzazione del soldato online. Da MW avremo nuovamente il sistema tripartito per le ricompense di killstreak o punti conquistati (assalto, supporto, specialista). Il modello di personalizzazione ‘a punti’ di Black Ops, invece, ritorna nella scelta dei perk. Tutto ruota attorno agli Squad Points, una sorta di valuta in-game con cui sbloccare praticamente tutto.

 
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